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  1. #1

    La "percezione di valore" nell'internet marketing

    In una precedente discussione http://forum.html.it/forum/showthrea...readid=1297871 abbiamo fatto cenno al marketing e all'internet marketing. Prendendo spunto da quanto già scritto, provo in questa nuova discussione ad ampliare il discorso del marketing per il web affrontando il tema della percezione di valore.

    Anche in questo caso mi avvalgo della preziosa scienza e del genio di Philip Kotler, guru del marketing management, le cui teorie e i cui studi si adattano con estrema semplicità anche al mondo del web.

    La definizione che Kotler ha voluto regalarci del marketing è la seguente: "strumento per comprendere, creare, comunicare e distribuire valore". Comprendere, creare, comunicare e distribuire valore (!).

    Sempre di Kotler è la visione dell'impresa orientata al mercato, con un cambio di rotta epocale che portà le imprese da un'orientamento al prodotto a quello al mercato, al cliente, ponendo quest'ultimo al centro del processo strategico di marketing e ribaltando la visione dell'impresa dall'interno verso l'esterno bensì dall'esterno verso l'interno.

    Ma cosa si intende per "valore"? Valore per chi?
    Togliamo il primo dubbio. Non si parla di valore intrinseco, ma di valore percepito. Ovvero, il valore soggettivo che ogni singolo cliente ha di un determinato prodotto / servizio. E quindi, perché no, anche di un sito web?

    Comprendere il valore. Capire esattamente con quale variabile strategica di marketing abbiamo a che fare.

    Comprendendo il concetto di valore, ora l'impresa - e per estensione il produttore/proprietario di un sito web - deve porsi il problema di crearlo questo valore, per poi comunicarlo alla propria clientela, acquisita e potenziale.

    Ma non essendo valore intrinseco, quindi non basato su peculiarità tecniche specifiche, su aspetti assolutamenti oggettivi (ovviamente ci sono eccezioni, sia chiaro!), bensì sulla percezione che ogni singolo utente potrà avere del nostro sito web (prodotto/servizio), come si crea valore?

    Spesso nel mio lavoro mi confronto con webmaster e imprenditori che puntano il progetto di realizzazione del sito web esclusivamente su aspetti estetici, altri su minestroni cercando di mettere quante più informazioni possibili, altri su slogan da "io sono il migliore del mondo!" e via dicendo... per non parlare di chi poi affronta l'argomento SEO senza averne le basi.

    Esistono però delle basi sulle quali si può costruire valore per il proprio target. Ma su quali basi si crea "percezione di valore"?

    Dice Wilson in un suo trattato: (..) Qualora i vostri prodotti o i vostri servizi siano di buona qualità e con un buon posizionamento di prezzo, l'unica barriera che incontrate è quella della fiducia. In sostanza, senza fiducia non può esserci nessun e-business.
    Si tratta di entrare in confidenza con i vostri potenziali clienti ed esprimere loro con tutti i mezzi, la fiducia che possono riservarvi. Eventualmente pubblicate sul vostro sito i commenti dei vostri clienti più fedeli, gli articoli di giornale che parlano di voi, e qualsiasi altra cosa possa rendere il vostro sito caldo e umano. (...)

    Con un po' di esperienza e competenza e con una buona dose di buon senso, non viene difficile elencare alcuni punti da prendere come base per la costruzione di un sito web customer-friendly:

    - la semplicità e l'usabilità di navigazione vengono prima di tutto
    - ricordiamoci che la percezione di valore è soggettiva. Quello che percepisco io non è quello che percepisci tu. Effettuiamo quindi analisi e ricerche prima e dopo aver realizzato il sito web, con interviste e con prove di navigazione non assistita
    - la grafica del sito web influisce sulla percezione di valore, sia in positivo sia in negativo
    - se l'utente non riesce a trovare subito l'informazione che cerca (nodo fondamentale: che informazione cerca da noi?) si abbassa la percezione di valore. Quindi, i link alle pagine più importanti non vanno abbandonate in posti nascosti. Ricordiamoci sempre che non tutti navigano nello stesso modo e non tutti hanno la stessa esperienza d'uso del web. Casi didattici sono molti siti di commercio elettronico e le ricerche sulle cause di abbandono del carrello
    - la trasparenza delle informazioni aziendali e la loro pubblicità aumenta la percezione di valore (e la fiducia)
    - la presenza del sito web nelle prime pagine dei motori di ricerca (Google in primis) aumenta la percezione di valore

    Si potrebbe continuare con tante altre... magari lo facciamo proseguendo nella discussione.

    Negli anni, parlando con clienti lamentosi di un sito web non funzionante e pronti a rimettere le colpe sul web generalizzando, spesso mi sono trovato a porre loro la domandina magica: "ma ti sei mai chiesto se invece è la tua strategia che non funziona?"

    In questo ultimo periodo, i miei amici colleghi non avranno difficoltà a darmi torto, c'è la moda di AdWords come "manna dal Cielo" pronto a risolvere tutti i problemi di traffico! Certo, in molti casi lo è davvero! E non solo per risolvere i problemi ma per dare un grande contributo al rendimento del processo di marketing.

    E tramite un annuncio AdWords è già possibile creare valore e distribuire percezioni di valore elevate? Certamente si.

    Mi fermo qui. Non voglio scrivere nessun trattato né un manuale. Ho buttato giù un po' di pensieri ad alta voce di cui vorrei discuterne con voi.

    Mi perdonerete alcune superficialità per amor di sintesi.

    Grazie se siete arrivati a leggere sin qui.

  2. #2
    Utente di HTML.it
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    La "percezione di valore" nell'internet marketing

    Ciao Shiftzero (e ciao a tutti).

    Ottimo spunto di discussione.

    "Percezione" e "Percezione di valore"

    Molti utenti postano domande che, come tu ha gia perfettamente chiarito col "Dipende" nella precedente discussione (.../showthread.php?s=&threadid=1297871), cadono nell'errore della "percezione" della loro potenziale clientela , ma soprattutto nella idealizzazione del loro potenziale cliente.

    Tutti idealizzano il cliente, estremizzo l'esempio, quando paga (e qui, x me, c'è l'errore).

    Da qui, tutti partono per studiare come prendere quei soldi, ecc. ecc.

    Ma nel nostro mestiere è fondamentale partire da quando il potenziale cliente, sia nostro che dei nostri clienti, "pensa" di aver bisogno di un servizio o di un prodotto che non può autoprocurarsi e come si compoterebbe x ottenerlo.

    Questi comportamenti da identificare hanno la stessa dinamica dei nostri comportamenti nella vita quotidiana.

    Es. Oggi ho voglia di andare a mangiare una pizza (nella mia mente so gia quale e dove andare) [Creare Kotler]

    Incontro la compagnia e manifesto il mio desiderio [Comunicare Kotler]

    Aggiungo un motivo:"Mangiata MEGA con birra e RUTTO LIBERO" [Dare Valore (all'idea) Kotler]

    Mi avvalgo del fatto che con la compagnia abbiamo fatto altre uscite divertenti [Confidenza (acquisita) Wilson]

    Aggiungendo le mie capacità personali posso arrivare ad ottenere il 99% di possibilità di successo (1% e sempre l'imprevisto)

    @Shiftzero - ricordiamoci che la percezione di valore è soggettiva
    Esatto! E va valutata cliente x cliente

    @Shiftzero - la semplicità e l'usabilità di navigazione vengono prima di tutto - e - l'utente DEVE trovare subito l'informazione che cerca
    Esatto! Molti non si accorgono che fare un bel sito graficamente ed utilizzando animazioni in flash nei contenuti o molte animazioni in flash lincate ad altri argomenti, distolgono e distranggono l'attenzione del "BISOGNO" (desiderio, necessità e curiosità).

    "BISOGNO" (desiderio, necessità e curiosità) E' IL VERO PUNTO SU CUI SI ACQUISISCE LA POTENZIALE CLIENTELA

    Per il momento mi fermo qui.

    :-)

  3. #3
    Interessante discussione.
    Vorrei aggiungere che un potenziale cliente vuole risolvere determinati problemi o trovare la soluzione o dare semplicemente risposta ad una sua domanda specifica.
    Mettere bene in risalto questa cosa aiuta molto.
    Nella mia vita ho uno stile ed un atteggiamento che tende a svalutare (almeno in parte) quello di cui sono capace. E' un mio modo di essere, che si basa più sul risultato che sull'evidenziare o far percepire grande un qualcosa di medio valore.
    Capisco che il senso della pubblicità è esattamente il contrario, come giustamente voi fate notare, però, ritengo che la miglior pubblicità per un servizio o prodotto siano i risultati e la soddisfazione del cliente al di la della percezione, che, comunque incide in maniera enorme.

  4. #4
    Originariamente inviato da snowboards
    Interessante discussione.
    Vorrei aggiungere che un potenziale cliente vuole risolvere determinati problemi o trovare la soluzione o dare semplicemente risposta ad una sua domanda specifica.
    Mettere bene in risalto questa cosa aiuta molto.
    Nella mia vita ho uno stile ed un atteggiamento che tende a svalutare (almeno in parte) quello di cui sono capace. E' un mio modo di essere, che si basa più sul risultato che sull'evidenziare o far percepire grande un qualcosa di medio valore.
    Capisco che il senso della pubblicità è esattamente il contrario, come giustamente voi fate notare, però, ritengo che la miglior pubblicità per un servizio o prodotto siano i risultati e la soddisfazione del cliente al di la della percezione, che, comunque incide in maniera enorme.
    snowboard, grazie per il tuo intervento. Tu dici "E' un mio modo di essere, che si basa più sul risultato che sull'evidenziare o far percepire grande un qualcosa di medio valore". Tutto legittimo, per carità. Il punto è: quanto di quello che tu ti proponi nella comunicazione, in ogni sua forma, viene realmente percepito e come.

    Il senso della pubblicità non è il contrario, anzi. E senza dubbio i risultati sono una delle migliore forme di pubblicità non in quanto tali ma perché generano passaparola positivo e quindi contribuiscono nel tempo all'accrescimento di valore percepito. Percepito, ripeto, non da noi ma dai nostri clienti. E la percezione è, ripeto, soggettiva. Poi gli studi e le ricerche la aggregano in modo che si possa definire un target. Ma è un altro discorso.

    @Chicco127: Tutto condivisibile. Sul bisogno e sulle sue teorie proverò ad approfondirlo in un prossimo intervento. Grazie a te per gli ottimi spunti di discussione.

  5. #5
    Utente di HTML.it
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    Originariamente inviato da snowboards Vorrei aggiungere che un potenziale cliente vuole risolvere determinati problemi o trovare la soluzione o dare semplicemente risposta ad una sua domanda specifica.
    Ma il cliente deve essere accompagnato a capire che se fosse così semplice, lo farebbero tutti e lui è l'ultimo della lista.

    Non dimentichiamo che la pubblicità, in 2 punti, serve a far Conoscere e Ricordare

    Il Marketing, appicato alla pubblicità serve a creare un'emozione mnemonica per ricordare meglio e sollecitare il bisogno.

    Quindi, il nostro lavoro, non produce DIRETTAMENTE clienti

  6. #6
    Originariamente inviato da Chicco127
    Ma il cliente deve essere accompagnato a capire che se fosse così semplice, lo farebbero tutti e lui è l'ultimo della lista.
    Non dimentichiamo che la pubblicità, in 2 punti, serve a far Conoscere e Ricordare
    Il Marketing, appicato alla pubblicità serve a creare un'emozione mnemonica per ricordare meglio e sollecitare il bisogno.
    Quindi, il nostro lavoro, non produce DIRETTAMENTE clienti
    Verissimo.
    La pubblicità ha una sua funzione ben definita.
    Altre cose (qualità del prodotto, ad esempio) non sono di sua competenza, ovviamente.
    Possiamo dire che favorisce al prodotto di ricevere clienti, aiuta.
    Anche se in alcuni casi, la pubblicità è talmente potente o diretta a un così gran numero di persone, che riesce a far vendere persino i termosifoni nel deserto.

  7. #7
    Utente di HTML.it
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    Originariamente inviato da snowboards Anche se in alcuni casi, la pubblicità è talmente potente o diretta a un così gran numero di persone, che riesce a far vendere persino i termosifoni nel deserto.
    Esatto!

    Campagne marketing contemporanee utilizzando i Media è ovvio che la "Percezione" del consumatore viene "ottimizzata" all'acquisto nel giro di pochissimi mesi.

    L'effetto Conoscere e Ricordare è immediato.

    L'effetto sollecitare il bisogno ha tempi brevi.

    Avendo ormai definito alcune linee base (che tutti dovrebbero conoscere) della pubblicità e del marketing, possiamo approfondire meglio l'argomento sottoposto da Shiftzero, inerente al nostro Web Marketing .

  8. #8
    Utente di HTML.it
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    Parto da un esempio reale appena concluso.

    A fine novembre mi è stato chiesto di promuovere Ristorante Cinese (valido) x capodanno a Milano.

    Budget limitato (AdWords escluso).
    Concorrena spietata e TOTALE
    Opinione pubblica bassa x i recenti scandali e la dichiarazione di un Ministro di non andare nei Ristoranti Cinesi.

    Il titolare del ristorante, dopo la mia presentazione, ha "percepito" l'efficacia, ma, sicuramente, sogna che riceverà una marea di prenotazioni tanto di avere la soddisfazione di dire molti no (e non vede l'ora).

    Che fare?

    Gestendo un piccolo Network, utilizzo varie forme di Web Marketing
    Search Engine Marketing a posizionamento naturale
    Direct Web Marketing a target Mirato
    Article Marketing
    Image Marketing
    Network Marketing
    Email Marketing
    ecc.

    Per ottenere dei risultati efficaci devo allineare i vari Marketing il + possibile o selezionare i migliori.

    I risultati devono essere documentabili.

    Per quanto riguarda il Search Engine Marketing, il cliente pensa a "capodanno al Ristorante Cinese Milano".
    Io, invece e come gia postato ("... quando il potenziale cliente, ... che dei nostri clienti, "pensa" di aver bisogno di un servizio o di un prodotto ..."), cerco d'individuare cosa "pensa" ... per cui ho impostato una procedura basata sulla potenziale clientela che si pone "cosa fare a capodanno".

    Risorse utilizzate:
    Search Engine Marketing a posizionamento naturale
    Direct Web Marketing a Target Mirato
    Image Marketing
    Network Marketing
    Email Marketing

    Che, come ha giustamente citato Shiftzero "... l'utente DEVE trovare subito l'informazione che cerca ..." ed, ovviamente, "percepirla" subito

    Pagina dedicata con all'interno un'immagine con testo che punta l'immediata percezione del Capodanno a Milano a 40 euro, ovviamente con le indicazioni del ristorante, con a lato 2 Lanterne Rosse per la sucessiva ma l'immediata percezione del Ristorante Cinese.

    Tenendo conto del poco tempo, visti i tempi d'indicizzazione sui motori principali, della concorrenza (spietata e TOTALE), sono, cmq, riuscito a documentargli i traffico a Target Mirato con alcuni esempi da Mdr, ha ricevuto qualche decina di telefonate e prenotazioni, poi la SFIGA che alle ore 18.00 ha iniziato a nevicare (1% e sempre l'imprevisto), xò qualcuno è andato ed è tornato successivamente.

    Penso di aver ottenuto il miglior risultato in poco tempo.

    XShiftzero forse il mio esempio è troppo specifico x il senso del tuo intervento

  9. #9
    Praticamente, chicco, hai sputato fuoco da tutte le parti con tutti i mezzi a disposizione, cercando di mirare meglio possibile.
    Quello su cui vorrei insistere è il concetto dei grandi numeri, della long tail.
    Qualsiasi prodotto, matematicamente (in base al principio della curva di Gauss, presumo), viene venduto dopo un tot numero di visite.
    A meno di gravi errori di targeting.
    Se io volessi vendere un DVD con delle foto e gli mando (in qualsiasi modo) un enorme numero di visitatori che hanno un interesse per le foto anche generico, non necessariamente di target, ecco che vendo lo stesso e no poco.
    Se poi, non solo, sfrutto un enorme numero di visite, ma ottimizzo l'arrivo dei visitatori e enfatizzo le qualità o la percezione del prodotto, ecco che allora si va a gonfie vele.

    Insomma le strade da percorrere sono tre:

    1) Tanti visitatori
    2) Visitatori ben scelti
    3) Tanti visitatori ben scelti

    La soluzione migliore è scontata.



    PS:

    Per "Direct Web Marketing a Target Mirato" cosa intendi?
    Campagne tipo adwords?

  10. #10
    Utente di HTML.it
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    Per "Direct Web Marketing a Target Mirato" cosa intendi?
    E' uno speciale servizio di visibilità che non si basa sulle keys + usate nei motori, ma su un proprio traffico

    Campagne tipo adwords?
    No! Esclusivamente su posizionamento naturale (anche xkè oltre il 70% dei click arriva dalla concorrenza e rompic...., xkè sa che l'altro paga)

    concetto dei grandi numeri
    E' a Target Mirato quindi non gira intorno ai grandi numeri, è ovvio che ottenere grandi numeri si ha maggiori possibilità, ma i costi sono consistenti

    La soluzione migliore è scontata
    ma non facile da ottenere, meglio parlare ed utilizzare le risorse di cui si dispone e si controlla

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