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  1. #1
    Utente di HTML.it L'avatar di Fl@
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    ROI delle comunità online

    Buongiorno a tutti!

    Sto facendo una tesi sul ruolo delle comunità online nel marketing e dovrei cercare di dimostrare in modo logico come nella maggior parte dei casi, se ben gestite, queste generino valore per le aziende.

    Il problema è che io ho una formazione prettamente umanistica e...non so da che parte cominciare!

    Qualcuno saprebbe orientarmi verso ricerche, dati, dimostrazioni al riguardo?
    Voi cosa ne pensate?


    Vi ringrazio tanto..

  2. #2
    Bellissima domanda.

    Io non ti so aiutare, ma sono pronto a divorare ogni dato che riuscirai a trovare, se lo pubblichi qui.

    D'accordo d'accordo, la scuola può anche andare bene.
    Ma chi insegnerà a questi ragazzi le vie della Danza?
    -http://privatewww.essex.ac.uk/~patri...eetAnDandy.htm

    -Chinese Medicine Blog

  3. #3

    Re: ROI delle comunità online

    [supersaibal]Originariamente inviato da Fl@

    Qualcuno saprebbe orientarmi verso ricerche, dati, dimostrazioni al riguardo?
    Voi cosa ne pensate?
    [/supersaibal]

    non so perchè, ma credo proprio che troverai pochissimo se non nulla..

  4. #4
    Ciao, se ho ben capito l'argomento, io inizierei a trattare le aziende informatiche che vendono software online.
    In questo campo si sono sviluppati molti forum tecnici che danno assistenza sul singolo prodotto.
    Questo permette di far percepire la qualità del software, di far sentire l'utente seguito nella fase di assistenza e , di conseguenza, di fidelizzare la clientela.

  5. #5
    Utente di HTML.it
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    Re: ROI delle comunità online

    [supersaibal]Originariamente inviato da Fl@

    Qualcuno saprebbe orientarmi verso ricerche, dati, dimostrazioni al riguardo?
    Voi cosa ne pensate?


    Vi ringrazio tanto.. [/supersaibal]
    Bravo, penso che hai scelto un argomento centrale, bello e pieno di esempi positivi. Una comunità di utenti può essere vista come la chiave di volta per tantissime esperienze online, non solo legate allo svago/divulgazione/consultazione/cazzeggio di poco valore ma anche e soprattutto, al vero businnes.
    Vuoi degli esempi? Facile pensare ad Ebay... un luogo dove persone vere, uomini e donne vive, che pensano e ragionano come me e te se ci incontrassimo al bar a prendere un aperitivo..., solo che online il bar è superaffollato da miglioni di persone, immense sono le opportunità di dialogo, di confronto, di scambio... di businnes. Un esempio più vicino può essere questo stesso forum: HTML raduna intorno a sè milioni di utenti, giovani e meno giovani, studenti e professionisti. Il modello di businnes sviluppato è emblematico: ricavi da pubblicità a parte, organizzano corsi, vendono prodotti e non so che altro. La comunità cresce e si sviluppa attorno a questo modello e i ricavi seguono lo stesso percorso. Gli utenti stessi fanno affari attraverso la comunità, gli interessi sono perciò reciprochi: HTML cresce con gli utenti, gli utenti (alcuni o tutti dipende da quale parametro analizzi) crescono con HTML. Ne vuoi uno davvero strano??? Pensa a Google come ad una comunità di utenti riuniti dalla forza del marchio! E' forse un caso al limite... ma sarebbe interessante analizzarlo a fondo sotto questo aspetto (ma perchè GG ha acquistato tante realtà legate alla community????).
    Quale è la soglia per invertire la curva dei ricavi? Quando una comunità è sufficientemente pronta per invertire la curva degli investimenti? Difficile da dire, come sempre dipende da mille fattori e non tutti seguono una logica lineare. Alcuni fattori sono senz'altro il grado di approfondimento dell'informazione (contenuti e completezza), la quantità di persone aggregate, la notorietà di marchio. In ultimo i numeri: non so dove reperirli ma penso che i dati di borsa possano contenere spunti ed idee da approfondire.
    In bocca al lupo

  6. #6
    Utente di HTML.it
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    www.univiu.org/courses/marketing/tesi.htm

    mmmmmmmmmmmmmmappinnnn...

  7. #7
    Utente di HTML.it L'avatar di Fl@
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    Re: www.univiu.org/courses/marketing/tesi.htm

    [supersaibal]Originariamente inviato da key
    [/supersaibal]
    Ehm..ma se io non faccio quell'università il docente dovrebbe avere interesse ad aiutarmi??

    Certo che sarebbe fico!!

    Grazie per tutte le vostre risposte ragazzi.
    Di casi ce ne sono parecchi, io inizialmente avevo approfondito ciao.com, amazon.com e la comunità nata intorno a un mmorpg, ovvero un gioco di ruolo di massa online.
    Alla fine ho scelto solo l'ultimo perché purtroppo ci sono limiti molto rigidi riguardo al numero di pagine.
    Ovviamente per i dati specifici dovrei contattare la casa produttrice, cosa ke ovviamente sto già tentando di fare, sebbene non sia così semplice...SIGH!

    Per il resto vorrei trovare dei riscontri generici sull'utilizzo dei forum per esempio nei siti aziendali, piuttosto che altro...in effetti come dice xnavigator non c'è molto. L'argomento non è nuovissimo, ma c'è parecchia letteratura frammentata in giro e una bella ricerca di questo genere io non riesco porprio a trovarla purtroppo.

    Quindi...boh..non ho proprio idea di come fare a gestire questa parte della tesi..

    Mah..

  8. #8
    Utente di HTML.it
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    Re: Re: www.univiu.org/courses/marketing/tesi.htm

    [supersaibal]Originariamente inviato da Fl@
    Ehm..ma se io non faccio quell'università il docente dovrebbe avere interesse ad aiutarmi??

    Certo che sarebbe fico!!

    Grazie per tutte le vostre risposte ragazzi.
    Di casi ce ne sono parecchi, io inizialmente avevo approfondito ciao.com, amazon.com e la comunità nata intorno a un mmorpg, ovvero un gioco di ruolo di massa online.
    Alla fine ho scelto solo l'ultimo perché purtroppo ci sono limiti molto rigidi riguardo al numero di pagine.
    Ovviamente per i dati specifici dovrei contattare la casa produttrice, cosa ke ovviamente sto già tentando di fare, sebbene non sia così semplice...SIGH!

    Per il resto vorrei trovare dei riscontri generici sull'utilizzo dei forum per esempio nei siti aziendali, piuttosto che altro...in effetti come dice xnavigator non c'è molto. L'argomento non è nuovissimo, ma c'è parecchia letteratura frammentata in giro e una bella ricerca di questo genere io non riesco porprio a trovarla purtroppo.

    Quindi...boh..non ho proprio idea di come fare a gestire questa parte della tesi..

    Mah.. [/supersaibal]
    Non è un forum, ne è legato ad un'azienda in senso stretto, però Mlist è una lista di discussione via email, ben frequentata dove magari tra la moderatrice e i partecipanti puoi ricevere una mano.
    Saluti

  9. #9
    Utente di HTML.it L'avatar di Fl@
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    Grazie, mi sono iscritta e ho già proposto la discussione..

    Ogni suggerimento e/o apporto alla discussione pertinente è ben gradito!

  10. #10
    Sarnoff, Metcalfe e Reed sono i nomi di tre leggi che definiscono il valore di una rete con riferimento al numero di connessioni.

    La legge di Sarnoff, legata alla televisione ed alla radio, afferma che il valore di una rete di broadcasting e' direttamente proporzionale al numero degli utenti. Piu' persone sono collegate, maggiore e' il valore della rete, come sanno bene i pubblicitari.

    La legge di Metcalfe, formulata inizialmente per Ethernet, indica che il valore di un sistema di comunicazione cresce con il quadrato del numero di persone collegate. Le macchine per l'invio e la ricezione di un fax ne sono un esempio: da sola una macchina fax e' inutile, ma con il suo diffondersi, il suo valore si moltiplica in funzione delle persone che inviano e ricevono fax.

    La legge di Metcalfe, con riferimento ad Internet, puo' essere cosi formulata: il valore di una rete, dove ogni nodo puo' connettersi con un altro, cresce con il quadrato del numero dei nodi. Un'implicazione che ne deriva e' che la connessione di reti tra loro indipendenti crea un valore piu' elevato della somma dei valori delle singole reti.

    La diffusione di Internet e' in parte basata su questo principio.
    David Reed, ricercatore del Massachusetts Institute of Technology, ha osservato che il valore di una rete, Internet in particolare, cresce in modo esponenziale se associato a gruppi con interessi comuni, che condividono idee, interessi, obiettivi e che abbiano un senso di appartenenza.

    Il valore di una rete puo' quindi essere lineare (Sarnoff), quadratico (Metcalfe) o esponenziale (Reed). Dipende dall'uso che ne viene fatto. Se viene distribuito contenuto, ad esempio l'uso del sito come brochureware, il valore e' lineare. Se vengono consentite transazioni, commercio elettronico, il valore e' quadratico. Con lo sviluppo delle comunita' e' esponenziale. Per chi investe in Rete sembrerebbe ovvio (ma non succede spesso) puntare sulla legge di Reed.

    Ad esempio Meetup, un sito statunitense di grande successo per organizzare incontri su temi comuni nella propria citta' e un esempio del fatto che la legge di Reed funziona (da una newsletter ricevuta da casaleggio associati)

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