dal mio punto di vista, invece, in qualita' di umile programmatore con uno stipendio normale ti garantisco che quello che faccio nelle 8/9 ore in cui sono in ufficio basta e avanza e che appena metto piede fuori dall'azienda, chiudo. ferie/malattia compresi. e se capita (e capita troppo spesso secondo i miei gusti) che vengo chiamato, se rispondo, lo faccio mal volentieri.
e, personalmente, non mi sento affatto in difetto dal momento che per quanto sono retribuito (come ho detto) quello che faccio in ufficio e' ben oltre il "sufficiente".
la mia azienda pensa che il mio contributo debba/possa servire anche oltre le ore in cui sono in ufficio? ok, parliamone, questa si chiama reperibilita' ed ha un costo. e non e' un dovere se non c'e' una contropartita.
con tutta probabilita' questo e' un discorso da "lavoratore dipendente". per l'imprenditore in proprio probabilmente le cose stanno diversamente.
riguardo i bambini, loro hanno il dovere di fare i compiti e studiare durante il periodo scolastico. in vacanza hanno, secondo me, il dovere di svagarsi e riposarsi, facendo quello che hanno voglia di fare. fare le cose quando devono essere fatte, a mio avviso, non e' una cosa sbagliata.
sull'educare al fatto che esistono doveri a cui si deve ottemperare e' assolutamente giusto e se, malgrado tutto, i professori decidono di dare i compiti delle vacanze questi devono essere fatti.
per me e' proprio il concetto di "compito della vacanze" che non ha ragion d'essere.
poi mi piacerebbe sapere qual e' l'effettiva utilita' dei compiti delle vacanze dal momento che non vengono praticamente mai corretti al rientro a scuola. rinfrescare la memoria? mah.... io ricordo che i primissimi giorni di scuola (quelli in cui di solito vigeva l'orario provvisorio, per capirci) erano solitamente dedicati ad una sorta di "ripasso".



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