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  1. #61
    Utente di HTML.it
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    Avere la verità in tasca, dare degli idioti agli altri, non spiegare questa "verità", è un fare "sufficiente" che onestamente HA ROTTO.

    Vuoi dire che ci sono in giro milioni di stupidi che non sanno leggere i numeri?
    Bene, porta le TUE TESI, DIMOSTRA con i fatti le tue tesi.

    Da tempo immemore 1 è minore di 2.
    Ci sono TABELLE, GRAFI e DATI che mostrano negli ultimi 2 anni un DECREMENTO dei redditi.
    Ora c'e' chi vuol far passare il contrario senza portare giustificazioni se non un "è scritto in una riga dell'opuscoletto ".

    Scusate, ma queste "saccenze" han rotto, continuate a votare i vostri soliti ladri mafiosi e corrotti, si vede che vi fanno comodo.
    Veloce,Affidabile,Economico : Scegline 2

    Se la tua ragazza non te la da, tu non prendertela

  2. #62
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    C'era una volta un villaggio dove l'acqua arrivava tramite un antico acquedotto.

    A causa di una prolungata siccità e per le inefficienze delle condotte, accadde che dai rubinetti delle case delle famiglie uscisse sempre meno acqua. All'inizio gli abitanti, per non rinunciare a usare tutta l'acqua a cui erano abituati, fecero ricorso alle loro scorte che avevano immagazzinato in passato. Così iniziarano a bollire l'acqua per la pasta usando le bottiglie di acqua accumulate nei mesi precedenti, a fare il bagno riempiendo la vasca con le damigiane della cantina, etc.

    Ma l'acquedotto erogava sempre meno acqua...
    Ad un certo punto, anche le scorte di acqua iniziarono a ridursi in modo molto pericoloso. Le famiglie avevano iniziato a cucinare di meno, per consumare meno acqua. Inoltre avevano anche smesso di lavarsi tutti i giorni, per cercare di limitare l'uso di acqua.

    Il capo villaggio si era prodigato in promesse sempre più mirabolanti per far tornare l'acqua nell'acquedotto, ma col passare degli anni nulla era mai stato fatto per davvero e dai rubinetti ne usciva sempre meno.

    Accadde nel tempo, che ad un certo punto le famiglie del villaggio furono così preoccupate nel veder calare persino le loro scorte di riserva, che iniziarono a consumare così poca acqua che pure le poche goccie che uscivano dal rubinetto gli permettevano se non altro di riempire di nuovo qualche bicchiere da mettere da parte per i tempi persino peggiori che si prospettavano all'orizzione. Per riuscirci, tuttavia, in molti avevano smesso del tutto di lavarsi, altri non cucinavano più nulla che richiedesse l'utilizzo dell'acqua, e tutti bevevano solo una volta al giorno un solo bicchiere di acqua. In questo clima di risparmioso e asfittico impiego di acqua, rinunciando alle comodità non solo più lussuose ma anche a quelle più basilari come il dissetarsi con regolarità, le famiglie riuscirono appunto a tornare a risparmiare un po' d'acqua temendo che presto l'acquedotto avrebbe persino potuto erogarne ancora meno o addirittura nulla per qualcuno.

    All'apice di questa situazione, il capo vilaggio organizzò un comizio in piazza e disse:

    "Non è vero che le famiglie del nostro villaggio hanno sempre meno acqua! Stiamo finalmente tornarndo ad idratarci e ad avere più acqua di prima, perchè so che molti di voi sono riusciti finalmente a tornare a mettere da parte qualche bottiglia di acqua in dispensa. Quindi mi rivolgo a quei disfattiasti che continuano a dire che l'acquedotto così com'è non va e chiedo loro di tacere, perchè la prova dei fatti dimostra che di acqua non solo ce n'è abbastanza, ma finalmente le famiglie del villaggio sono tornate ad accumularne!".

    Il capovilaggio ovviamente fu subito spodestato e fu eletto dal popolo un nuovo capo villaggio. Si trattava di uno fra quelli che da tempo diceva che la siccità era durata troppo a lungo e non si poteva più fare affidamento alle vecchie politiche di gestione dell'acqua. Che occorreva quindi tappare i buchi del vecchio acquedotto per evitare gli sprechi, che era necessario costruirne uno nuovo e più adatto a servire il crescente fabbisogno del villaggio e che era arrivato il momento che le famiglie del villaggio potessero tornare finalmente a bere, cucinare e lavarsi quando volevano, senza dover centellinare ogni singola goccia d'acqua".

    Non sappiamo se il nuovo capo villaggio riuscì a mettere in pratica i buoni propositi che si era prefisso di portare a termine, ma di sicuro sappiamo che il vecchio capo villaggio non aveva neppure la minima intenzione di risolvere il problema per il semplice fatto che lui non lo vedeva. E se lo vedeva, mentiva spudoratamente ai suoi paesani per paura di essere deposto.

    Purtroppo quel villaggio non si trova in Italia e quindi ci teniamo il capo villaggio che dice che va tutto bene (come il suo alleato e illustre predecessore) mentre la gente non ha neppure l'acqua per bollire la pasta pur di risparmiare l'ultimo bicchiere d'acqua che esce dal suo rubinetto.

    Invece quel villaggio si trova(va) in Italia ed è la Fiat ed i suoi dirigenti, solo che la storia si ferma con il capovillaggio ancora saldamente in sella
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

  3. #63
    Quote Originariamente inviata da Max Della Pena Visualizza il messaggio
    Invece quel villaggio si trova(va) in Italia ed è la Fiat ed i suoi dirigenti, solo che la storia si ferma con il capovillaggio ancora saldamente in sella
    Ummm... secondo me la storia della FIAT parla del fabbro del villaggio che dopo che per anni aveva invocato un miglioramento degli afflussi di acqua per poter lavorare come si deve nella propria bottega, alla fine ha deciso di trasferirsi in un villaggio dove l'acqua ai cittadini non è vissuta come un lusso che non si può pretendere
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  4. #64
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    Ummm... secondo me la storia della FIAT parla del fabbro del villaggio che dopo che per anni aveva invocato un miglioramento degli afflussi di acqua per poter lavorare come si deve nella propria bottega, alla fine ha deciso di trasferirsi in un villaggio dove l'acqua ai cittadini non è vissuta come un lusso che non si può pretendere
    Che è una ammissione della scarsa cronica qualità dei materiali usati?

    Scorgo in Ella la tendenza ideologica sensounicale alla strenua difesa di un management che ha goduto egoisticamente dei profitti e diviso munificamente le perdite.
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

  5. #65
    Quote Originariamente inviata da Max Della Pena Visualizza il messaggio
    Che è una ammissione della scarsa cronica qualità dei materiali usati?

    Scorgo in Ella la tendenza ideologica sensounicale alla strenua difesa di un management che ha goduto egoisticamente dei profitti e diviso munificamente le perdite.
    La FIAT ha preso tanto e dato tanto. Di quanto ha dato (e continuava a dare) ce ne accorgeremo nel tempo, quando sempre più si allontanerà dall'Italia e l'inerzia calerà.

    Ma ciò premesso, che può essere un parere opinabile come tanti altri, resta un fatto:

    Il problema eventuale delle privatizzazioni degli utili e delle socializzazioni delle perdite non è certo imputabile all'imprenditore che utilizza in modo legale gli strumenti che lo Stato gli mette a disposizione. Se c'è qualcosa su cui recriminare, semmai, è sui politici di quello Stato che tanto hanno permesso (e persino spesso chiesto) all'imprenditore di poter fare.

    Io so soltanto che l'impresa privata cerca di fare profitti, e che in tal modo - soprattutto in uno Stato sano - apporta valore aggiunto e benefici all'intera comunità. Finchè il comportamento dell'imprenditore non sconfina nell'illegalità, io non ci vedo nulla di male in quel che fa.

    A maggior ragione se quando decide di andarsene dall'Italia trova all'estero gli strumenti adeguati alla sua crescita e dimostra di ottenere risultati migliori a parità di tutte le altre condizioni.

    In altre parole, io da italiano mi dolgo dell'addio di FIAT all'Italia, nè più nè meno che dell'addio di migliaia di altre imprese italiane trasferitesi all'estero in cerca di ambienti più sani e fertili dove sviluppare business. E questo senza entrare nel merito della qualità del management di nessuna di queste, posto che in media possiamo dire che se qua stentavano e all'estero vanno a gonfie vele il problema probabilmente non era la loro abilità imprenditoriale, ma l'ambiente venefico in cui erano inserite.
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

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  6. #66
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    La FIAT ha preso tanto e dato tanto. Di quanto ha dato (e continuava a dare) ce ne accorgeremo nel tempo, quando sempre più si allontanerà dall'Italia e l'inerzia calerà.

    Ma ciò premesso, che può essere un parere opinabile come tanti altri, resta un fatto:

    Il problema eventuale delle privatizzazioni degli utili e delle socializzazioni delle perdite non è certo imputabile all'imprenditore che utilizza in modo legale gli strumenti che lo Stato gli mette a disposizione. Se c'è qualcosa su cui recriminare, semmai, è sui politici di quello Stato che tanto hanno permesso (e persino spesso chiesto) all'imprenditore di poter fare.

    Io so soltanto che l'impresa privata cerca di fare profitti, e che in tal modo - soprattutto in uno Stato sano - apporta valore aggiunto e benefici all'intera comunità. Finchè il comportamento dell'imprenditore non sconfina nell'illegalità, io non ci vedo nulla di male in quel che fa.

    A maggior ragione se quando decide di andarsene dall'Italia trova all'estero gli strumenti adeguati alla sua crescita e dimostra di ottenere risultati migliori a parità di tutte le altre condizioni.

    In altre parole, io da italiano mi dolgo dell'addio di FIAT all'Italia, nè più nè meno che dell'addio di migliaia di altre imprese italiane trasferitesi all'estero in cerca di ambienti più sani e fertili dove sviluppare business. E questo senza entrare nel merito della qualità del management di nessuna di queste, posto che in media possiamo dire che se qua stentavano e all'estero vanno a gonfie vele il problema probabilmente non era la loro abilità imprenditoriale, ma l'ambiente venefico in cui erano inserite.
    Dove termina l'ideologia ed inizia la parte ragionata di tutta sta cosa qui?
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

  7. #67
    Insomma senza portarcela per le lunghe, Renzi è un bugiardo! almeno su questo siamo daccordo o qualcuno ancora ha il coraggio di difenderlo?

  8. #68
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    Quote Originariamente inviata da nadyir Visualizza il messaggio
    Insomma senza portarcela per le lunghe, Renzi è un bugiardo! almeno su questo siamo daccordo o qualcuno ancora ha il coraggio di difenderlo?
    Quando farà pace con la grammatica Le sarà consentito l'utilizzo del termine bugiardo, nel frattempo se Le da tanto tormento mi propongo come volontario per la difesa dei confini renziani.
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

  9. #69
    Quote Originariamente inviata da Max Della Pena Visualizza il messaggio
    Dove termina l'ideologia ed inizia la parte ragionata di tutta sta cosa qui?
    non mi pare sia "ideologia".

    Se lo stato ti permette di scaricare la ristrutturazione di casa, tu non lo fai?

    Ecco, allora per quale motivo se lo Stato da all'imprenditore la possibilità di "socializzare le perdite e privatizzare gli utili" la cosa dovrebbe essere colpa dell'imprenditore.

    E ancora: per quale motivo se un imprenditore va all'estero e fa più affari che restando in Italia la colpa è dell'imprenditore che se ne va, e non dell'Italia che non è in grado di offrire le stesse opportunità di business.

    Dov'è l'ideologia in tutto questo? A me sembra solo un ragionamento logico e strettamente pragmatico.
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  10. #70
    Utente di HTML.it L'avatar di lnessuno
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    Concordo con il rannuvolato anche se fiat, comunque la si voglia guardare, suka duramente.

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