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Hybrid View

  1. #1
    Mi spiace ma non condivido. Per ora ho solo studiato java per il desktop e php per il web e mi sto accorgendo che alla fine, a meno di differenze, i linguaggi si assomigliano tutti. Non condivido neppure il fatto che possano essere utili approcci diversi alla programmazione e che questo sia un bene. Un linguaggio di programmazione per essere un buon strumento deve avere gli oggetti, le classi, i cicli, le altre cosette che conoscete meglio di me, un framework e le librerie. Quasi tutti i linguaggi hanno queste cose qui ma nessuno è veramente completo. Perdonate il termine ma quando realizzo un programma in Matlab perché quel linguaggio ha una libreria matematica che C++ non ha e poi mi accorgo che le interfacce grafiche di Matlab fanno schifo e non sono carine come quelle di Visual C# mi girano le balle. Allo stesso modo quando uso php per fare un programma per cui ho bisogno di performance e mi accorgo che il linguaggio non mi permette di gestire applicazioni multitread sfruttando la predisposizione del sistema operativo mi girano le balle. Quando realizzo un software in java anche piccolino che magari decido di commercializzare e mi accorgo che a differenza di C++ il codice si può solo offuscare mi girano le balle. Se un domani decidessi di realizzare un software in C++ e mi accorgessi che alcuni dei miei clienti usano Apple continuerebbero, senza dubbio, a girarmi le balle e sempre allo stesso modo ovvero sempre con gli stessi strumenti (classi, cicli, ecc…). Siamo proprio sicuri che non si possa fare un’unica cosa che inglobi il meglio di tutto? Siamo proprio sicuro che sia veramente necessario avere una diversa faccia della stessa medaglia? Per me no… Ci serve veramente avere il C++, il C#, Visual Basic ed il C della Apple?!?! Pyton, php, java, asp, ecc... tutti veramente necessari per fare siti internet? Mah... secondo me ne basta uno...
    Ultima modifica di giannino1995; 22-07-2014 a 20:04
    Più pratica in futuro...

  2. #2
    Quote Originariamente inviata da giannino1995 Visualizza il messaggio
    Mi spiace ma non condivido. Per ora ho solo studiato java per il desktop e php per il web e mi sto accorgendo che alla fine, a meno di differenze, i linguaggi si assomigliano tutti.
    La conoscenza di un paio di linguaggi è una posizione decisamente troppo debole per la formazione di un giudizio complessivo.
    Da un lato è assolutamente lapalissiano che i linguaggi di programmazione presentino elementi comuni: non foss'altro per l'arcinoto teorema di Boehm-Iacopini che stabilisce il minimo mutuabile di caratteristiche che un linguaggio deve possedere per garantire l'equivalenza secondo Church-Turing - ovvero, in soldoni, per poter eseguire ogni tipo di algoritmo convenzionale.

    Dall'altro lato, tra le centinaia di linguaggi che non conosci, ve ne sono diverse dozzine che non assomigliano minimamente ai vari java, php, eccetera: dai linguaggi paralleli a quelli funzionali puri, ai linguaggi dichiarativi, a quelli constrained, ai linguaggi di descrizione hardware, ai linguaggi vettoriali, e così via. Linguaggi nei quali è in genere difficilissimo delineare i costrutti condizionali e pressoché impossibile reperire perfino i più banali costrutti di loop, perché implementati in modo implicito (tipicamente ricorsivo).

    Suggerire, come primo passo, di studiare molto bene il Sebesta, un riferimento pressoché obbligatorio per chiunque voglia iniziare a chiarirsi le idee sul panorama dei linguaggi di programmazione convenzionali e sulla necessità di un approccio multiparadigmatico.

    L'unico linguaggio assolutamente "universale", comunque limitato ad una singola famiglia di piattaforme, è l'Assembly col relativo linguaggio macchina. Ma fin da quando "il calcolatore" era un oggetto che pesava diverse decine di tonnellate, occupava un intero piano di un edificio e assorbiva più energia elettrica di uno stabilimento industriale ci si è preoccupati di inventare linguaggi specialistici e di alto livello, come COBOL. Certo non senza motivi assolutamente sensati!
    Peraltro C e C++ sono, dopo il già citato Assembly, tra i linguaggi in assoluto più flessibili e totipotenti. Il linguaggio C è praticamente l'unico esempio serio di linguaggio di livello intermedio, più vicino all'hardware e all'Assembly di qualsiasi altro HLL (incluso lo stesso C++). Esistono librerie e framework per ogni tipo di utilizzo di C e C++, dal calcolo scientifico su architetture a parallelismo massivo al controllo di sistemi embedded in tempo reale, dalla grafica tridimensionale alla topologia computazionale, e migliaia di altri campi applicativi - sovente altamente specialistiche e disponibili solo a costi molto elevati, in non disclosure. Ma nonostante tutto questo, corposi studi di engineering economico dimostrano, dati alla mano, come risulti enormemente più conveniente e razionale, sul medio periodo, l'uso di linguaggi, paradigmi e framework alternativi per taluni tipi di applicazioni e di mercati.
    • Un plauso a Grisha Perelman, raro esempio di genuino anticonformismo umano e scientifico.

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