Ti trovi nella stessa situazione che ho vissuto anche io alcuni anni fa.

Io e mio padre, allora ero appena 21enne, apriamo una azienda informatica insieme, e la facciamo volare. Al chè dopo alcuni anni mi rendo conto che non c'erano più stimoli (e ammetto che io e mio padre non siamo mai stati grandi collaboratori), così di punto e in bianco prendo e vado a lavorare per un nostro cliente come programmatore...ebbene mio padre ci rimase malissimo (non ne avete idea), ma io gli feci capire (con moooolta calma) che era il momento anche di esplorare come è il mondo esterno (lavorando sempre in famiglia, una vera esperienza di lavoro non l'avevo mai fatta). Avevo le tue stesse preoccupazioni (fare una fine di merda, guadagnare poco), ma ero convinto delle mie capacità e che potevo farcela. E (penso) di esserci riuscito. Ho cambiato diversi lavori (sempre in crescendo, per fortuna), oggi mi trovo bene ma sto già preparando il prossimo passo.

Oggi l'attività mia e di mio padre (sono comunque socio) continua, ancora lo aiuto da remoto (abbiamo passato tutto su Azure proprio per permettermi di intervenire nelle emergenze, non avendo grandi conoscenze informatiche). Oggi però con questo percorso mi sto finalmente realizzando, ed è ora di restituire. Voglio che ora chiuda l'azienda e se ne vada in una bella casa al mare a godersi la vita con mia madre e mia sorella, tutto a mie spese.

Il mio consiglio? Se ti senti di fare questa cosa, falla. Se non giochi, non vinci.