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  1. #1
    Quote Originariamente inviata da webus Visualizza il messaggio
    Scusa ma le Poste sono un esempio fuori luogo. Infatti loro sono tenute al rispetto e alla tutela della privacy, mentre lo scopo dei social è proprio l'esatto opposto, dare visibilità a quello che scrive la gente, ossia una mission molto più simile a quella dei giornali.

    Quindi, così come esistono regole e responsabilità (anche penali) per i direttori dei giornali allo stesso modo si dovrebbero stabilire regole e limiti per i titolari dei social. E se questi non sono in grado di verificare i contenuti che diffondono allora, almeno nei casi più gravi, dovrebbero essere chiamati a risponderne.
    Troppo comoda nascondersi dietro al "come faccio a controllare tutto...", arrivando addirittura a alzare barricate con la scusa di voler proteggere la privacy di coloro che infamano, quando non addirittura attentano alla sicurezza degli altri.
    100 miliardi di messaggi al giorno, forse di più. Mi spieghi come si possono controllare? Non ha senso promulgare una legge che nei fatti non potrebbe essere rispettata da nessuno, dicendo: "fatti loro".

    Ma al di là di questo mero aspetto tecnico, in ogni caso è concettualmente errata: la responsabilità penale è personale. Se Tizio scrive una scemenza ne risponde in prima persona.

    L'esempio dei giornali non calza perchè un giornale ha uno spazio preciso che viene occupato da articoli selezionati dalla redazione, che ha un capo redattore che a sua volta ha un direttore di giornale. Quindi in quel caso ha senso che ci siano sanzioni in caso di articoli diffamatori: chi lo ha scritto è responsabile, e chi ha deciso di pubblicarlo... pure.

    In un social network queste due figure coincidono: sul mio wall ci finisce ciò che ci scrivo io, e ciò che io ho deciso di pubblicarci sopra.

    Un social network non ha una redazione, e non ha senso che debba averla: non decide e non seleziona nulla. Ti dice: questo è il mio enorme muro, questo pezzettino lo do a te e ti permetto di scriverci quello che ti pare. Chi decide di usare un social lo fa assumendosi in prima persona la responsabilità di ciò che pubblica, proprio perchè non c'è nessun "papà" a monte che vagli, controlli e filtri eventuali contenuti poco ortodossi.

    Comunque non capisco dove sia il problema: è indubbio che il diffamatore è colui che il tal messaggio l'ha scritto e pubblicato sulla propria bacheca. Basterebbe incriminarlo, e perseguirlo a norma di legge.
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  2. #2
    Quote Originariamente inviata da Nuvolari2 Visualizza il messaggio
    100 miliardi di messaggi al giorno, forse di più. Mi spieghi come si possono controllare? Non ha senso promulgare una legge che nei fatti non potrebbe essere rispettata da nessuno, dicendo: "fatti loro".
    E allora? Per quanto mi riguarda vale comunque il principio che se non sei in grado di controllarli allora non li devi pubblicare.

    E pazienza se questo porterà a perdere qualche miliardo di messaggi al giorno, sono certo che l'umanità riuscirà a sopravvivere comunque.

    Credo anche che di fatto esistano già leggi che responsabilizzano il gestore degli spazi su quanto viene pubblicato. Non ti sei accorto che pure su HTML.it esistono dei "moderatori"?
    Ultima modifica di webus; 18-04-2017 a 15:44
    Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. (Maffeo Pantaleoni)

  3. #3
    Quote Originariamente inviata da webus Visualizza il messaggio
    E allora? Per quanto mi riguarda vale comunque il principio che se non sei in grado di controllarli allora non li devi pubblicare.

    E pazienza se questo porterà a perdere qualche miliardo di messaggi al giorno, sono certo che l'umanità riuscirà a sopravvivere comunque.

    Credo anche che di fatto esistano già leggi che responsabilizzano il gestore degli spazi su quanto viene pubblicato. Non ti sei accorto che pure su HTML.it esistono dei "moderatori"?
    Certo, e chi fabbrica automobili dovrebbe accertarsi a chi le vende (no a chi corre in macchina, a chi beve, a chi delinque magari per farci rapine). E via discorrendo.

    Un mondo controllato da chi di dovere che cancelli e limiti la tua libertà a priori, per il tuo bene. Si intende.

    E se invece facessimo come nel resto del mondo civile libero e sviluppato, dove chi scrive qualcosa si prende le proprie responsabilità e ne paga le eventuali conseguenze?

    Chissà come fanno a vivere negli USA, dove leggi del genere non si sognano manco di farle... eppure chi usa in modo scorretto certi strumenti viene sanzionato. Mah!

    Ps. certo che ci sono i moderatori. E servirebbero, come nel resto del mondo, per mantenere il Forum un luogo piacevole da frequentare. Non per fare i poliziotti.
    Ed è aberrante che ci sia una legge che fa ricadere sui moderatori/gestori dei siti ciò che di eventualmente criminale viene postato.
    Io ti metto a disposizione uno spazio: se tu lo usi per scrivere insulti o in generale per commettere reati, l'unico obbligo del gestore dovrebbe essere quello di rimuovere i contenuti su richiesta dell'autorità, e di fornire alla stessa tutti i dati tecnici necessari all'individuazione dell'autore dei post.
    Tu hai scritto minchiate, tu le hai pubblicate, tu ne paghi le conseguenze.
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  4. #4
    Quote Originariamente inviata da Nuvolari2 Visualizza il messaggio
    Tu hai scritto minchiate, tu le hai pubblicate, tu ne paghi le conseguenze.
    Non stiamo parlando di chi scrive "minchiate", stiamo invece parlando di gente che calunnia e diffama ed è del tutto evidente che chi lo fa utilizza certi mezzi proprio perché gli garantiscono una grande visibilità. Ragione questa che trasforma il mezzo scelto nell'elemento determinante del crimine stesso.

    La scusa delle limitazione delle libertà è fuori luogo, non esiste la libertà di calunniare e diffamare altre persone.
    Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. (Maffeo Pantaleoni)

  5. #5
    Utente di HTML.it
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    Quote Originariamente inviata da webus Visualizza il messaggio
    Non stiamo parlando di chi scrive "minchiate", stiamo invece parlando di gente che calunnia e diffama ed è del tutto evidente che chi lo fa utilizza certi mezzi proprio perché gli garantiscono una grande visibilità. Ragione questa che trasforma il mezzo scelto nell'elemento determinante del crimine stesso.

    La scusa delle limitazione delle libertà è fuori luogo, non esiste la libertà di calunniare e diffamare altre persone.
    E quindi?
    Chi "calunnia" e "diffama" deve pagare per il proprio reato.
    Non certo chi gli mette a disposizione un'area per dire ciò che pensa.

    Han mai punito i costruttori di armi?
    Eppure loro mettono a disposizione degli assassini i mezzi per portare a termine i loro obiettivi.

    Chissà, forse un giorno capiremo la differenza tra punire i colpevoli e "fare cassa".

    Perchè ad oggi, mi sembra più un pretesto per "far cassa" somministrando multe milionarie ad aziende che si stanno arricchendo con i propri prodotti, piuttosto di "punire" chi commette reati.
    Veloce,Affidabile,Economico : Scegline 2

    Se la tua ragazza non te la da, tu non prendertela

  6. #6
    Quote Originariamente inviata da webus Visualizza il messaggio
    Non stiamo parlando di chi scrive "minchiate", stiamo invece parlando di gente che calunnia e diffama ed è del tutto evidente che chi lo fa utilizza certi mezzi proprio perché gli garantiscono una grande visibilità. Ragione questa che trasforma il mezzo scelto nell'elemento determinante del crimine stesso.

    La scusa delle limitazione delle libertà è fuori luogo, non esiste la libertà di calunniare e diffamare altre persone.
    Sostituisci "minchiate" con "crimini" e il principio è identico: chi le commette deve essere perseguito, non altri.

    Il mezzo scelto non ha colpe. Ed è vero: non c'è libertà di calunniare e diffamare altre persone. Infatti chi lo fa viene perseguito, processato e se ritenuto colpevole viene pure condannato.

    In tutto questo non si capisce perchè dovrebbe essere condannato chi distribuisce le matite e i fogli, invece di chi le usa per scrivere calunnie e diffamazioni.

    Un quotidiano ha chi scrive e chi decide cosa verrà pubblicato, quindi c'è corresponsabilità per le due figure, in caso di contenuti penalmente rilevanti.
    In un forum o in un social in generale colui che scrive e colui che decide cosa verrà pubblicato coincidono nella medesima persona (l'autore dei post).
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  7. #7
    Quote Originariamente inviata da Nuvolari2 Visualizza il messaggio
    Sostituisci "minchiate" con "crimini" e il principio è identico: chi le commette deve essere perseguito, non altri.

    Il mezzo scelto non ha colpe. Ed è vero: non c'è libertà di calunniare e diffamare altre persone. Infatti chi lo fa viene perseguito, processato e se ritenuto colpevole viene pure condannato.

    In tutto questo non si capisce perchè dovrebbe essere condannato chi distribuisce le matite e i fogli, invece di chi le usa per scrivere calunnie e diffamazioni.

    Un quotidiano ha chi scrive e chi decide cosa verrà pubblicato, quindi c'è corresponsabilità per le due figure, in caso di contenuti penalmente rilevanti.
    In un forum o in un social in generale colui che scrive e colui che decide cosa verrà pubblicato coincidono nella medesima persona (l'autore dei post).
    davvero vuoi mettere sullo stesso piano matite e quaderni con un mezzo di informazione? Suvvia.

    Se uno va in televisione a diffamare un'altra persona la legge chiama a renderne conto sia il protagonista che il responsabile del canale televisivo. Starà poi a quest'ultimo provare che ha fatto quanto possibile per evitare che le accuse del calunniatore di turno fossero diffuse.
    Lo stesso principio vale (o dovrebbe valere) per i vari blog e social network. Sarebbe ora di smetterla di trincerarsi dietro alla "libertà di espressione" per giustificare queste porcherie. Qui non è discussione la "libertà del signor Internet" ma il diritto delle persone all loro dignità.
    Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. (Maffeo Pantaleoni)

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