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  1. #1
    Utente di HTML.it
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    Navigando in rete mi è capitato di ritrovare questo post molto vecchio (ormai quasi archeologico), che mostrava una versione decisamente primitiva sia del linguaggio sia dell'IDE.


    Con il senno di poi, provare a promuoverlo qui fu un tipico errore ingenuo: trattandosi di un linguaggio didattico, è da sempre molto apprezzato da insegnanti e studenti, ma poco amato dai programmatori.


    Scrivo oggi, a distanza di anni, perchè credo che questa esperienza possa comunque essere fonte di ispirazione o motivazione.


    Anno dopo anno ho continuato a lavorare sul linguaggio, migliorandolo costantemente. Nel frattempo ho collaborato con le scuole come esperto esterno e come formatore sul coding per gli insegnanti. Ho utilizzato Atomic in decine di scuole primarie e secondarie, pubbliche e private, ma anche in contesti meno formali come biblioteche e centri estivi.


    Il linguaggio è cresciuto soprattutto grazie all'uso diretto da parte degli studenti, sempre affiancato a Scratch e mai pensato come sua alternativa. Nelle mie proposte didattiche ho infatti integrato il coding visuale con una forma di coding testuale accessibile, così da creare un percorso graduale e coerente.


    Se qui c'è qualche insegnante interessato, oggi il progetto offre:


    - un sito dedicato https://www.atomicc.it


    - una documentazione online https://www.atomicc.it/wp-content/up...mic_200825.pdf


    - una guida in cui ho raccolto e sintetizzato l'esperienza degli ultimi 9 anni https://www.libreriauniversitaria.it.../9791224043126


    - risorse pensate per l'apprendimento e l'utilizzo del linguaggio da parte delle IA https://www.bergame.eu/Atomic-AI/ato...e-ai-spec.html




    A distanza di anni, questo è il punto a cui sono arrivato, e da qui continuo a guardare avanti. Se può essere utile anche solo a un insegnante o a uno studente, allora valeva la pena raccontarlo anche qui.
    Ultima modifica di FRK91; 10-01-2026 a 12:20

  2. #2
    Moderatore di Programmazione L'avatar di alka
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    A distanza di anni, questo è il punto a cui sono arrivato, e da qui continuo a guardare avanti. Se può essere utile anche solo a un insegnante o a uno studente, allora valeva la pena raccontarlo anche qui.
    Da sviluppatore e insegnante, direi che ogni iniziativa volta a diffondere la cultura della programmazione è sempre ben accetta.

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    Con il senno di poi, provare a promuoverlo qui fu un tipico errore ingenuo: trattandosi di un linguaggio didattico, è da sempre molto apprezzato da insegnanti e studenti, ma poco amato dai programmatori.
    Qualunque critica serve per riflettere e per crescere: non mi sembra che i pareri espressi fossero così "irricevibili", tutto sommato.
    MARCO BREVEGLIERI
    Software and Web Developer, Teacher and Consultant

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  3. #3
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    Da sviluppatore e insegnante, direi che ogni iniziativa volta a diffondere la cultura della programmazione è sempre ben accetta.


    Qualunque critica serve per riflettere e per crescere: non mi sembra che i pareri espressi fossero così "irricevibili", tutto sommato.
    Certamente qualsiasi critica ben argomentata è sempre un ottimo spunto di riflessione. Semplicemente negli anni mi sono concentrato sul raccogliere e analizzare le critiche di chi lo utilizza effettivamente, per lo scopo per cui è nato: insegnanti, educatori, studenti.


    Il mondo dei programmatori di professione è lontano anni luce dalla didattica della scuola Primaria e Secondaria di primo grado.


    Generalmente, un programmatore esperto è "troppo avanti": ha dei bias che lo portano a ragionare in modo "troppo articolato" per la didattica base, e tende a vedere errori nelle semplificazioni dei concetti o in alcune omissioni. I programmatori mi dicevano "manca questa cosa, così non va bene, è concettualmente sbagliato". La mossa vincente è stata smettere di ascoltare i programmatori e ascoltare gli insegnanti della primaria, che mi hanno dato un punto di vista completamente diverso.

    Ho smesso di inserire nuove features e nuovi costrutti per realizzare cose complicate. Mi sono concentrato su poche cose semplici ed efficaci per la didattica. Ho creato esempi semplici e ho semplificato la teoria (al limite dell'eresia per un programmatore ). È stato un lavoro di sintesi.


    Tra l'altro, inizialmente avevo pensato ad Atomic solo come un linguaggio per le scuole medie e i primi anni delle superiori. Ho iniziato ad utilizzarlo nella primaria quasi per caso, provando ad affiancarlo a Scratch. Tramite dei piccoli codici auto-concludenti di pochissime righe, anche 2-3 (https://www.atomicc.it/wp-content/up...a-Primaria.pdf), ho visto che funzionava. Proposto nel modo giusto, i bambini sono in grado di usare anche il codice testuale e di comprenderne la sintassi. Quindi sono arrivato alla conclusione che non è vero che i bambini sono in grado di comprendere e utilizzare solo il coding visuale: anche questo è un preconcetto.

  4. #4
    Utente di HTML.it
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    Da sviluppatore e insegnante, direi che ogni iniziativa volta a diffondere la cultura della programmazione è sempre ben accetta.


    Qualunque critica serve per riflettere e per crescere: non mi sembra che i pareri espressi fossero così "irricevibili", tutto sommato.
    Certamente qualsiasi critica ben argomentata è sempre un ottimo spunto di riflessione. Semplicemente negli anni mi sono concentrato sul raccogliere e analizzare le critiche di chi lo utilizza effettivamente, per lo scopo per cui è nato: insegnanti, educatori, studenti.


    Il mondo dei programmatori di professione è lontano anni luce dalla didattica della scuola Primaria e Secondaria di primo grado.


    Generalmente, un programmatore esperto è "troppo avanti": ha dei bias che lo portano a ragionare in modo "troppo articolato" per la didattica base, e tende a vedere errori nelle semplificazioni dei concetti o in alcune omissioni. I programmatori mi dicevano "manca questa cosa, così non va bene, è concettualmente sbagliato". La mossa vincente è stata smettere di ascoltare i programmatori e ascoltare gli insegnanti della primaria, che mi hanno dato un punto di vista completamente diverso.

    Ho smesso di inserire nuove features e nuovi costrutti per realizzare cose complicate. Mi sono concentrato su poche cose semplici ed efficaci per la didattica. Ho creato esempi semplici e ho semplificato la teoria (al limite dell'eresia per un programmatore ). È stato un lavoro di sintesi.


    Tra l'altro, inizialmente avevo pensato ad Atomic solo come un linguaggio per le scuole medie e i primi anni delle superiori. Ho iniziato ad utilizzarlo nella primaria quasi per caso, provando ad affiancarlo a Scratch. Tramite dei piccoli codici auto-concludenti di pochissime righe, anche 2-3 (https://www.atomicc.it/wp-content/up...a-Primaria.pdf), ho visto che funzionava. Proposto nel modo giusto, i bambini sono in grado di usare anche il codice testuale e di comprenderne la sintassi. Quindi sono arrivato alla conclusione che non è vero che i bambini sono in grado di comprendere e utilizzare solo il coding visuale: anche questo è un preconcetto.

  5. #5
    Utente di HTML.it
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    Certamente qualsiasi critica ben argomentata è sempre un ottimo spunto di riflessione. Semplicemente negli anni mi sono concentrato sul raccogliere e analizzare le critiche di chi lo utilizza effettivamente, per lo scopo per cui è nato: insegnanti, educatori, studenti.


    Il mondo dei programmatori di professione è lontano anni luce dalla didattica della scuola Primaria e Secondaria di primo grado.


    Generalmente, un programmatore esperto è "troppo avanti": ha dei bias che lo portano a ragionare in modo "troppo articolato" per la didattica base, e tende a vedere errori nelle semplificazioni dei concetti o in alcune omissioni. I programmatori mi dicevano "manca questa cosa, così non va bene, è concettualmente sbagliato". La mossa vincente è stata smettere di ascoltare i programmatori e ascoltare gli insegnanti della primaria, che mi hanno dato un punto di vista completamente diverso.

    Ho smesso di inserire nuove features e nuovi costrutti per realizzare cose complicate. Mi sono concentrato su poche cose semplici ed efficaci per la didattica. Ho creato esempi semplici e ho semplificato la teoria (al limite dell'eresia per un programmatore ). È stato un lavoro di sintesi.


    Tra l'altro, inizialmente avevo pensato ad Atomic solo come un linguaggio per le scuole medie e i primi anni delle superiori. Ho iniziato ad utilizzarlo nella primaria quasi per caso, provando ad affiancarlo a Scratch. Tramite dei piccoli codici auto-concludenti di pochissime righe, anche 2-3 (https://www.atomicc.it/wp-content/up...a-Primaria.pdf), ho visto che funzionava. Proposto nel modo giusto, i bambini sono in grado di usare anche il codice testuale e di comprenderne la sintassi. Quindi sono arrivato alla conclusione che non è vero che i bambini sono in grado di comprendere e utilizzare solo il coding visuale: anche questo è un preconcetto.

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