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Discussione: Serietà e competenza.

Hybrid View

  1. #1
    Quote Originariamente inviata da rebelia Visualizza il messaggio
    ah, ecco



    capiamoci: sono ancora i tempi di de mita, quindi anche il m5s lo e'; se invece intendi quando de mita era in parlamento, renzi allora ancora manco votava... ma suppongo che questo sia irrilevante

    pero' vedo che l'italia ormai non la salva piu' nessuno, cosi' se mai avremo un governo m5s c'e' gia' la scusa pronta e bon, problema risolto
    molto semplice da capire:
    http://www.giornalettismo.com/wp-con...zi-foto-10.jpg

    o vogliamo parlare di come Renzi sia diventato sindaco di Firenze grazie all'appoggio di Verdini? O di come stia riformando la Costituzione in modo radicale con il pregiudicato più famoso d'Italia, presidente di un partito in odore di mafia? Quello per intenderci che fino a ieri tutto il popolo PD schifava augurandosi per lui carcere e neutralizzazione politica.
    Questo è il nuovo secondo te?

    Sul fatto che l'Italia non la salva più nessuno: non è una scusa, è un dato di fatto. E tra l'altro in un altro post ho anche scritto che al prossimo giro non voterò più per il m5s, quindi la mia osservazione non è proprio una scusa, semmai una pura e semplice opinione personale.
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  2. #2
    Utente di HTML.it L'avatar di Max Della Pena
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    Quote Originariamente inviata da Nuvolari2 Visualizza il messaggio
    molto semplice da capire:
    http://www.giornalettismo.com/wp-con...zi-foto-10.jpg

    o vogliamo parlare di come Renzi sia diventato sindaco di Firenze grazie all'appoggio di Verdini? O di come stia riformando la Costituzione in modo radicale con il pregiudicato più famoso d'Italia, presidente di un partito in odore di mafia? Quello per intenderci che fino a ieri tutto il popolo PD schifava augurandosi per lui carcere e neutralizzazione politica.
    Questo è il nuovo secondo te?

    Sul fatto che l'Italia non la salva più nessuno: non è una scusa, è un dato di fatto. E tra l'altro in un altro post ho anche scritto che al prossimo giro non voterò più per il m5s, quindi la mia osservazione non è proprio una scusa, semmai una pura e semplice opinione personale.
    Volendo farLa sorridere di nuovo, Le agevolo una lettura tratta da questo libercolo, solamente per farLe capire che a certi livelli non si arriva per caso, si metta quindi l'anima in pace, il M5S non avrà mai rappresentanti di siffatta caratura amiciziamentale, abbia un buon pomeriggio.




    Marianna Madia, l’inesperienza al potere



    Bella, bionda, in gamba e con gli amici giusti. Marianna Madia, promettente ricercatrice scoperta da Enrico Letta, ex fidanzata del figlio di Giorgio Napolitano, portata in parlamento da Veltroni, è una delle deputate più interessanti del Pd. Ai più, la carriera lampo di Madia ingenera il dubbio amletico: raro esempio di meritocrazia o classica raccomandazione? Il padre Stefano Madia, attore e giornalista Rai, consigliere comunale a Roma nella lista civica per Veltroni, muore a soli 49 anni nel dicembre del 2004. Lei vive con la madre a Fregene. I brillanti risultati dopo la maturità francese al Lycée Chateaubriand di Roma l’inducono ad affacciarsi alla vita pubblica. Nel corso di una conferenza conosce Enrico Letta che la invita ad Arel, il prestigioso pensatoio fondato trent’anni prima da Beniamino Andreatta. Lei si presenta con il curriculum giocoforza scarno, sovrascrivendo: «Laurea con lode prevista per il prossimo 26 marzo 2004». La previsione si rivela azzeccata, sia per il 110 e lode in Scienze politiche, sia per il ruolo di coordinatrice dell’Osservatorio energia e ambiente in Arel. Marianna fila come un Frecciarossa: consegue il dottorato di ricerca in Economia del lavoro all’Imt di Lucca, coordina la rivista mensile telematica «Europa Lavoro Economia» (Ele), cura un blog all’avanguardia (Marianna Madia blog) da cui si rivolge soprattutto ai giovani precari. Il desiderio di sfondare non pone limiti alla Provvidenza. Madia partecipa come ospite fra il pubblico alla trasmissione Economix in onda a notte fonda su Rai3. Da comparsa a protagonista il passo è breve: partecipa alla realizzazione di eCubo, programma di Rai Educational dedicato a economia, energia ed ecologia, che sarà premiato al festival europeo Green Wave 21° Century. Però la ragazza acqua e sapone, con i boccoli e le fossette, alla tv preferisce la lettura e gli incontri. Nel 2007 pubblica per Il Mulino Un welfare anziano. Invecchiamento della popolazione o ringiovanimento della società e scrive sul quadrimestrale «Arel rivista». Di certo non sono un freno la parentela con il legale dei Mastella Titta Madia, fratello del padre Stefano, e l’amico di famiglia Walter Veltroni. Nel 2008 è proprio l’«operazione rinnovamento» del segretario del Pd a catapultarla alla Camera dei deputati: fuori l’ottantenne Ciriaco De Mita, dentro la ventottenne Marianna sul trono di capolista nel Lazio. Lei si presenta alla stampa rivendicando la «straordinaria inesperienza» politica, parlando di «rivoluzione dolce» e di impegno per l’ambiente al primo punto. L’ex presidente Francesco Cossiga scrive una lettera, pubblicata sul quotidiano «Il Tempo», in cui la invita a lasciar perdere e a metter su famiglia. La tenace Marianna risponde ottenendo un invito a casa Cossiga. La democratica emergente è un’ospite gradita nelle stanze del Quirinale, essendo stata la compagna di Giulio Napolitano, collaboratore di Arel: «Be’, sono stata a cena, sul Colle, una sola volta. Ma non credo che, ai lettori del “Corriere”, interessino le mie vicende amorose. Specie se sono finite». In seguito si fidanza con Mario Gianani, da cui ha un figlio. Gianani è un produttore cinematografico in società con Saverio Costanzo e Lorenzo Mieli, figli di Maurizio e Paolo, rispettivamente direttori del Maurizio Costanzo Show e di Rcs. In parlamento Marianna si accomoda a fianco di D’Alema, del quale tesse le lodi a più riprese. Contraria all’aborto, apprezza Ségolène Royal anche per la capacità di conciliare vita politica e quattro figli. Madia fa parte dei ventidue democratici assenti in aula durante l’approvazione dello scudo fiscale: quel giorno si trovava in Brasile per alcuni accertamenti clinici. È membro della Commissione permanente lavoro pubblico e privato, dove insiste sul tema del precariato. L’onorevole Madia presenta una proposta di legge con Cesare Damiano, Livia Turco, Giulio Santagata e Arturo Parisi per il superamento del dualismo nel mercato del lavoro e l’allargamento dei diritti. Nel 2011 pubblica Precari. Storie di un’Italia che lavora, analisi critica delle politiche del governo Berlusconi con prefazione del segretario della Cgil Susanna Camusso. Nello stesso anno entra nel comitato di redazione della rivista «Italianieuropei», dell’omonima fondazione di Massimo D’Alema, ma non dimentica le origini insediandosi nel comitato direttivo di Arel. Nel dicembre del 2012, finalmente, arrivano le consultazioni primarie, chiave per il lavacro ex post della mancanza di gavetta nel partito. Per Madia è la prova del nove. Raccoglie 500 firme in pochi giorni e 5000 consensi fra gli elettori: «Ho cercato tutte le persone con cui ho lavorato in questi cinque anni. Gente che conoscevo, niente liste preconfezionate. Ho fatto incontri, mandato centinaia di sms e di mail, ma non in batteria, personalizzate, creando tipo delle catene di Sant’Antonio, ma soprattutto sono stata ininterrottamente al telefono, ho l’orecchio fuso […]. Ho capito molti meccanismi nel partito, di cui mi sento una nativa. Ci sono tanti aspetti da perfezionare, nella federazione romana». Non può mancare un pensiero per D’Alema: «Lui è un padre nobile del partito, non si mette a fare campagna. Però in ogni caso mi mancherà. Nessuno sarà mai come lui». A sorpresa, appena rieletta, l’onorevole Madia si scaglia contro il partito: «Nel Pd a livello nazionale ho visto piccole e mediocri filiere di potere. A livello locale, e parlo di Roma, facendo le primarie dei parlamentari ho visto, non ho paura a dirlo, delle vere e proprie piccole associazioni a delinquere sul territorio».
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

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