Qualcuno ha letto questo libro ?
http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=768-4
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Fino a un istante prima era ancora l'inverno dell'Ohio...
Sì, con un colpo di pistola al cuore.Originariamente inviato da ZuperDani
Si è suicidato pure Di Bartolomei?
Fino a un istante prima era ancora l'inverno dell'Ohio...
per me il suicidio e' sempre stato sinonimo di grandissima solitudine, non necessariamente reale, ma sicuramente cosi' percepita e ho sempre provato gran pena per chi si fosse trovato in un simile stato d'animo
Da noi si dice che sn i "fessi" che poi muoiono...
Troppo buono, solo, in difficoltà, onesto, forse troppo in un mondo che ci appare ai giorni nostri veramente privo di scrupoli, e qui ritorna il fatto che se ce li hai sei un "fesso"....
Che pena che mi ha fatto Pessotto, conoscendolo come tutti voi sl per quello che c hanno fatto vedere i media e per la sua faccia...
Una faccia onesta, uno sportivo impeccabile e desideroso di accrescere la propria cultura...
Questo è quel che so di Gianluca Pessotto, ed il suo gesto nn so perchè, forse per mia superficialità o semplice sensibilità al dolore umano, mi ha sin dal primo momento molto colpito, rafforzando ancora di più l'idea di un uomo buono che magari nn ha retto al peso che la vita in certi momenti ci riserva.
Purtroppo la filosofia di vita che da tempo ho sposato è quella che per stare a questo mondo c'è bisogno anche di cinismo, cn la speranza di nn svegliarsi un giorno completamente tali.
Led: io credo che i poeti e gli scrittori siano diventati tali perchè a monte, erano persone sensibili.
Sul perchè uno diventi sensibile, ho le mie idee: imho, sono i cavoli amari![]()
Una persona a cui è sempre andata liscia non ha semplicemente avuto modo di soffrire e/o meditare sulle cose, con tutto quello che ne consegue sui vari fronti.
Credo che ci siano diversi modi e motivi per cui uno decisde di suicidarsi; può essere un colpo di testa, ma è sempre, sempre, la goccia che fa traboccare il vaso, pieno di uno stillicidio di piccole e grandi cose negative. Oppure, lo stesso suicida può premeditarlo, ma sempre come conseguenza delle gocce di cui sopra.
Poi, c'è un suicidio deciso in modo freddo e lucido, meditato, e credo che si decida in quel senso quando si capisce di essere in trappola.
Un tempo ero incline a pensare che i suicidi fossero dei deboli, ma adesso non credo, o almeno non tutti.
Il re è nudo (cit).
Credo che sia riduttivo definire malattia, la depressione. Forse la definiamo cosi, perchè ci è piu' comodo, perchè l'uomo è portato a definire tutto, a catalogare tutto sennò sta male. La drepressione è una cosa che molto spesso neanche chi ce l'ha riesce a spiegarla.Originariamente inviato da Ledzeppelin
Per restare ai giorni nostri, Pessotto e Di Bartolomei, a detta di tutti persone molto sensibili e di buona cultura, al di fuori dello stereotipo del calciatore un pò ignorante che pensa solo a giocare e alle belle donne.
Nei secoli tantissimi poeti,pittori, artisti in genere.
Possibile che il suicidio sia spesso la fase acuta di una sensibilità estrema e non il gesto di una mente malata (nel senso medico del termine) ? Un modo per concludere in bellezza, con un gesto estremo, la propria esistenza ? Il colpo di teatro che chiude lo spettacolo ? Il picco sublime della propria sensibilità verso il mondo ?
E' un tema che mi ha sempre affascinato e che, se ne avete voglia, mi piacerebbe approfondire con voi.
Secondo me hai centrato in pieno...il suicidio credo che sia un gesto estremo che è proprio di quelle persone con una sensibilità spiccata e spontanea e che non riescono a cambiare.
Purtroppo molto spesso le persone piu' sensibili sono anche le piu' deboli...ecco perchè cedono al suicidio..
Welcome to de cruel world
Sicuro?Originariamente inviato da blackwidow
molto spesso le persone piu' sensibili sono anche le piu' deboli...ecco perchè cedono al suicidio..
Non le più martellate dalla vita?
Hai idea di quanti deboli campano 100 anni perchè gli va tutto liscio, e li campano lamentandosi di cose ridicole?
Il re è nudo (cit).
Mah, non è detto secondo me.Originariamente inviato da nillio
Non le più martellate dalla vita?
Uno potrebbe decidere il gesto estremo anche dopo una sola martellata, proprio perchè magari durante la vita non ha mai saputo cosa vuol dire riceverne una e,quando lo scopre, la cosa gli diventa insopportabile.
Fino a un istante prima era ancora l'inverno dell'Ohio...
Ho detto non tutti, infatti.Originariamente inviato da Ledzeppelin
Mah, non è detto secondo me.
Uno potrebbe decidere il gesto estremo anche dopo una sola martellata, proprio perchè magari durante la vita non ha mai saputo cosa vuol dire riceverne una e,quando lo scopre, la cosa gli diventa insopportabile.
Il ragazzino che si suicida perchè è stato bocciato a scuola, per esempio.
Può farlo perchè è un debole, che ha sempre avuto tutto quallo che voleva subito, e non ha mai assaggiato la sconfitta.
Può farlo perchè ha dei genitori abbastanza imbecilli da farlo sentire un minorato incapace e fallito da anni, e lui si sente in trappola, un fallito, una merda, ed è stanco, e non ce la fa ad affrontare suo padre che gli dice 'sei un fallito di merda' per l'ennesima volta.
Questa del suicidio è una di quelle (rare) cose in cui io ci vado veramente con i piedi di piombo, a giudicare
![]()
Di una cosa sono convinta: 'sensibile' è una proprietà direttamente proporzionale a 'con cui la vita si è incarognita' e inversamente proporzionale a 'stupido'.
Il re è nudo (cit).
Qualche schema motivatore.
Delon: ha già avuto tutto dalla vita, perché continuare a menarsela in un'agonia senza gusti né eccessi?
Pavese: solitudine.
Liceale stanco: gli esami sono andati male, si butta dalla finestra per non affrontare mamma e papà.
Eutanasia: bé, sappiamo di cosa si tratta.
Lesionista: far male a sé stesso per far male agli altri.
Megalomane: far male a sé stesso per essere calcolato un po'. Oppure, suicidarsi per fare qualcosa di finalmente importante. Egocentrismo e protagonismo allo stato puro.
Woolf: depressione patologica.
Hemingway: depressione patologica unita alla grande coerenza delle proprie idee.
Cobain: vittima impreparata del successo.
Monroe: una mente infantile proiettata in un mondo difficile.
Van Gogh: debiti, malattia, incomprensione. Tutto quanto potesse essere dannoso anche per una mente sana si carica su una mente già di per sé instabile.
Come si fa a fare una summa di tutte queste tendenze? Togliersi la vita potrebbe essere ricondotto a un freddo bilancio tra costi e benefici. In certe situazioni una tale scelta non si può biasimare, ma mentre in certi casi è evidente che si stia parlando di persone particolarmente sensibili e provate, in altre si parla di persone semplicemente egocentriche.
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