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  1. #11
    Utente di HTML.it L'avatar di XWolverineX
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    Ti trovi nella stessa situazione che ho vissuto anche io alcuni anni fa.

    Io e mio padre, allora ero appena 21enne, apriamo una azienda informatica insieme, e la facciamo volare. Al chè dopo alcuni anni mi rendo conto che non c'erano più stimoli (e ammetto che io e mio padre non siamo mai stati grandi collaboratori), così di punto e in bianco prendo e vado a lavorare per un nostro cliente come programmatore...ebbene mio padre ci rimase malissimo (non ne avete idea), ma io gli feci capire (con moooolta calma) che era il momento anche di esplorare come è il mondo esterno (lavorando sempre in famiglia, una vera esperienza di lavoro non l'avevo mai fatta). Avevo le tue stesse preoccupazioni (fare una fine di merda, guadagnare poco), ma ero convinto delle mie capacità e che potevo farcela. E (penso) di esserci riuscito. Ho cambiato diversi lavori (sempre in crescendo, per fortuna), oggi mi trovo bene ma sto già preparando il prossimo passo.

    Oggi l'attività mia e di mio padre (sono comunque socio) continua, ancora lo aiuto da remoto (abbiamo passato tutto su Azure proprio per permettermi di intervenire nelle emergenze, non avendo grandi conoscenze informatiche). Oggi però con questo percorso mi sto finalmente realizzando, ed è ora di restituire. Voglio che ora chiuda l'azienda e se ne vada in una bella casa al mare a godersi la vita con mia madre e mia sorella, tutto a mie spese.

    Il mio consiglio? Se ti senti di fare questa cosa, falla. Se non giochi, non vinci.
    "Se proprio devono piratare, almeno piratino il nostro." (Bill Gates)

    "Non è possibile che 2 istituzioni statali mi mettano esami nello stesso giorno." (XWolverineX)

    http://xvincentx.netsons.org/programBlog

  2. #12
    Utente di HTML.it L'avatar di lnessuno
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    Quote Originariamente inviata da Cisco x™ Visualizza il messaggio
    facendo il webcoso come libero professionista ti ritroveresti a lavorare sempre, altro che tempo libero
    True story.

  3. #13
    uhm... capisco la parte razional-logistica del prendere con se i propri figli quando si ha un'attivita', ma secondo me e' un approccio sbagliato: non l'avrei fatto da figlia, non costringerei mai i figli da genitore

    capiamoci: entrare nell'azienda di famiglia non e' sbagliato in se, e' sbagliato farlo senza aver prima fatto qualcos'altro per una decina d'anni

    lavorare da dipendente, lavorare per realta' diverse, rispondere a qualcuno con cui non si ha confidenza e' una grande palestra e fa dei figli dei futuri datori di lavoro migliori; capisco anche l'ambizione dei genitori di veder crescere la propria azienda grazie al lavoro dei figli, ma nemmeno in questo mi riconosco: credo che i figli debbano essere liberi di andare per la propria strada e se il tuo futuro e' fuori di li', allora che sia! avrai tempo un giorno di tentare di avviare un'attivita' tua, se quella di tuo padre per allora non sara' piu' disponibile

    concordo con chi ti ha suggerito di esser tu stesso a cercare un buon rimpiazzo e affiancarlo abbastanza da poterti sostituire senza problemi: non e' ovviamente nemmeno giusto lasciare tuo padre nei guai andandotene di punto in bianco

    detto cio', muoviti con calma, che questo e' un lavoro bastardo: lavori un sacco, non ci sono sabati, domeniche, pasque e natali che tengano e i soldi sono sempre pochi, arrivano quando arrivano e c'e' tanta concorrenza; ti vuoi buttare? studia, studia, studia ed esci in modo "morbido": comincia a farti un po' d'esperienza mentre sei ancora dipendente, se puoi, poi trova un lavoro da dipendente in una agenzia che fa quel che vuoi fare, mentre sei li' impara quanto piu' puoi (la formazione continua e' il fulcro di questo lavoro), fatti bene i conti su quanto costa aprire partita iva... insomma, ce la puoi fare, per come la vedo io hai il diritto di provarci, pero' devi farlo con la testa sulle spalle

  4. #14
    Fossi in te approfitterei, di quanto mio padre generosamente mi offre, per farmi le ossa e creare le basi della mia attività futura, senza pesare sul bilancio famigliare e ringraziandolo per questo ogni giorno.

  5. #15
    Quote Originariamente inviata da lucavizzi Visualizza il messaggio
    Fossi in te approfitterei, di quanto mio padre generosamente mi offre, per farmi le ossa e creare le basi della mia attività futura, senza pesare sul bilancio famigliare e ringraziandolo per questo ogni giorno.
    secondo me le ossa se le fa di piu' fuori e puo' cosi' portare nuova esperienza se/quando decide di rilevare l'azienda; a quel punto pero' suo padre deve avere anche la capacita' di sapersi fare da parte: dove abito io, e' pieno di aziende familiari (veneto) e solo raramente un passaggio diretto come questo porta a qualcosa di soddisfacente per tutti; il figlio spesso non si rende veramente conto di cosa vuol dire lavorare da dipendente (a volte per pressioni extra, a volte per privilegi extra, in generale per un eccesso di confidenza, una convivenza anche fuori dal posto di lavoro e delle dinamiche pregresse), il padre spesso non capisce quando sia il momento di farsi da parte e fidarsi di quel figlio che per lui sara' sempre l'incapace pischello che ha iniziato, col risultato che saranno frustratissimi tutti due

    l'ideale sarebbe stato che alla fine della scuola luigi fosse stato assunto altrove e stesse adesso pensando di prendere in mano l'attivita' di famiglia, forte della sua lunga esperienza altrove

  6. #16
    Quote Originariamente inviata da rebelia Visualizza il messaggio
    secondo me le ossa se le fa di piu' fuori e puo' cosi' portare nuova esperienza se/quando decide di rilevare l'azienda; a quel punto pero' suo padre deve avere anche la capacita' di sapersi fare da parte: dove abito io, e' pieno di aziende familiari (veneto) e solo raramente un passaggio diretto come questo porta a qualcosa di soddisfacente per tutti; il figlio spesso non si rende veramente conto di cosa vuol dire lavorare da dipendente (a volte per pressioni extra, a volte per privilegi extra, in generale per un eccesso di confidenza, una convivenza anche fuori dal posto di lavoro e delle dinamiche pregresse), il padre spesso non capisce quando sia il momento di farsi da parte e fidarsi di quel figlio che per lui sara' sempre l'incapace pischello che ha iniziato, col risultato che saranno frustratissimi tutti due

    l'ideale sarebbe stato che alla fine della scuola luigi fosse stato assunto altrove e stesse adesso pensando di prendere in mano l'attivita' di famiglia, forte della sua lunga esperienza altrove
    Quello che esponi è condivisibile come caso generale ma, da quanto si può desumere dai post precedenti, nel caso specifico, non c'è nessuna intenzione di rilevare un giorno l'attività famigliare, né tantomeno di farsi assumere altrove, il programma è, correggetemi se sbaglio, di smettere di lavorare e dedicarsi a tempo pieno allo sviluppo per il web, da casa.

    Quando parlo di "farsi le ossa" intendo che, lavorando nell'azienda di famiglia, ha la possibilità di investire su se stesso per porre le basi all'attività di freelancer che intende intraprende, che è quello che auspichi anche tu nel tuo post precedente, quando lo inciti a formarsi.

    Per questo mi sembra sbagliato l'atteggiamento di insofferenza verso il padre, che comunque gli garantisce una indipendenza economica, indipendenza economica che può guadagnarsi lavorando visto che non è appena uscito dalla scuola, e non c'è niente di più frustrante di, lo dico bruscamente, campare alle spalle di papà, almeno dal mio punto di vista.

  7. #17
    Quote Originariamente inviata da lucavizzi Visualizza il messaggio
    Quello che esponi è condivisibile come caso generale ma, da quanto si può desumere dai post precedenti, nel caso specifico, non c'è nessuna intenzione di rilevare un giorno l'attività famigliare, né tantomeno di farsi assumere altrove, il programma è, correggetemi se sbaglio, di smettere di lavorare e dedicarsi a tempo pieno allo sviluppo per il web, da casa.

    Quando parlo di "farsi le ossa" intendo che, lavorando nell'azienda di famiglia, ha la possibilità di investire su se stesso per porre le basi all'attività di freelancer che intende intraprende, che è quello che auspichi anche tu nel tuo post precedente, quando lo inciti a formarsi.
    allora avevo capito male io, sorry

    Per questo mi sembra sbagliato l'atteggiamento di insofferenza verso il padre, che comunque gli garantisce una indipendenza economica, indipendenza economica che può guadagnarsi lavorando visto che non è appena uscito dalla scuola, e non c'è niente di più frustrante di, lo dico bruscamente, campare alle spalle di papà, almeno dal mio punto di vista.
    beh, la parte relativa all'insofferenza - che pur posso ben immaginare - e' quella su cui secondo me diventa difficile intervenire da esterni, perche' entrano li' in mezzo le dinamiche familiari e tutto il resto

  8. #18
    Quote Originariamente inviata da lnessuno Visualizza il messaggio
    Allora inizia a fare qualcosa in tal senso dall'azienda di tuo padre e per l'azienda di tuo padre. Inventa qualcosa che possa essere utile a lui per vendere ed ai clienti per comprare, ad esempio, così vedi se sei portato per quel lavoro e ti rendi utile. O una nuova gestione magazzino, più semplice dell'attuale. O un sito web, se non ne avete uno.

    Gli dedichi magari 1-2-3 ore al giorno, inizialmente... qualche nottata (come freelance le nottate lavorative diventano frequenti, soprattutto quando inizi ad essere oberato di lavoro e non riesci a stargli dietro), e poi si vedrà.

    Non è un lavoro facile (soprattutto quando inizi ad avere a che fare con "cartelle pazze", clienti pazzi e simili... ma è un bellissimo lavoro. Forse lo è ancora di più se lo tieni come hobby e riesci a renderlo produttivo.
    Già fatto un sito dove inserisco i ricambi che non si vendono più, www.AutoricambiDonato.it

  9. #19
    Quote Originariamente inviata da Cisco x™ Visualizza il messaggio
    Visto che tuo padre si fida di te e visto che sei esperto, mettiti tu alla ricerca di una persona che sappia fare bene il tuo lavoro, magari il primo periodo te lo affianchi e poi dopo 3/4 mesi gli fai gestire in toto il lavoro, in modo che tuo padre possa vedere con i suoi stessi occhi il lavoro svolto e si renda conto che quella persona che gli hai presentato è valida per sostituirti in pieno.
    C'avevo pensato, ma neanche io riesco a vedere nessuno di adatto a questo lavoro... L'unico che andrebbe bene è un nostro cliente, ma non possiamo prenderlo...

  10. #20
    Quote Originariamente inviata da Cisco x™ Visualizza il messaggio
    facendo il webcoso come libero professionista ti ritroveresti a lavorare sempre, altro che tempo libero
    No se riesci ad automatizzare le entrate con una rete di siti web

    Quote Originariamente inviata da XWolverineX Visualizza il messaggio
    Ti trovi nella stessa situazione che ho vissuto anche io alcuni anni fa.

    Io e mio padre, allora ero appena 21enne, apriamo una azienda informatica insieme, e la facciamo volare. Al chè dopo alcuni anni mi rendo conto che non c'erano più stimoli (e ammetto che io e mio padre non siamo mai stati grandi collaboratori), così di punto e in bianco prendo e vado a lavorare per un nostro cliente come programmatore...ebbene mio padre ci rimase malissimo (non ne avete idea), ma io gli feci capire (con moooolta calma) che era il momento anche di esplorare come è il mondo esterno (lavorando sempre in famiglia, una vera esperienza di lavoro non l'avevo mai fatta). Avevo le tue stesse preoccupazioni (fare una fine di merda, guadagnare poco), ma ero convinto delle mie capacità e che potevo farcela. E (penso) di esserci riuscito. Ho cambiato diversi lavori (sempre in crescendo, per fortuna), oggi mi trovo bene ma sto già preparando il prossimo passo.

    Oggi l'attività mia e di mio padre (sono comunque socio) continua, ancora lo aiuto da remoto (abbiamo passato tutto su Azure proprio per permettermi di intervenire nelle emergenze, non avendo grandi conoscenze informatiche). Oggi però con questo percorso mi sto finalmente realizzando, ed è ora di restituire. Voglio che ora chiuda l'azienda e se ne vada in una bella casa al mare a godersi la vita con mia madre e mia sorella, tutto a mie spese.

    Il mio consiglio? Se ti senti di fare questa cosa, falla. Se non giochi, non vinci.
    Grazie, Grazie, Grazie!
    E' proprio ciò che intendo io...
    Però ho paura... Per mio padre... Non me lo perdonerei mai...
    Se io non dovessi raggiungere i miei obbiettivi e mio padre chiudere l'azienda..?

    Quote Originariamente inviata da rebelia Visualizza il messaggio
    uhm... capisco la parte razional-logistica del prendere con se i propri figli quando si ha un'attivita', ma secondo me e' un approccio sbagliato: non l'avrei fatto da figlia, non costringerei mai i figli da genitore

    capiamoci: entrare nell'azienda di famiglia non e' sbagliato in se, e' sbagliato farlo senza aver prima fatto qualcos'altro per una decina d'anni

    lavorare da dipendente, lavorare per realta' diverse, rispondere a qualcuno con cui non si ha confidenza e' una grande palestra e fa dei figli dei futuri datori di lavoro migliori; capisco anche l'ambizione dei genitori di veder crescere la propria azienda grazie al lavoro dei figli, ma nemmeno in questo mi riconosco: credo che i figli debbano essere liberi di andare per la propria strada e se il tuo futuro e' fuori di li', allora che sia! avrai tempo un giorno di tentare di avviare un'attivita' tua, se quella di tuo padre per allora non sara' piu' disponibile

    concordo con chi ti ha suggerito di esser tu stesso a cercare un buon rimpiazzo e affiancarlo abbastanza da poterti sostituire senza problemi: non e' ovviamente nemmeno giusto lasciare tuo padre nei guai andandotene di punto in bianco

    detto cio', muoviti con calma, che questo e' un lavoro bastardo: lavori un sacco, non ci sono sabati, domeniche, pasque e natali che tengano e i soldi sono sempre pochi, arrivano quando arrivano e c'e' tanta concorrenza; ti vuoi buttare? studia, studia, studia ed esci in modo "morbido": comincia a farti un po' d'esperienza mentre sei ancora dipendente, se puoi, poi trova un lavoro da dipendente in una agenzia che fa quel che vuoi fare, mentre sei li' impara quanto piu' puoi (la formazione continua e' il fulcro di questo lavoro), fatti bene i conti su quanto costa aprire partita iva... insomma, ce la puoi fare, per come la vedo io hai il diritto di provarci, pero' devi farlo con la testa sulle spalle
    Concordo.. Probabilmente se mi fossi fatto anche solo 5 anni di esperienze in altre 2 o 3 realtà lavorative adesso apprezzerei il mio posto di lavoro, ma non avendo mai provato altro mi sento un pò come un uomo che ha provato una sola f..a nella vita
    Scusa il paragone ma è quello che fa capire meglio :-P

    Per quanto riguarda la calma invece, credo di essere arrivato ad 8 mesi in cui sto aspettando che mio padre trovi qualcuno e nel frattempo sto studiando e praticando il mio linguaggio di programmazione...

    Quote Originariamente inviata da lucavizzi Visualizza il messaggio
    Fossi in te approfitterei, di quanto mio padre generosamente mi offre, per farmi le ossa e creare le basi della mia attività futura, senza pesare sul bilancio famigliare e ringraziandolo per questo ogni giorno.
    Non ho capito bene se intendi farmi le ossa per lavorare nella sua azienda oppure se mettermi da parte un gruzzoletto lavorando con lui per poi aprire un'attività

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    secondo me le ossa se le fa di piu' fuori e puo' cosi' portare nuova esperienza se/quando decide di rilevare l'azienda; a quel punto pero' suo padre deve avere anche la capacita' di sapersi fare da parte: dove abito io, e' pieno di aziende familiari (veneto) e solo raramente un passaggio diretto come questo porta a qualcosa di soddisfacente per tutti; il figlio spesso non si rende veramente conto di cosa vuol dire lavorare da dipendente (a volte per pressioni extra, a volte per privilegi extra, in generale per un eccesso di confidenza, una convivenza anche fuori dal posto di lavoro e delle dinamiche pregresse), il padre spesso non capisce quando sia il momento di farsi da parte e fidarsi di quel figlio che per lui sara' sempre l'incapace pischello che ha iniziato, col risultato che saranno frustratissimi tutti due

    l'ideale sarebbe stato che alla fine della scuola luigi fosse stato assunto altrove e stesse adesso pensando di prendere in mano l'attivita' di famiglia, forte della sua lunga esperienza altrove
    Esatto... Molto probabilmente sarebbe andata cosi...

    Quote Originariamente inviata da lucavizzi Visualizza il messaggio
    Quello che esponi è condivisibile come caso generale ma, da quanto si può desumere dai post precedenti, nel caso specifico, non c'è nessuna intenzione di rilevare un giorno l'attività famigliare, né tantomeno di farsi assumere altrove, il programma è, correggetemi se sbaglio, di smettere di lavorare e dedicarsi a tempo pieno allo sviluppo per il web, da casa.

    Quando parlo di "farsi le ossa" intendo che, lavorando nell'azienda di famiglia, ha la possibilità di investire su se stesso per porre le basi all'attività di freelancer che intende intraprende, che è quello che auspichi anche tu nel tuo post precedente, quando lo inciti a formarsi.

    Per questo mi sembra sbagliato l'atteggiamento di insofferenza verso il padre, che comunque gli garantisce una indipendenza economica, indipendenza economica che può guadagnarsi lavorando visto che non è appena uscito dalla scuola, e non c'è niente di più frustrante di, lo dico bruscamente, campare alle spalle di papà, almeno dal mio punto di vista.
    Si, mi sento frustato a campare sulle spalle di mio padre, vado a lavorare senza voglia perchè non è un qualcosa che mi sono guadagnato con le mie capacità, mi è semplicemente stato dato un posto di lavoro che non devo neanche mantenere perchè tanto non me lo toglie nessuno...
    Ditemi, che soddisfazione c'è in tutto questo? Di cosa dovrei andare orgoglioso?
    Rimanere li sarebbe un pò come giocare per tutta la vita ad un gioco per bambini... Si chiama vincere facile e a me non piace

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