purtroppo no, quella l'ho sentita al telegiornale e a distanza di anni la ricordo perchè mi ha traumatizzato, come dire "se sei in una condizione di necessità il crimine è consentito senza conseguenze".
Magari anche ti sbagli, dopo anni è difficile ricordare esattamente le parole e ricostruirne il senso.
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.