È successo a un mio collega: causa vinta in tribunale.
Ma se gli slogan non ti piacciono sentiti libero di postare tu una qualche sentenza diversa, o legge o regolamento.
Una sentenza non significa automaticamente che accade per tutti i casi simili, ma è un precedente che ha valore. Tu che hai?
Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. (Maffeo Pantaleoni)
sarebbe interessante saperne di più...
ricordo vagamente qualcosa a riguardo (non la sentenza): c'è differenza tra lavorare con strumenti propri in autonomia e lavorare presso "il cliente" con strumenti del cliente.
se tu potessi rintracciare la sentenza potremmo leggerne le motivazioni e i riferimenti normativi.
non inalberarti, io semplicemente chiedevo![]()
sarebbe interessante leggere la sentenza: mi pare strano che il SEMPLICE uso di un PC proprio dia la paternità dell'opera... magari nei "mezzi propri" c'erano anche librerie sviluppate in proprio, definizioni di nuovi algoritmi ecc ecc.
facce sape'![]()
La paternità di un opera di ingegno è sempre innata e inalienabile. Sempre.
I diritti d'uso o della sua modifica sono invece un altro discorso. Il caso del mio amico/collega si rifà ad oltre 15 anni fa, non so come potrei recuperare tale sentenza e pure lo sapessi non lo farei per comprensibili ragioni di privacy.
Quello che ricordo bene però è che questo amico mi assicurò che fu proprio il dettaglio che il softaware fu sviluppato su SUO PC a fargli vincere la causa.
Posso anche aggiungere un altro caso: un mio cliente ha continuato per diversi anni, ovvero per tutto il tempo che lo ha usato, a pagare un compenso mensile per l'utilizzo del mio software. E questo nonostante non gli avessi mai nemmeno ventilato obblighi di legge o cause legali. Dettaglio forse non trascurabile: questo mio cliente lavora nel settore legale.
Ribadisco: è un dettaglio poco noto ma che può cambiarti la vita.
Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. (Maffeo Pantaleoni)
senza leggere la sentenza è impossibile capire -- resto dell'idea che sia stato un dettaglio che si è AGGIUNTO a altre condizioni
Detta così non aggiunge nulla al ragionamento: lavoro anche io da quasi 40 anni nel settore del software per studi legali, queste cose sono regolate da contratti. Ci dai qualche elemento in più?
Spe, capiamoci, una cosa è
1)Il cliente mi paga per sviluppare un software che fa quello che vuole lui.
2)Una cosa differente è il cliente mi paga per sviluppare una parte del software, quindi contribuire allo sviluppo, secondo le sue regole.
Nel primo caso tu hai sviluppato un software per lui, non può quindi venderlo ad esempio.
Senza eventuali clausole potrei prendere il software e venderlo io ad altri clienti.
Nel secondo caso invece io vendo le mie ore di programmazione di cui il cliente può disporre come vuole.
Tutto dipende dal contratto con cui si è ingaggiati (e se non c'è contratto allora chiudiamo qui la discussione): anche se "Il cliente mi paga per sviluppare un software che fa quello che vuole lui" ed è previsto dal contratto, lui (il cliente) può farci quello che vuole, anche rivenderlo. Ho lavorato per clienti che mi davano le specifiche, sviluppavo sul mio PC a casa mia, ma il software era loro, ci facevano quello che volevano (compreso rivenderlo) e i sorgenti erano i loro. Tutto perfettamente lecito.
Tu davvero riesci a distinguere i casi 1 e 2?
A me non è mai capitato che, scrivendo un nuovo programma, non ci siano - continuamente - scambi di idee e modifiche tra me e il cliente.
Ergo: i due casi sono la stessa cosa e, tornando al quesito che optime contestava: non esistono vere differenze a parte lo strumento sul quale è sviluppato.
Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. (Maffeo Pantaleoni)