Quote Originariamente inviata da M.A.W. 1968 Visualizza il messaggio
Occorre anche dire che, contrariamente a quanto avviene nelle università nordeuropee e anglosassoni in genere, in Italia spesso i corsi vengono affibbiati a chi di norma si occupa (talora anche molto validamente) di tutt'altro, per esigenze didattico-organizzative. Il che non giustifica in alcun modo l'attuale stato di cose, ma almeno ne spiega alcuni dei motivi fondamentali.
Questo è senz'altro vero, effettivamente i corsi di "calcolo numerico" da noi erano affibiati a gente che, almeno come curriculum, si occupava di tutt'altro (uno era un matematico analista che aveva fatto qualcosa di Fortran nei tempi che furono, l'altro era sì un informatico, ma sul versante teorico - mi sembra si occupasse di computer quantistici).

È anche vero che a fisica l'interesse per la parte informatica in sé era abbastanza limitata, ma a quel punto non si capisce la scelta di insegnare C++ (con l'atroce libreria Root): nella vita di tutti i giorni del fisico sperimentale sarebbe cento volte più utile e produttivo imparare un linguaggio di scripting (con tutte le reti di sicurezza del caso) con binding a strumenti matematici/statistici/grafici potenti (Python + numpy/scipy, MatLab, Mathematica, R, Octave, ...) piuttosto che farsi del male con linguaggi unsafe che comunque non si sanno padroneggiare.