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  1. #41
    Utente di HTML.it L'avatar di U235
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    Opero in una associazione che offre servizi di soccorso 118 e protezione civile, questo è l'organigramma:

    Presidente: uomo
    Vice presidente: donna

    Membri del consiglio direttivo
    4 uomini (più 1, il presidente), 4 donne

    Responsabile di sezione Soccorso
    1 donna

    Responsabile sezione di protezione civile
    1 uomo

    Ruoli di responsabilità di settore
    attività informatiche: uomo
    materiali e magazzino: donna
    telefonisti: donna
    autisti: uomo
    mezzi: uomo
    formazione: donna/uomo (diverse persone! che avevi capito?!)

    Qualifiche Soccorso
    Autisti: 20 uomini, 2 donne (molti degli autisti sono anche capo servizio, comprese le due donne)
    Capo servizio: 20 uomini, 10 donne
    Soccorritori effettivi: ~60 uomini, ~20 donne
    Allievi: ~15 uomini, ~25 donne

    Qualifiche Protezione Civile
    Autisti: 15 uomini, 0 donne
    Capi squadra: 6 uomini, 1 donna
    Operatori: 20 uomini, 12 donne

    In fine aggiungerei che fino a poco tempo fa avevamo una coppia gay (di lunga data) in cui entrambi ricoprivano ruoli importanti e alte cariche. "Avevamo" nel senso che per la rottura tra di loro e/o problemi di salute, purtroppo non frequentano più.

    Ora, se guardiamo la distribuzione delle più alte cariche, possiamo notare che c'è sostanzialmente una parità di genere (in cui è presente anche "altro" genere tra quelli menzionati), se escludi il presidente c'è la parità perfetta. E credimi, il presidente non è li perché uomo, ma perché acclamato sostanzialmente in maniera unanime.
    Man mano che scendiamo nell'importanza delle cariche, e andiamo verso i ruoli più "pratici", notiamo come la presenza delle donne incominci a scemare.
    Ci sono almeno tre "anomalie" che dovrebbero saltare agli occhi:

    1) Autisti:
    20 uomini e solo 2 donne (una con la qualifica scaduta attualmente) in sezione soccorso.
    15 uomini e 0 donne nella sezione di protezione civile.

    Dalla mia esperienza posso dire che fare l'autista per il 118 è molto diverso dal guidare "normalmente" un auto, non ha niente a che vedere con quelle classiche bimbominchiate che piace tanto fare a noi maschietti in età adolescenziale, sindrome dalla quale le giovani donne non sono affette. Questo dovrebbe già essere un primo indicatore per dire che la donna potrebbe essere adatta alla guida in emergenza, perché probabilmente non si lascia trasportare dalla "foga" che prende spesso gli uomini (sopratutto quelli giovani e/o appena qualificati). Purtroppo devo anche dire che se dovessimo essere "più rosa" con le donne che tentano di diventare autisti, metteremo a rischio non solo noi stessi, ma anche le persone che soccorriamo e l'intera città che sta in strada. Se ti trovi in codice rosso e spingi un mezzo di oltre 2 tonnellate anche a velocità di 180/190 km/h (sono bimbe da 200 cv, ma non controllabili come le vetture con li stessi cv), credimi che se hai lasciato che l'autista sia passato per quote rosa hai creato un mostro. Ma la nota principale è che le donne non vogliono fare gli autisti, motivo principale? "nooo, io non sono in grado di guidare l'ambulanza, guido a stento la macchina, ma sopratutto, chi me lo fa fare a prendermi quelle responsabilità?"
    L'autista PAGA penalmente (e civilmente) ogni suo più piccolo errore. Se sbaglia qualcuno del direttivo, al massimo "cade".


    2)
    Capo servizio: 20 uomini, 10 donne
    Soccorritori effettivi: ~60 uomini, ~20 donne
    Allievi: ~15 uomini, ~25 donne

    Se guardiamo i soccorritori effettivi (quelli che sgobbano più di tutti) notiamo che le donne sono circa un terzo degli uomini, perché? non di sicuro perché hanno la strada preclusa... anzi, e come puoi notare tra gli allievi c'è una netta prevalenza di donne.
    Ai corsi in genere succede questo:
    si parte in circa 30, in numero abbastanza omogeneo tra i generi. Dopo circa due o tre lezioni il numero si è ridotto di un terzo, sempre in maniera omogenea tra i generi. La fine del corso viene raggiunto mediamente da 10/12 persone, di cui 8/10 passano l'esame finale e diventano allievi.
    Gli allievi che sono arrivati a diventati tali, in genere sono in maggioranza donne.
    L'allievo fa il primo turno (spesso sale per la prima volta in una ambulanza), dipende da ciò che succede, le probabilità che abbandoni subito dopo sono abbastanza alte, e spesso sono le donne ad abbandonare in questa fase.
    In conclusione, tra la qualifica di allievo e quella di soccorritore noi perdiamo tantissime donne, trovandoci da una maggioranza di donne ad una molto ampia di uomini. Ma la tendenza si inverte DRASTICAMENTE appena sale il livello nella catena di comando, infatti se noti da una situazione di 1 a 3 si passa via via ad un rapporto di 2 a 1 e poi di 1 a 1 quando si arriva ai massimi livelli. Non sarà che si scoraggiano prima, o ritengono poco conveniente fare certe cose? perché ti assicuro che non abbiamo lobby di uomini, e al potere c'è una sostanziale parità. ne è a riprova il fatto che se si sale con le cariche la donna non ha discriminazioni di nessun genere e il rapporto è praticamente 1 a 1.
    Il discorso dei capi servizio poi è conseguente al fatto che prima di essere capo servizio devi essere già soccorritore effettivo (idem per l'autista), ma anche qui l'abbandono delle donne continua anche se si riduce (ha il suo perché essere capo servizio, sopratutto di potere)...

    3)
    soccorso vs protezione civile
    Come puoi notare, anche in protezione civile si ripete la tendenza 1 a 2 in favore dell'uomo, e non di sicuro perché protetti dal maschilismo visto che la direzione è la stessa, sempre rapporto 1-1...
    Magari (ipotizzo) prendere una pala e scavare per salvare delle vite, o sporcarsi di sangue altrui fino ai capelli, o farsi vomitare addosso, o sentire che la vita se ne va sotto le tue mani, non tutte le donna non lo trovano un motivo così appetibile per fare una lotta con le quote rose... anzi... ne hanno addirittura la possibilità, ma spesso la rifiutano (non tutte per fortuna!).

    Questo non vuole essere un post contro le donne, ho voluto riportare una testimonianza che conosco bene (e quindi di cui posso parlarne con una certa sicurezza) per mostrarla così com'è, e oltre i dati certi che ho scritto ho voluto formulare delle ipotesi personali. Ma anche dati (certi) alla mano non mi permetto di elargire verità, ognuno tragga le sue.
    Ultima modifica di U235; 29-01-2017 a 20:02

  2. #42
    Quote Originariamente inviata da U235 Visualizza il messaggio
    Opero in una associazione che offre servizi di soccorso 118 e protezione civile, questo è l'organigramma
    bravi

    e quante altre realta' ci sono, come la vostra? le isole felici ci sono anche in italia, ci mancherebbe!

    ma le altre cifre, quelle che considerano non una singola realta', ma la societa' italiana nel suo insieme, raccontano una storia diversa

  3. #43
    Quote Originariamente inviata da propulsore Visualizza il messaggio
    Qualcuno mi spiega alcuni fatti?
    1) ci sono più magistrati e medici femmina che maschi,
    e parliamo di impieghi di alta qualifica.
    questa presunta differenza di genere, in realtà, è più teorica che pratica.
    L'articolo che hai letto, l'hai letto parzialmente.
    http://www.corriere.it/cronache/15_d...508c2c40.shtml

    Su un totale di 9.098 magistrati, le donne sono 4.553 mentre gli uomini non superano quota 4.545. Lo scarto è minimo ma da tempo, in occasione dei concorsi d’ingresso in magistratura, le toghe rosa dimostrano una netta propensione a superare gli esami rispetto ai candidati maschi.
    ...
    Tuttavia, tra i giudici sono ancora poche le donne con la toga che accedono agli incarichi di vertice: nei ruoli direttivi ci sono infatti 187 uomini e solo 50 donne. Lo scarto è ancora più evidente nella magistratura requirente: tra i pubblici ministeri che hanno il grado di capo dell’ufficio figurano 152 uomini e soltanto 23 donne.
    In pratica: quando per entrare si deve fare un esame scritto o orale con testimoni, le donne entrano perché non si ha discrezionalità (un test scritto o lo superi o non lo superi, a prescindere da cosa hai dentro le mutande)
    Quando però si deve NOMINARE un dirigente, il collegio fa molta, molta fatica a nominare una donna.
    Come lo chiami questo?

    2) - spero di non essere tacciato di misoginia -
    si cerca di andare contro la biologia. Le donne non sono fatte per lavorare (... oddio...),
    nel senso che il loro scopo principale è riprodurs (parlo dell'aspetto biologico/etologico!).
    E' previsto che sia fertile (qui mi rifaccio alla campagna della ministra della salute) proprio nel
    periodo che viene "perso" per... studiare e farsi una carriera.
    Questi sono fatti, non opinioni, nel senso che gravidanza e parto a 17-20-25 anni è molto ma molto più facile che dopo.
    Ma, a quell'età, la donna studia, anzi spesso continua fino ai 30 e oltre (specializzazioni, dottorati e così via).
    Poi inizia a lavorare, e si trova a 35 con l'orologio biologico che ticchetta inesorabile fino ai 40 (cito i dati del ministero, non prendetevela con me!!!), finendo per fare un figlio (se va bene).

    Come si concilia, quindi, maternità con lavoro della donna? secondo me, oggettivamente, non possono andare insieme, a meno di non essere ricchi (nel qual caso fai 4 figli e prendi 4 allevatrici), o di non mettere in secondo o terzo piano il lavoro, a favore della famiglia.
    Cosa c'è di così terribile nel riconoscere questo fatto biologico?
    Il fatto che ignori, è che una donna non è destinata a far figli. Chcché tu ne dica.
    Se una donna decide di non far figli, ed è una decisione legittima, tutto il tuo castello di carte basato sui bignami di scienze biologiche, cade.

    Poi Dio non voglia PROVARE a trovare una soluzione affinché le nostre figlie e le nostre sorelle possano vivere la vita che vogliono senza costrizioni, e questo include lavorare come scaricatrici di porto e contemporaneamente accudire i figli insieme al marito meno misogino della media nazionale.

    La conciliazione famiglia e lavoro è un tema che esiste ed è risolto. Basta volerlo, basta porsi la domanda: "Ma davvero non voglio dare una scelta a mia figlia?"

    http://www.politichefamiglia.it/geni...ro-e-famiglia/

    http://www.camcom.bz.it/it/servizi/s...iglia-e-lavoro

    Io ci lavoro in un'azienda che ha deciso di provarci. E quando vedi che è possibile, ti rendi conto di molte cose.


    Quote Originariamente inviata da propulsore Visualizza il messaggio
    A me risulta che ci siano più donne che uomini, nel corpo elettorale.
    Come si spiega allora?
    Magari lo sarò pur (maschilista), ma non vedo davvero cosa ci sia poi di così terribile in
    - uomo: scaccia l'orso col bastone appuntito, porta a casa il cibo e butta la spazzatura
    - donna: cura la famiglia
    Facciamo finta che le società matriarcali non esistano e non siano mai esistite eh. Per carità. Fa comodo ignorarle.

    IL fatto è che dubito tu vada a cacciare orsi. Il discorso "che ha sempre funzionato" non è questo.
    Il discorso "che funziona oggi" è: "io uomo scelgo uno o più degli 1890 mestieri che la società mi consente di fare, tu donna stai a casa".

    Funziona. Concordo. Cambiare è sempre un rischio. Lo dicevano anche del sistema social-economico basato sullo schiavismo.
    La schiavitù ha sempre funzionato per millenni. Il fatto è che ha sempre funzionato per i non-schiavi.

  4. #44
    Quote Originariamente inviata da U235 Visualizza il messaggio
    Opero in una associazione
    Tu hai dei dati, ma l'interpretazione dei dati non è uno scherzo. Con gli stessi dati si possono trarre decine di conclusioni diverse o opposte.
    Infatti alcune conclusioni che fai, sono smentite facilmente. Per esempio:

    Magari (ipotizzo) prendere una pala e scavare per salvare delle vite, o sporcarsi di sangue altrui fino ai capelli, o farsi vomitare addosso, o sentire che la vita se ne va sotto le tue mani, non tutte le donna non lo trovano un motivo così appetibile per fare una lotta con le quote rose.
    A parte la pala, hai descritto uno dei ruoli ritenuto più femminile degli ultimi secoli (fino a qualche decennio fa): l'infermiera.
    Quindi vedi che non è un discorso di genere? Vallo a dire alle infermiere che farsi vomitare addosso, sporcarsi di sangue (e merda), o sentire la vita che se ne va sotto le mani, non è un lavoro da donna.
    Questo vuol dire che è un lavoro da donna? NO! Vuol dire che è un lavoro per chiunque abbia la voglia e lo stomaco per farlo, a prescindere dal genere.

    Tutte le altre conclusioni sono arbitrarie. Nel senso che possono sembrare ragionevoli, ma ci sono invece altre conclusioni.
    Dato il campione piccolo, potrebbe anche essere che nei vari settori ci siano qualcuno che faccia mobbing sulle donne.
    Oppure si può considerare il background sociale attuale.
    Le donne di oggi sono ancora vittime dei discorsi tipo "tu donna a casa". Per cui chi ha la forza di ribellarsi ha sicuramente obbiettivi più alti e voler raggiungere cariche dirigenziali.

    Tante conclusioni, diverse e tutte legittime

  5. #45
    Utente di HTML.it L'avatar di U235
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    Quote Originariamente inviata da rebelia Visualizza il messaggio
    bravi

    e quante altre realta' ci sono, come la vostra? le isole felici ci sono anche in italia, ci mancherebbe!

    ma le altre cifre, quelle che considerano non una singola realta', ma la societa' italiana nel suo insieme, raccontano una storia diversa
    Cerco di non essere di parte, ma per farlo mi devo basare su quello che so di certo.
    è vero che l'associazione in questione è stata definita "un esempio" nei controlli periodici che vengono fatti, e sono certo che il merito è anche del fatto che sfrutta le potenzialità delle differenze di genere (ci sarebbe tutto un discorso dietro). Ma il vero motivo di questa "efficienza" è una severa selezione naturale durante il cammino di formazione. Non per niente è vista da quasi tutti come una associazione molto "rompipalle" e quasi "militare", in cui praticamente non si può fare un po come si vuole e ci si rompe le papille abbastanza in fretta a stare li.
    Se introducessimo le quote rosa, andremo a perdere questa selezione naturale falsandola a volte in maniera pericolosa per tutti.

    Non volevo disconoscere la possibilità che nel mondo ci siano discriminazioni, volevo solo dire che per avere il meglio (in alcuni casi) credo sia meglio lasciare fare alla selezione naturale.

    Comunque forse riesco a fare una statistica delle associazioni a livello nazionale. Sarebbe interessante se ci riuscissi.

    Me lo accetteresti come campione gli stessi dati a livello nazionale?

  6. #46
    Quote Originariamente inviata da U235 Visualizza il messaggio
    Se introducessimo le quote rosa...
    le quote rosa non sono pensate per essere usate indiscriminatamente (che famo? tra gli insegnanti delle elementari introduciamo le quote azzurre?), ma per essere usate li' dove servono, per esempio in politica o nei consigli di amministrazione delle grosse societa', perche' partendo da li', poi il problema si risolve a cascata

  7. #47
    Quote Originariamente inviata da rebelia Visualizza il messaggio
    le quote rosa non sono pensate per essere usate indiscriminatamente (che famo? tra gli insegnanti delle elementari introduciamo le quote azzurre?), ma per essere usate li' dove servono, per esempio in politica o nei consigli di amministrazione delle grosse societa', perche' partendo da li', poi il problema si risolve a cascata
    Aggiungo.
    Forse un punto che si fraintende è che, quando si parla di gender gap, l'obbiettivo non è quello di avere parità di genere in numeri assoluti nei più disparati settori.
    L'obbiettivo è quello di dare la libertà a una qualsiasi persona di fare ciò che vuole fare e di combattere ad armi pari con i suoi eventuali concorrenti.
    Poi possono esistere settori dove il gender gap sia "naturlamente" sbilanciato. L'importante è il motivo per cui lo è.

  8. #48
    Utente di HTML.it L'avatar di U235
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    Quote Originariamente inviata da chumkiu Visualizza il messaggio
    Tu hai dei dati, ma l'interpretazione dei dati non è uno scherzo. Con gli stessi dati si possono trarre decine di conclusioni diverse o opposte.
    Certo, siamo qui per discutere. Non mi interessa avere ragione su una cosa che oltretutto non ritengo abbastanza importante da farci una battaglia, in quanto che ci siano o no le quote rosa, la selezione avverrà grazie (e spero ancora a lungo, anche se incomincio a nutrire dubbi per il futuro) al voto popolare.
    Quindi.. tranquillo siamo qui per discuterne... oltretutto la nostra discussione non avrà sicuramente effetti legislativi

    Quote Originariamente inviata da chumkiu Visualizza il messaggio
    ...A parte la pala, hai descritto uno dei ruoli ritenuto più femminile degli ultimi secoli (fino a qualche decennio fa): l'infermiera.
    So bene di cosa stai parlando. Nei dati menzionati alcuni sono infermieri e medici. Ma permettimi di dirti che stai comunque parlando di figure completamente diverse in quello che fanno. Credimi operare in un ambiente ostile (siamo la fuori...) è diverso da farlo "dentro". e con questo non voglio dire meglio o peggio, diverso...
    In ogni caso la pala c'è e non si può negare.
    Inoltre nel caso di professionisti ricorda che entrano in gioco tanti altri fattori, come ANCHE lo stipendio. Cosa che nel campione (per modo di dire "campione") che ho postato non falsa la statistica in quanto TUTTI lo fanno gratis (completamente e senza rimborsi spesa di nessun tipo). Quindi come dire: La voglia nuda e cruda di farlo.
    Comunque il "campione" è ancora decisamente troppo piccolo per essere considerato.

    Quote Originariamente inviata da chumkiu Visualizza il messaggio
    Quindi vedi che non è un discorso di genere? Vallo a dire alle infermiere che farsi vomitare addosso, sporcarsi di sangue (e merda), o sentire la vita che se ne va sotto le mani, non è un lavoro da donna.
    Non ho mai detto che non è un lavoro da donna, ho detto che FORSE (NB FORSE) le donne non lo vogliono fare in questo caso. Che è completamente diverso. E FORSE potrebbe essere anche perché non prendono nulla (anzi a volte ci si compra pure l'attrezzatura con i propri soldi)?
    Se vuoi fare una ipotesi fai pure, ricorda che stiamo discutendo e la verità in mano non l'abbiamo. Ma il campione in questione serve solo come spunto. Cercherò di avere dati a livello nazionale o almeno regionale. Così sarebbe almeno accettabile come campione?

    Una sola cortesia ti chiedo: Non manipolare le frasi che dico, se vuoi riportale pure, anche con parole diverse in se, ma per favore piantala di affibbiarli un senso tuo e lanciarmelo addosso, se c'è qualcosa che non ti è chiaro o che ti sembri trapelare tra le righe secondo la tua logica dalla mia frase, prima di darlo per certo assicurati che sia così magari domandandomelo.
    Scusami ma credo sia davvero una brutta cosa quella che fai in questi casi.

    Quote Originariamente inviata da chumkiu Visualizza il messaggio
    Questo vuol dire che è un lavoro da donna? NO! Vuol dire che è un lavoro per chiunque abbia la voglia e lo stomaco per farlo, a prescindere dal genere.
    Esatto! dipende dagli individui, a prescindere dal genere.
    Ma attenzione, non si può prima dire tutti uguali, poi no, noi diversi e ma per questo tutti uguali... prendiamo una decisione chiara.

    Quote Originariamente inviata da chumkiu Visualizza il messaggio
    Tutte le altre conclusioni sono arbitrarie. Nel senso che possono sembrare ragionevoli, ma ci sono invece altre conclusioni.
    Al di fuori dei soli numeri sono tutte arbitrarie le conclusioni che traiamo in questa discussione. O credi davvero che due dati confutino DAVVERO la mia o la tua teoria? Non mi sembri un ingenuo, credo che lo sappia anche tu che siamo qui a passare il tempo.


    Quote Originariamente inviata da chumkiu Visualizza il messaggio
    Dato il campione piccolo, potrebbe anche essere che nei vari settori ci siano qualcuno che faccia mobbing sulle donne.
    ma se fosse così la catena sarebbe interrotta li... voglio dire: a meno che non si ammetta che la donna sia migliore dell'uomo (e quindi prendersi del sessista), come puoi spiegare che vengono falcidiate prima in massa, e poi le rimanenti riescono a rigirare la situazione scalando la gerarchia raggiungendo la parità di genere nei posti in alto? Statisticamente non regge.
    Oppure c'è una lobby delle donne in associazione?
    Ultima modifica di U235; 29-01-2017 a 22:29

  9. #49
    Utente di HTML.it L'avatar di U235
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    Quote Originariamente inviata da chumkiu Visualizza il messaggio
    Aggiungo.
    Forse un punto che si fraintende è che, quando si parla di gender gap, l'obbiettivo non è quello di avere parità di genere in numeri assoluti nei più disparati settori.
    L'obbiettivo è quello di dare la libertà a una qualsiasi persona di fare ciò che vuole fare e di combattere ad armi pari con i suoi eventuali concorrenti.
    Poi possono esistere settori dove il gender gap sia "naturlamente" sbilanciato. L'importante è il motivo per cui lo è.
    Ok, tante belle parole, ma chi è che deve decidere di quanto incide questo potenziale gap? il problema è che si rischia di entrare in un circolo di competizione scorrette tra i generi, a colpi di quote colorate.

    ti ripropongo un post:

    Ok, ammettiamo che nella migliore delle ipotesi le donne risultino migliori degli uomini, che succederebbe? mi spiego meglio: poniamo che la situazione si ribalta, ad un certo punto le donne per merito si trovano nella situazione opposta, ovvero in "maggioranza", che succede poi, mettiamo le quote celesti? e voi (pro quote rosa) sareste in grado di accettare che gli uomini abbiano la possibilità di tornare in maggioranza con la scusante che se sono al potere le donne è solo perché gli uomini vengono discriminati? Perché per come vengono poste spesso le questioni da alcuni soggetti, ovvero con una prepotenza tale da far vacillare anche la ragione (non è il tuo caso), mi sorge il dubbio che questa conquista non sarà "mollata" tanto facilmente come la si vorrebbe "conquistare", magari finiamo da un predominio maschile a quello femminile. Alla fine non credo che sia questo il modo giusto di procedere.
    Ok capisco che fai il discorso "interrompo le quote rosa/celesti alla parità", ma dovresti stare li a mettere e togliere continuamente (sempre che ogni volta tutti siano d'accordo), perché comunque, che sia migliore la donna in politica, oppure l'uomo, ho paura che non sia dato saperlo, ma in ogni caso una prevalenza c'è sempre, ma non è data di certo dal genere, e questa tornerà sempre in maniera naturale se si lascia andare come deve.
    Però ora ti chiedo: la stessa situazione non la hanno anche altri generi? e non sarebbe più opportuno, visto tutte le minoranze da preservare, che anziché lasciare scegliere alla "lobby maschilista" (inteso come gli uomini privi di scrupoli che non vogliono le donne) o forzare con delle quote "colorate" per tutti (ti immagini? non ci sarebbe più nessuno per merito puro ), che si facciano ognuno il suo bel partito (o anche tutto insieme se ci si trova) e domandino a tutti cosa ne pensano tramite elezioni? perché io posso anche pensare di sbagliare nei miei pensieri, ma se la maggioranza la pensa come me, beh forse in errore non sono io, diversamente resto comunque felice perché si è fatta la cosa giusta nella maniera più naturale e democratica che esista.
    Voglio dire, c'è riuscito Grillo che per la stessa discriminazione "è un comico", e non ci riesce "una donna"?!?
    é tanto sessista? non si può fare? e per le quote "colorate" come la risolviamo? e mica si possono fare due pesi e due misure, lo stesso deve valere appena le donne sono in maggioranza, o no? così per tutti gli altri generi... oppure per tutti gli altri non vale?
    Ultima modifica di U235; 29-01-2017 a 23:02

  10. #50
    Quote Originariamente inviata da U235 Visualizza il messaggio
    mica si possono fare due pesi e due misure, lo stesso deve valere appena le donne sono in maggioranza, o no?
    sicuramente; ti do comunque per certo che ci sara' ampiamente tempo di trovare la giusta soluzione, prima di arrivarci anche solo vicino a doverci porre il problema

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