
Originariamente inviata da
rebelia
uhm... capisco la parte razional-logistica del prendere con se i propri figli quando si ha un'attivita', ma secondo me e' un approccio sbagliato: non l'avrei fatto da figlia, non costringerei mai i figli da genitore
capiamoci: entrare nell'azienda di famiglia non e' sbagliato in se, e' sbagliato farlo senza aver prima fatto qualcos'altro per una decina d'anni
lavorare da dipendente, lavorare per realta' diverse, rispondere a qualcuno con cui non si ha confidenza e' una grande palestra e fa dei figli dei futuri datori di lavoro migliori; capisco anche l'ambizione dei genitori di veder crescere la propria azienda grazie al lavoro dei figli, ma nemmeno in questo mi riconosco: credo che i figli debbano essere liberi di andare per la propria strada e se il tuo futuro e' fuori di li', allora che sia! avrai tempo un giorno di tentare di avviare un'attivita' tua, se quella di tuo padre per allora non sara' piu' disponibile
concordo con chi ti ha suggerito di esser tu stesso a cercare un buon rimpiazzo e affiancarlo abbastanza da poterti sostituire senza problemi: non e' ovviamente nemmeno giusto lasciare tuo padre nei guai andandotene di punto in bianco
detto cio', muoviti con calma, che questo e' un lavoro bastardo: lavori un sacco, non ci sono sabati, domeniche, pasque e natali che tengano e i soldi sono sempre pochi, arrivano quando arrivano e c'e' tanta concorrenza; ti vuoi buttare? studia, studia, studia ed esci in modo "morbido": comincia a farti un po' d'esperienza mentre sei ancora dipendente, se puoi, poi trova un lavoro da dipendente in una agenzia che fa quel che vuoi fare, mentre sei li' impara quanto piu' puoi (la formazione continua e' il fulcro di questo lavoro), fatti bene i conti su quanto costa aprire partita iva... insomma, ce la puoi fare, per come la vedo io hai il diritto di provarci, pero' devi farlo con la testa sulle spalle