
Originariamente inviata da
Nuvolari2
C'era una volta un villaggio dove l'acqua arrivava tramite un antico acquedotto.
A causa di una prolungata siccità e per le inefficienze delle condotte, accadde che dai rubinetti delle case delle famiglie uscisse sempre meno acqua. All'inizio gli abitanti, per non rinunciare a usare tutta l'acqua a cui erano abituati, fecero ricorso alle loro scorte che avevano immagazzinato in passato. Così iniziarano a bollire l'acqua per la pasta usando le bottiglie di acqua accumulate nei mesi precedenti, a fare il bagno riempiendo la vasca con le damigiane della cantina, etc.
Ma l'acquedotto erogava sempre meno acqua...
Ad un certo punto, anche le scorte di acqua iniziarono a ridursi in modo molto pericoloso. Le famiglie avevano iniziato a cucinare di meno, per consumare meno acqua. Inoltre avevano anche smesso di lavarsi tutti i giorni, per cercare di limitare l'uso di acqua.
Il capo villaggio si era prodigato in promesse sempre più mirabolanti per far tornare l'acqua nell'acquedotto, ma col passare degli anni nulla era mai stato fatto per davvero e dai rubinetti ne usciva sempre meno.
Accadde nel tempo, che ad un certo punto le famiglie del villaggio furono così preoccupate nel veder calare persino le loro scorte di riserva, che iniziarono a consumare così poca acqua che pure le poche goccie che uscivano dal rubinetto gli permettevano se non altro di riempire di nuovo qualche bicchiere da mettere da parte per i tempi persino peggiori che si prospettavano all'orizzione. Per riuscirci, tuttavia, in molti avevano smesso del tutto di lavarsi, altri non cucinavano più nulla che richiedesse l'utilizzo dell'acqua, e tutti bevevano solo una volta al giorno un solo bicchiere di acqua. In questo clima di risparmioso e asfittico impiego di acqua, rinunciando alle comodità non solo più lussuose ma anche a quelle più basilari come il dissetarsi con regolarità, le famiglie riuscirono appunto a tornare a risparmiare un po' d'acqua temendo che presto l'acquedotto avrebbe persino potuto erogarne ancora meno o addirittura nulla per qualcuno.
All'apice di questa situazione, il capo vilaggio organizzò un comizio in piazza e disse:
"Non è vero che le famiglie del nostro villaggio hanno sempre meno acqua! Stiamo finalmente tornarndo ad idratarci e ad avere più acqua di prima, perchè so che molti di voi sono riusciti finalmente a tornare a mettere da parte qualche bottiglia di acqua in dispensa. Quindi mi rivolgo a quei disfattiasti che continuano a dire che l'acquedotto così com'è non va e chiedo loro di tacere, perchè la prova dei fatti dimostra che di acqua non solo ce n'è abbastanza, ma finalmente le famiglie del villaggio sono tornate ad accumularne!".
Il capovilaggio ovviamente fu subito spodestato e fu eletto dal popolo un nuovo capo villaggio. Si trattava di uno fra quelli che da tempo diceva che la siccità era durata troppo a lungo e non si poteva più fare affidamento alle vecchie politiche di gestione dell'acqua. Che occorreva quindi tappare i buchi del vecchio acquedotto per evitare gli sprechi, che era necessario costruirne uno nuovo e più adatto a servire il crescente fabbisogno del villaggio e che era arrivato il momento che le famiglie del villaggio potessero tornare finalmente a bere, cucinare e lavarsi quando volevano, senza dover centellinare ogni singola goccia d'acqua".
Non sappiamo se il nuovo capo villaggio riuscì a mettere in pratica i buoni propositi che si era prefisso di portare a termine, ma di sicuro sappiamo che il vecchio capo villaggio non aveva neppure la minima intenzione di risolvere il problema per il semplice fatto che lui non lo vedeva. E se lo vedeva, mentiva spudoratamente ai suoi paesani per paura di essere deposto.
Purtroppo quel villaggio non si trova in Italia e quindi ci teniamo il capo villaggio che dice che va tutto bene (come il suo alleato e illustre predecessore) mentre la gente non ha neppure l'acqua per bollire la pasta pur di risparmiare l'ultimo bicchiere d'acqua che esce dal suo rubinetto.