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  1. #1
    Utente bannato
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    Niente Forfettone per chi guadagna con Adsense

    Chi sperava in semplificazioni contabili con il così detto Forfettone ("regime fiscale semplificato per i contribuenti minimi") inserito nella Finanziaria 2008 rimarrà ancora deluso.

    Il Decreto Attuativo in corso di emanazione, come si legge nella Circolare 73/E dell'Agenzia delle Entrate, specificherà meglio i soggetti ammessi e se la Finanziaria 2008 escludeva solo i soggetti che avessero compiuto cessioni all'esportazione, il Decreto Attuativo specificherà che ad essere esclusi saranno anche i soggetti che abbiano compiuto "operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali".

    I soggetti che guadagno con Adsense e altri servizi similari che hanno sede all'estero prestano servizi pubblicitari internazionali e sono pertanto esclusi dall'accesso al Forfettone.

    Ma non tutto il male viene per nuocere. La mia opinione è che questo Forfettone sia mero fumo negli occhi. Non sono reali gli ipotetici risparmi fiscali. L'applicazione di una aliquota impositiva "flat" porta a risparmi per redditi rasenti i 30.000 euro annui come porta ad aggravi per redditi sotto i 20.000 euro annui. Lo stesso Governo ha ammesso che si tratta di una operazione a costo 0 per le casse dello stato: non c'è - come prevedibile - un abbassamento delle tasse ma bensì risparmi per qualcuno ed aggravi per altri (le fasce più deboli con fatturato sotto i 20.000 euro).

    Inoltre l'accesso al Forfettone fa perdere svariate detrazioni fiscali come quelle sulle spese mediche (i contribuenti minimi non hanno diritto di ammalarsi?), quelle sugli interessi passivi su mutuo (i contribuenti minimi non hanno diritto di comprare una casa?), quelle sugli affitti (i contribuenti minimi non hanno diritto di andare in affitto?).

    L'unica utilità del Forfettone potrebbe essere la semplificazione - ma come spiegato - a quale costo?

    Sull'aspetto della semplificazione e conseguente risparmio, è intervenuto anche il Viceministro dell'Economia Vincenzo Visco che in una intervista a Il Sole 24 Ore ha detto: "Considerando tra l'altro che le consulenze fiscali finora costavano loro da 3 ai 5mila euro l'anno il risparmio netto è notevole".
    Sentir affermare da un viceministro all'economia che un imprenditore individuale o un libero professionista con partita iva che fattura meno di 30.000 euro lordi l'anno paga di commercialista dai 3.000 ai 5.000, più che con un governo mi fa pensare di avere a che fare con una manica di deficienti (o bugiardi).

  2. #2

  3. #3
    discussione interessante, spero non finisca in un flame politico (non è che berlusconi, con tutto che è imprenditore, si sia prodigato granchè a favore delle piccole imprese e degli autonomi la sensazione è che siamo troppo "grandi" per interessare i sindacati, e troppo piccoli per attrarre i poteri forti per cui tira sempre una brutta aria )

    lancio qualche domanda (la rigiro anche al mio commercialista, quando mi risponde vi dico il suo parere):
    1) è considerata 'esportazione' anche una commessa per un'ambasciata? Se realizzo un sito per un'ambasciata estera (ovviamente con sede in Italia), non ho piu diritto al forfettone?

    2) Mi confermate che non è possibile detrarre spese mediche? Neanche quelle sostenute nel 2007?

    3) Dal Sole24 ore la situazione non sembra cosi malvagia. Lunedi c'erano dei case study e il risparmio medio si aggirerebbe tra i 300 e i 900 euro annui.
    Certo che se mi confermate che non si possono detrarre le spese mediche, è tutta una scommessa.. devi pregare che non ti serva un dentista.

    4) Studi di settore: con questo regime finisce l'incubo o siamo soltanto esonerati dalla dichiarazione (quindi comunque soggetti a controlli in merito)?

    Intanto vi segnalo che basta una sola fattura con addebito iva per rimanere automaticamente nel regime ordinario, per cui è bene prendersi qualche giorno di tempo fin da subito con il proprio commercialista e valutare la situazione prima delle prime fatture 2008.

  4. #4
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    Originariamente inviato da l'evangelista
    3) Dal Sole24 ore la situazione non sembra cosi malvagia. Lunedi c'erano dei case study e il risparmio medio si aggirerebbe tra i 300 e i 900 euro annui.
    Dipende tutto dal fatturato 2008 che naturalmente non si può conoscere adesso.
    Più sei sotto i 20.000 euro di fatturato e più con il forfettone ci perdi.
    Più sei sopra i 20.000 euro (ma sotto i 30.000 euro) di fatturato e più con il forfettone ci guadagni.
    Non potendo prevedere il proprio fatturato quindi la scelta del forfettone diventa nei fatti una scommessa, un gioco d'azzardo.
    Solo essendo ragionevolmente sicuri di rimanere ben sotto i 20.000 euro allora si sa cosa fare e cioè rimanere nel regime ordinario evitando il forfettone.

    Personalmente sono più orientato a rimanere nel regime ordinario.
    Quello che mi dà troppo da pensare è l'impossibilità di applicare le svariate detrazioni già dette (e sono soldi persi), l'impossibilità di detrarre l'iva sugli acquisti (e sono altri soldi persi sulle spese per servizi informatici che acquisto, spese server, spese auto, spese benzina, spese amministrative, spese telefoniche ecc.), l'obbligo di versare subito l'iva già detratta per gli acquisti fatti oltre un tot euro (e dovrei restituire l'iva detratta sull'acquisto dell'auto, iva che per altro ho richiesto con la procedura di qualche mese fa e che il fisco mi deve ancora dare!).

    Inoltre la mia contabilità la tengo io per cui non ho risparmi inerenti il commercialista. Anche gli altri non so quanto paghino di commercialista ma fra iva interamente detraibile e costo interamente deducibile se proprio non si va da un commercialista-rapinatore non credo sia un gran costo annuo su un volume d'affari limitato. Sicuramente non si parla di 3000-5000 euro come la totale stupidata detta da visco.

    Certo che se mi confermate che non si possono detrarre le spese mediche, è tutta una scommessa.. devi pregare che non ti serva un dentista.
    Confermo.
    E ti faccio notare un'altra idiozia di questa legge. Si è fatto tanto can-can sulla detrazione per i canoni d'affitto ai "bamboccioni": 30enni che non escono di casa per colpa di redditi risicati (invece di insultarli come ha fatto il ministro padoa schioppa bisognerebbe dimostrare la stortura ed ingiustizia sociale di questa situazione!). A questi "bamboccioni" con una mano si promettono detrazioni e con l'altra gliele si tolgono perché con il forfettone si paga una imposta sostitutiva all'irpef mentre le detrazioni sono solo sull'irpef per cui se non c'è irpef non c'è detrazione.

    P.S.
    Specifico che la soglia dei 20.000 euro è indicativa e non tiene conto del peggioramento dovuto alla perdita della detrazione iva, alla perdita delle detrazioni irpef (affitto, mutuo, spese mediche ecc.), all'obbligo di versare l'iva già detratta. D'altra parte non tiene conto neanche del miglioramento dovuto all'esenzione dall'irap, dal risparmio sul commercialista. Purtroppo è un calcolo complessissimo e una soglia, fissa, uguale per tutti, non esiste.

  5. #5
    Originariamente inviato da bimbosano
    Non potendo prevedere il proprio fatturato quindi la scelta del forfettone diventa nei fatti una scommessa, un gioco d'azzardo.
    be non direi.. se sei all'inizio ok, ma se hai qualche anno di attivita alle spalle qualche conto in tasca puoi fartelo.
    Personalmente ritengo piu rischioso aderire al regime ordinario e mantenere gli studi di settore; sempre che, come ho scritto sopra, qualcuno mi confermi che con il forfettone si esce dall'adeguamento agli studi.

    poi bisogna valutare caso per caso, chi lavora da casa a mio avviso dovrebbe considerare l'ipotesi forfettone con cura.

  6. #6
    Utente bannato
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    Originariamente inviato da l'evangelista
    be non direi.. se sei all'inizio ok, ma se hai qualche anno di attivita alle spalle qualche conto in tasca puoi fartelo.
    Io ho vari anni di attività alle spalle e non ho mai avuto periodi omogenei più lunghi di 6 mesi. Cioè di 6 mesi in 6 mesi le cose cambiano, anche radicalmente.
    Per il 2008 prevedo un reddito decisamente inferiore, ma chissà.

    Personalmente ritengo piu rischioso aderire al regime ordinario e mantenere gli studi di settore; sempre che, come ho scritto sopra, qualcuno mi confermi che con il forfettone si
    Non mi hanno mai spaventato gli studi di settore. C'è sempre l'adeguamento volontario. E se proprio si è completamente fuori perché si guadagna una cicca, si può chiudere a novembre evitando così gli studi di settore e pensare se riaprire a metà dell'anno successivo se la potenzialità di reddito è risalita.

    esce dall'adeguamento agli studi.
    Te lo confermo.
    Il punto è che se hai paura degli studi di settore significa che guadagni poco. Se guadagni poco allora l'aliquota flat del 20% del forfettone ti fa pagare più tasse di quelle che pagheresti nel regime ordinario. Allora non è che magari ti conviene il regime ordinario e se sei sotto gli studi di settore adeguarti pagando la differenza? Il fisco alla fine ti frega sempre: o ti adegui agli studi e paghi più tasse oppure vai nel forfettone e paghi più tasse fin dal principio.
    Naturalmente c'è anche la possibilità di non piegarsi agli studi di settore. Se si fanno le cose per bene, non si evade e la contabilità è a posto, perché no?

    poi bisogna valutare caso per caso, chi lavora da casa a mio avviso dovrebbe considerare l'ipotesi forfettone con cura.
    Tieni presente che chi usa adsense è automaticamente escluso dal forfettone. Anche io ho cercato una via per valutare la possibilità di rientrare ma non c'è verso. Ho comunque valutato il forfettone e sono comunque orientato per il no. Quindi sia perché non posso sia perché è un regime che secondo me mi farebbe pagare più tasse mi tengo stretto il mio regime ordinario.

  7. #7
    Originariamente inviato da bimbosano
    Naturalmente c'è anche la possibilità di non piegarsi agli studi di settore. Se si fanno le cose per bene, non si evade e la contabilità è a posto, perché no?
    Se gli studi di settore funzionassero a dovere (in tutti gli anelli della catena: legge, codici iva adeguati, commercialisti pronti a seguirti, dipendenti dell'agenzia entrate disposti a spendere un po di tempo per capire la situazione) non sarebbero male, anzi.
    Il problema è quando uno degli anelli della catena non funziona a dovere.
    Anni fa il commercialista mi inseri in un codice iva che non c'azzeccava nulla con la mia attivita; accorto della cosa, ho cambiato commercialista, codice iva e risolto il problema. Ma se mi fossi affidato ciecamente a lui avrei trovato poi all'agenzia delle entrate persone disposte a credere che non era colpa mia e che l'attivita che svolgevo era un'altra? O avrei trovato piuttosto persone capaci di proporre solo il classico 50-50 (paga la meta ma paga subito)?

  8. #8
    non ho parole, sembrano più degli azzeccagarbugli

    parlerò con la commercialista e vedremo ma sono assai pessimista sul continuare
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  9. #9
    purtroppo il mio comm non ha ancora visto la cosa (c'è anche questo problema, che la finanziaria viene approvata negli ultimi giorni dell'anno in cui i commercialisti sono pieni di lavoro e non so quanti abbiano avuto modo di informarsi.. di contro è una decisione da prendere subito perchè basta una fattura 2008 per far cadere il regime agevolato)

    ho trovato un'altra info:

    - non è possibile aderire al regime agevolato se si sono eseguite commesse con l'estero oppure se sono stati sostenuti costi per collaborazioni: questi due requisiti non hanno limite temporale (per cui si riferiscono anche ad anni precedenti il 2007).

    Non mi è chiaro cosa si intenda per collaborazioni (se mi faccio fatturare da un traduttore qualche traduzione per un sito, è collaborazione? o intendono solo collaborazioni regolate da un contratto?)

    provo a fare un salto sul forum sole24ore, vediamo se ne sanno di piu

  10. #10
    Utente bannato
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    Originariamente inviato da l'evangelista
    purtroppo il mio comm non ha ancora visto la cosa (c'è anche questo problema, che la finanziaria viene approvata negli ultimi giorni dell'anno in cui i commercialisti sono pieni di
    Infatti è una emerita s.r.n.a.a approvare un nuovo regime fiscale una settimana prima che entri in vigore! Ed essendo un regime fiscale naturale ci si ricade automaticamente, non bisogna sceglierlo, bisogna se mai scegliere di non aderirvi. Prevedo casini a iosa, fatturazioni sbagliate, ritenute d'acconto sbagliate, mancati versamenti, la bolgia più totale.

    E a complicare la situazione c'è anche da dire che non si vede neanche all'orizzonte il decreto attuativo che andrà ulteriormente a normare questo regime fiscale. E' previsto verso la primavera. Ma chi deve sapere ADESSO se vi rientra o vuole scegliere di non aderirvi come fa? Basandosi su una legge finanziaria incompleta che dovrà essere integrata con un decreto attuativo che prepareranno per marzo o aprile? Cos'è, abbiamo la sfera di cristallo per scegliere adesso una cosa che ci diranno fra 4 mesi?

    Io stesso ho creduto di rientrare nel forfettone fino a 3 giorni fa. Poi è uscita la circolare dell'Agenzia delle Entrate che ha anticipato che oltre ad essere escluso chi ha compiuto cessioni all'esportazione, come indicato in finanziaria, sarà escluso anche chi ha prestato servizi internazionali, quindi io sono escluso perché ho prestato servizi internazionali con adsense.

    L'italia è veramente un paese di m...a. Oltre a questo marasma, come è possibile che la finanziaria che è una legge approvata dal parlamento dica una cosa, e l'agenzia delle entrate con una circolare cambi le cose?
    Ma chi ha in mano il potere legislativo in italia? Il parlamento eletto dai cittadini o l'agenzia delle entrate?

    Follia.

    Comunque io sono escluso dal forfettone come la quasi totalità dei frequentatori di questo forum. Per cui per noi tutto tranquillo. Si continua come al solito.

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