Ragiona.
Lui (e chi la pensa come lui) non c'entra niente col fatto che il tuo amico sia stato in carcere ingiustamente. È chi ci governa che ha fatto in modo che chi è in attesa di giudizio debba starci, per anni, in attesa che un giudice si decida a confermare la colpevolezza o meno. Se vuoi chiedere qualcosa a qualcuno chiedilo a loro.
Io penso che sirmark si stesse riferendo a quelli che sono in carcere già condannati, non a quelli che aspettano il primo grado.
Se a questi già condannati permettiamo di uscire perché le carceri esplodono, che senso ha?
Uno delinque, viene condannato (invento) a 30 anni, ma siccome le carceri esplodono magari esce dopo 7-8 anni o anche dopo 25 (tanto per dire). Che buffonata pazzesca!
Ma se ci sono così tante persone in carcere in attesa del processo di primo grado, perché Berlusconi è sempre stato fuori dal carcere, sebbene attendesse pure lui i primi gradi di giudizio dei suoi processi?![]()
E vabbè, pazienza, rimani nell'alto della tua sapienza. Non è che muoio se non conosco il minimo delle basi giuridiche (chissà che non si debba partire dal rivedere queste). Saluti dal basso.![]()
Per inciso, in una relazione parlamentare si disse che due anni dopo quell'indulto tornarono in carcere 20mila persone. Su 26 mila.
Che risultato!
Che sono i dati di Gasparri? Le commissioni parlamentari sono politiche e forniscono dati come gli pare a loro... preferisco i dati del Ministero della Giustizia, se permetti, non le diatribe politiche con dati falsificati (come ogni buon sociologo potrebbe spiegarti, pur sembrando esatti).
"L’indulto 2006 dimise 27.965 soggetti agli arresti in carcere. Di questi sono tornati in cella in 8.477 (ovvero, il 30,31%: meno della metà di quel 68% prima ricordato); altresì, rimise in libertà 7.829 soggetti beneficiari di misure alternative alla detenzione: di questi sono tornati in carcere in 1.705, il 21,78% (la media ordinaria, per questa modalità di espiazione della pena, è del 30%).
Nel complesso, sono state 35.794 le persone che hanno beneficiato di quello sconto di pena riacquisendo piena libertà: il tasso di recidiva è il 28,45% (i dati sono aggiornati al 30 giugno 2009 e sono elaborati su statistiche del ministero della Giustizia). E non è suscettibile, questo tasso, di vertiginose impennate: visto che tutti gli studi - e quello di Torrente e Manconi non fa eccezione - suggeriscono come chi torna in carcere, nella maggior parte dei casi, lo fa nei primi o nei primissimi mesi dalla messa in libertà."
Primo Ministro Conte: "Sarà un anno bellissimo!"
Ti sfugge il punto che chi torna in carcere lo fa perché ha commesso un reato....
E ho come la sensazione che non si parli di "evasione fiscale"
A parte che -temo- che tornino in carcere anche quelli che hanno scontato tutta la pena... mostrando l'ennesima pecca del nostro sistema giudiziario
A volte penso che, nel darci l'intelletto, la natura sia stata più sadica che generosa.
finire in carcere in italia è davvero difficile... davvero davvero difficile.
un condannato in primo grado o in attesa di primo grado è ancora più difficile che stia in carcere. ci sta di solito per tre motivi: pericolo di reiterazione del reato, pericolo di fuga, pericolo di inquinamento di prove.
penso chela soluzione sia costruire nuove carceri, non lasciare uscire, di nuovo, chi è dentro.
chi sbaglia paga. questa idea deve passare forte nella mente di tutti, italiani e stranieri che vengono in italia.
ora vige l'idea opposta, e infatti siamo alla mercè di ogni tipo di delinquenza.
io sono molto molto favorevole al carcere come punizione anche per pochi giorni per piccoli reati, penso servirebbe come forte deterrente psicologico. esempio a caso. il ragazzino di 16 anni che allaga la scuola o imbratta muri e vagoni del metrò con lo spray potrebbe ben farsi un paio di notti in carcere in isolamento, e vedendosi privato di tutto acquisterebbe sicuramente una nuova consapevolezza delle libertà che ha e che non deve perdere. certo, non lo metterei nello stesso braccio di assassini e stupratori, ma l'idea è che la punizione ci deve essere e deve essere memorabile.
Non dobbiamo trascurare la probabilità che il costante inculcare la credenza in Dio nelle menti dei bambini possa produrre un effetto così forte e duraturo sui loro cervelli non ancora completamente sviluppati, da diventare per loro tanto difficile sbarazzarsene, quanto per una scimmia disfarsi della sua istintiva paura o ripugnanza del serpente.