Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
http://igr4mbo.altervista.org (piano piano)
"Abbiamo costruito un sistema che ci persuade a spendere il denaro che non abbiamo in cose che non necessitiamo per creare impressioni che non dureranno su persone che non ci interessano" cit.
Sì infatti, avevo letto assieme ad altri colleghi, qualche giorno fa... in questo modo Google si parerebbe le chiappe da ogni eventuale azione futura... oltre a tanti altri piccoli siti...
Quindi Rebelia ci concederà la possibilità di inserire link anche su questo forum...
Già adesso, pensavo, potrei linkare una ricerca di google ad un sito pirata, perché dovrei essere fuorilegge?
L'argomento è interessante: metto un link che riporta a Google che linka direttamente un contenuto pirata, non esiste che io sia fuorilegge...
Astro, intervieni...
Primo Ministro Conte: "Sarà un anno bellissimo!"
In realtà non dovrebbe cambiare nulla che uno metta un link a Google o che lo faccia direttamente... Che a fornire link sia un privato o un motore di ricerca non cambia la questione. Tanto che vorrebbero lasciar liberi non solo i motori di ricerca, ma il discorso è fatto per tutti (ed in effetti non vedrei il motivo per differenziare un utente da un mountainview qualsiasi).
Ora, se Linkato carica in qualche server del mondo un'opera della quale detengo i diritti (o magari una mia immagine mentre mi trastullo col trans) in realtà, in quel momento il danno che subisco è solo potenziale. E' un c.d. periculum in mora più che un danno vero e proprio.
Mentre il danno reale avviene, direi, nel momento in cui quel materiale viene effettivamente reso disponibile, ovvero proprio quando Linkato diffonde il nesso tra la mia opera e quel puntamento su quel server. Oppure quando lo faccia Rebelia, o chiunque altro, permettendo che questo nesso venga diffuso.
Tutto questo mi pare abbastanza chiaro e pacifico... Alla faccia dell'esimio giurista """consulente""" di chissachì, e di quell'altro che dice che l'impostazione che avrei dato qua sopra gli "sembrerebbe, giuridicamente, una compressione della libertà di pensiero"![]()
E quindi torniamo al discorso di prima: come mai in questi decenni nessuno ha sollevato la questione su Google o altri motori di ricerca? Io non ce l'ho con Google, anzi... ma la questione è sorprendente per il silenzio generale...
L'esempio del sito Rojadirecta o come si scrive, che è stato "chiuso" all'Italia, mi pare calzante. Da lì c'erano i link per le partite in streaming... ebbene è bastato fare delle ricerche su Google e trovarli subito anche senza Rojadirecta (diciamo solo che è stato perso qualche minuto in più...)
A me sembra davvero strano che in tutti questi anni nessuno abbia detto nulla... la cosa è davvero misteriosa e sconcertante... l'unico dubbio che mi viene è che Google sia un colosso enorme da attaccare frontalmente... altra cosa che mi viene è che con Google devi fare appositamente una ricerca ben incentrata sul link illegale e quindi diventi in qualche compartecipe... mentre negli altri piccoli siti i link sono in bella vista...
Primo Ministro Conte: "Sarà un anno bellissimo!"
La prima ipotesi non la credo (se si può ciucciare soldi al colosso lo si affronta...), le seconda ipotesi mi convince.
In effetti quel "diciamo solo che è stato perso qualche minuto in più..." può essere proprio il discrimine... Poi è anche chiaro che sì, è lecito chiedere cautele riguardanto un'attività, come quella del motore di ricerca, ma non è che si possa dare al motore ogni responsabilità per il solo fatto che il web contenga siti che violano delle leggi x o y...
C'è da metterci del grano salis per capire bene fino a che punto sia fattibile dare un servizio come quello che dà il motore di ricerca, senza assolutamente dare informazioni che creino o favoriscano delle illegalità (che sia la partita di calcio o il bambino seviziato...)
CREDO che un conto sia il "chiedere informazioni su link" non propriamente legali, ed un altro sia un sito che "fornisca informazioni su link" non proprio legali.
Nel primo caso, l'utente è PARTE ATTIVA per la visualizzazione di tali risultati, mentre nella seconda è PARTE PASSIVA ( cioè li trova anche se non ha effettuato una ricerca mirata ).
Poi vale sempre il principio che "fino a quando il fenomeno è circoscritto, non crea troppi danni".
Veloce,Affidabile,Economico : Scegline 2
Se la tua ragazza non te la da, tu non prendertela