Permettimi di non essere d'accordo praticamente su nulla di quello che hai scritto. Ciò non vuol dire che tu non lo possa dire e che io non apprezzi l'originalità del tuo lavoro, ma mi fermo qui.
Permettimi di non essere d'accordo praticamente su nulla di quello che hai scritto. Ciò non vuol dire che tu non lo possa dire e che io non apprezzi l'originalità del tuo lavoro, ma mi fermo qui.
No MP tecnici (non rispondo nemmeno!), usa il forum.
Ok. (Anche se mi avrebbe fatto piacere conoscere le tue argomentazioni).
Comunque Atomic non è il primo del suo genere: in ambito didattico esiste già Lexico per lo spagnolo (https://it.wikipedia.org/wiki/Lexico) e Karel (https://it.wikipedia.org/wiki/Karel) che è stato tradotto in Ceco e in Tedesco.
Inoltre ci sono un sacco di linguaggi non basati sull'inglese, anche non didattici: https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua...sull%27inglese
Navigando in rete mi è capitato di ritrovare questo post molto vecchio (ormai quasi archeologico), che mostrava una versione decisamente primitiva sia del linguaggio sia dell'IDE.
Con il senno di poi, provare a promuoverlo qui fu un tipico errore ingenuo: trattandosi di un linguaggio didattico, è da sempre molto apprezzato da insegnanti e studenti, ma poco amato dai programmatori.
Scrivo oggi, a distanza di anni, perchè credo che questa esperienza possa comunque essere fonte di ispirazione o motivazione.
Anno dopo anno ho continuato a lavorare sul linguaggio, migliorandolo costantemente. Nel frattempo ho collaborato con le scuole come esperto esterno e come formatore sul coding per gli insegnanti. Ho utilizzato Atomic in decine di scuole primarie e secondarie, pubbliche e private, ma anche in contesti meno formali come biblioteche e centri estivi.
Il linguaggio è cresciuto soprattutto grazie all'uso diretto da parte degli studenti, sempre affiancato a Scratch e mai pensato come sua alternativa. Nelle mie proposte didattiche ho infatti integrato il coding visuale con una forma di coding testuale accessibile, così da creare un percorso graduale e coerente.
Se qui c'è qualche insegnante interessato, oggi il progetto offre:
- un sito dedicato https://www.atomicc.it
- una documentazione online https://www.atomicc.it/wp-content/up...mic_200825.pdf
- una guida in cui ho raccolto e sintetizzato l'esperienza degli ultimi 9 anni https://www.libreriauniversitaria.it.../9791224043126
- risorse pensate per l'apprendimento e l'utilizzo del linguaggio da parte delle IA https://www.bergame.eu/Atomic-AI/ato...e-ai-spec.html
A distanza di anni, questo è il punto a cui sono arrivato, e da qui continuo a guardare avanti. Se può essere utile anche solo a un insegnante o a uno studente, allora valeva la pena raccontarlo anche qui.![]()
Ultima modifica di FRK91; 10-01-2026 a 12:20
Da sviluppatore e insegnante, direi che ogni iniziativa volta a diffondere la cultura della programmazione è sempre ben accetta.
Qualunque critica serve per riflettere e per crescere: non mi sembra che i pareri espressi fossero così "irricevibili", tutto sommato.![]()
MARCO BREVEGLIERI
Software and Web Developer, Teacher and Consultant
Home | Blog | Delphi Podcast | Twitch | Altro...
Certamente qualsiasi critica ben argomentata è sempre un ottimo spunto di riflessione.Semplicemente negli anni mi sono concentrato sul raccogliere e analizzare le critiche di chi lo utilizza effettivamente, per lo scopo per cui è nato: insegnanti, educatori, studenti.
Il mondo dei programmatori di professione è lontano anni luce dalla didattica della scuola Primaria e Secondaria di primo grado.
Generalmente, un programmatore esperto è "troppo avanti": ha dei bias che lo portano a ragionare in modo "troppo articolato" per la didattica base, e tende a vedere errori nelle semplificazioni dei concetti o in alcune omissioni. I programmatori mi dicevano "manca questa cosa, così non va bene, è concettualmente sbagliato". La mossa vincente è stata smettere di ascoltare i programmatori e ascoltare gli insegnanti della primaria, che mi hanno dato un punto di vista completamente diverso.
Ho smesso di inserire nuove features e nuovi costrutti per realizzare cose complicate. Mi sono concentrato su poche cose semplici ed efficaci per la didattica. Ho creato esempi semplici e ho semplificato la teoria (al limite dell'eresia per un programmatore). È stato un lavoro di sintesi.
Tra l'altro, inizialmente avevo pensato ad Atomic solo come un linguaggio per le scuole medie e i primi anni delle superiori. Ho iniziato ad utilizzarlo nella primaria quasi per caso, provando ad affiancarlo a Scratch. Tramite dei piccoli codici auto-concludenti di pochissime righe, anche 2-3 (https://www.atomicc.it/wp-content/up...a-Primaria.pdf), ho visto che funzionava. Proposto nel modo giusto, i bambini sono in grado di usare anche il codice testuale e di comprenderne la sintassi. Quindi sono arrivato alla conclusione che non è vero che i bambini sono in grado di comprendere e utilizzare solo il coding visuale: anche questo è un preconcetto.
Certamente qualsiasi critica ben argomentata è sempre un ottimo spunto di riflessione.Semplicemente negli anni mi sono concentrato sul raccogliere e analizzare le critiche di chi lo utilizza effettivamente, per lo scopo per cui è nato: insegnanti, educatori, studenti.
Il mondo dei programmatori di professione è lontano anni luce dalla didattica della scuola Primaria e Secondaria di primo grado.
Generalmente, un programmatore esperto è "troppo avanti": ha dei bias che lo portano a ragionare in modo "troppo articolato" per la didattica base, e tende a vedere errori nelle semplificazioni dei concetti o in alcune omissioni. I programmatori mi dicevano "manca questa cosa, così non va bene, è concettualmente sbagliato". La mossa vincente è stata smettere di ascoltare i programmatori e ascoltare gli insegnanti della primaria, che mi hanno dato un punto di vista completamente diverso.
Ho smesso di inserire nuove features e nuovi costrutti per realizzare cose complicate. Mi sono concentrato su poche cose semplici ed efficaci per la didattica. Ho creato esempi semplici e ho semplificato la teoria (al limite dell'eresia per un programmatore). È stato un lavoro di sintesi.
Tra l'altro, inizialmente avevo pensato ad Atomic solo come un linguaggio per le scuole medie e i primi anni delle superiori. Ho iniziato ad utilizzarlo nella primaria quasi per caso, provando ad affiancarlo a Scratch. Tramite dei piccoli codici auto-concludenti di pochissime righe, anche 2-3 (https://www.atomicc.it/wp-content/up...a-Primaria.pdf), ho visto che funzionava. Proposto nel modo giusto, i bambini sono in grado di usare anche il codice testuale e di comprenderne la sintassi. Quindi sono arrivato alla conclusione che non è vero che i bambini sono in grado di comprendere e utilizzare solo il coding visuale: anche questo è un preconcetto.
Certamente qualsiasi critica ben argomentata è sempre un ottimo spunto di riflessione.Semplicemente negli anni mi sono concentrato sul raccogliere e analizzare le critiche di chi lo utilizza effettivamente, per lo scopo per cui è nato: insegnanti, educatori, studenti.
Il mondo dei programmatori di professione è lontano anni luce dalla didattica della scuola Primaria e Secondaria di primo grado.
Generalmente, un programmatore esperto è "troppo avanti": ha dei bias che lo portano a ragionare in modo "troppo articolato" per la didattica base, e tende a vedere errori nelle semplificazioni dei concetti o in alcune omissioni. I programmatori mi dicevano "manca questa cosa, così non va bene, è concettualmente sbagliato". La mossa vincente è stata smettere di ascoltare i programmatori e ascoltare gli insegnanti della primaria, che mi hanno dato un punto di vista completamente diverso.
Ho smesso di inserire nuove features e nuovi costrutti per realizzare cose complicate. Mi sono concentrato su poche cose semplici ed efficaci per la didattica. Ho creato esempi semplici e ho semplificato la teoria (al limite dell'eresia per un programmatore). È stato un lavoro di sintesi.
Tra l'altro, inizialmente avevo pensato ad Atomic solo come un linguaggio per le scuole medie e i primi anni delle superiori. Ho iniziato ad utilizzarlo nella primaria quasi per caso, provando ad affiancarlo a Scratch. Tramite dei piccoli codici auto-concludenti di pochissime righe, anche 2-3 (https://www.atomicc.it/wp-content/up...a-Primaria.pdf), ho visto che funzionava. Proposto nel modo giusto, i bambini sono in grado di usare anche il codice testuale e di comprenderne la sintassi. Quindi sono arrivato alla conclusione che non è vero che i bambini sono in grado di comprendere e utilizzare solo il coding visuale: anche questo è un preconcetto.