Non sono d'accordo con questa affermazione perchè nell'azienda dove lavoro non svolgo le attività che svolgerei per conto mio.
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Little Hawk te rinunceresti al posto fisso per lavorare a partita iva?!!! Scusami ma è un pò da masochisti e comunque l'attivà parallela non supererebbe i 5K annui.
Dipende dalla situazione del mercato e dalle tue skills / abilita' nel cercare clienti. Io lavoro come consulente da anni ormai, sin da quando vivevo a Londra. Adesso sono consulente fisso per un solo cliente perche' non ho tempo per altri. Se da te la situazione del mercato e' pessima, allora forse non ti conviene.
Per la risposta direi:
- leggi il contratto. Può essere indicato un qualche divieto, oppure no.
Se "oppure no" puoi fare quello che vuoi, ivi compreso aprire un partita IVA senza segnalarlo al datore di lavoro.
TUTTAVIA l'art. 2105 del codice civile prevede che tu debba "fare il bravo" a rischio licenziamento, quindi una comunicazione con relativo assenso è quantomeno opportuno, per non incorrere nel rischio licenziamento.
Poi se fai il libero professionista devi pagare l'INPS (mi sembra circa il 20% di contributi), ma se fai il commerciante allora no (devi dare comunicazione all'INPS che sei un dipendente privato a tempo pieno).
Come libero professionista avrai la ritenuta d'acconto, quindi in sostanza tra IVA, INPS e ritenuta vedi cosa ti rimane (niente, in pratica), e soprattutto non potrai vendere nulla (esempio una stampante o un hard disk, ma anche un software)
Anche qui, penso sia ovunque cosi'. Il mio caso particolare pero' e' differente perche' il mio cliente e' in un altro paese (UK). Se invece fosse qui in Finlandia allora sarebbe diverso e potrei anche avere problemi.
Non mi conviene... si guadagna molto di piu' come contractor/consultantAnzi, ben potresti far causa e farti pagare contributi, festività etc.etc costringendolo ad assumerti a tempo indeterminato![]()