L’articolo 1 della Costituzione dice che sì, la sovranità appartiene al popolo, il quale, però, “la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
La forma, dunque. Qual è la forma?
Ce lo spiega l’articolo 94 della Carta: “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere”.
La forma di governo è parlamentare. Ossia, la maggioranza dei senatori e dei deputati deve votare la fiducia a un governo; qualsiasi esecutivo, guidato da chicchessia, riceva la fiducia dalla maggioranza dei senatori e dei deputati è legittimo.
Così è stato – sempre! – dal 1948 ad oggi.
Dice: ma la volontà popolare deve essere rispettata e la volontà popolare si è espressa inequivocabilmente a favore di Berlusconi presidente del Consiglio.
Vero solo in parte. Perché è giusto che la maggioranza degli italiani ha voluto Berlusconi presidente del Consiglio, ma sulla base di cosa? Di una legge elettorale. La legge elettorale è di tipo ordinario, quindi gerarchicamente è un gradino sotto la legge costituzionale. Ne deriva che tra “il governo deve avere la fiducia delle due Camere” e “sulla scheda elettorale c’era scritto Berlusconi presidente” prevale il primo assunto.
Ancor più importante. In realtà, i cittadini eleggono non un governo (perché, come si è visto, esso promana da una qualsivoglia maggioranza parlamentare), ma i loro rappresentanti in Parlamento: ossia, eleggono Denis Verdini, Massimo D’Alema, Antonio Di Pietro e così via. Saranno poi Denis Verdini, Massimo D’Alema e Antonio Di Pietro e così via a votare o meno la fiducia a un governo. Dicesi, per l’appunto, “democrazia rappresentativa”. E giova ricordare che Denis Verdini, Massimo D’Alema e Antonio Di Pietro e così via nel votare o meno la fiducia sono assolutamente liberi perché – in base all’articolo 67 della Costituzione, “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.
Senza vincolo di mandato.
Significa che un elettore non può dire a un eletto “ti ho votato perché tu sostenga Berlusconi”. O, meglio, glielo può anche dire, ma l’eletto ha tutto il diritto – costituzionale! – di votare come vuole, pure contro Berlusconi. Altrimenti non esisterebbe l’articolo 94 della Costituzione: ossia, il voto di fiducia e la possibilità (art. 94 co. 4) di votare contro le proposte del Governo.
Di più. L’articolo 68 sancisce che “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere (…) dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni”.