mmm no, il dipendente che accetta di andare a lavorare per un datore di lavoro cede il diritto di sfruttamento economico, non la paternità dell'opera, che oltretutto non potrà mai cedere anche se firma 1000 contratti che dicono l'opposto, ergo può esercitare liberamente il suo diritto di essere riconosciuto come autore.
Vedila come un libro, tu non sai chi è l'autore? non c'è scritto?eppure è la casa editrice che ne sfrutta i diritti economici accordando una somma (che sia in percentuale o no) all'autore. Ti piacerebbe a te leggere un libro senza avere il diritto di sapere chi lo ha scritto ma sapere solo chi lo ha pubblicato?
l'autore è meramente chi scrive fisicamente il codice, non chi ha l'idea o chi da le direttive. Qualora ci fossero più "autori" sarebbe si un opera collettiva, ma gli autori sono sempre quelli che "scrivono" il codice, quindi se c'è un programmatore che fa da Team Leader sarà l'autore primario, ma anche gli altri "scrittori di codice" dovranno essere menzionati come co-autori. Ma ripeto : parliamo sempre di chi scrive il codice.
Chi ha fornito l'idea (il datore o il committente), se fosse negli stati uniti potrebbe brevettarla (se riesce, non è semplice... ma è diverso dal diritto d'autore), ma in europa NON é POSSIBILE BREVETTARE SOFTWARE.
Non è possibile brevettare un opera, oltretutto sarebbe inutile in europa.
L'autore può dimostrare la paternità tramite prove fornite, così come il suo potenziale antagonista nella controversia, sarà poi il giudice a stabilire ci ha scritto il codice, ma se viene dimostrato (perché lo dice o perché ci sono le prove) che uno dei due non ha scritto il codice, beh quello perderà anche se l'idea e le direttive sono sue...
Ripeto, non si tratta di brevetti, quelli sono un altra cosa.



eppure è la casa editrice che ne sfrutta i diritti economici accordando una somma (che sia in percentuale o no) all'autore. Ti piacerebbe a te leggere un libro senza avere il diritto di sapere chi lo ha scritto ma sapere solo chi lo ha pubblicato?
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