Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
Eh!
Però la differenza è che io se non altro rimiro qualcuno che ha salvato dal fallimento la più grossa anzienda industriale italiana e che messo in palese condizione di non poter più lavorare in Italia (come la maggior parte degli imprenditori ) si è trasferita all'estero dimostrando di continuare ad ottenere ottimi risultati industriali ed economici.
Come dire: il loro lavoro hanno dimostrato di saperlo fare, se non altro. Se avessimo un politico capace a dirigere il Paese come Marchionne è stato capace di dirigere la Fiat, oggi l'Italia sarebbe tornata nel G8, avrebbe un PIL in crescita, investirebbe in ricerca e sviluppo nella media dei Paesi più avanzati, e insegnerebbe agli americani a fare "sistema".
Diciamo che mi accontenterei
Del Sig. Vendola, invece, io ricordo le risate servili al telefono su una immane tragedia... nulla più.
«Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi
Lui no. Con i soldi e le risorse che ha un gruppo come quello Fiat non è difficile nè traumatico spostare tutto in qualche Paese più civile e accogliente (dal punto di vista imprenditoriale) dell'Italia. Che so, Paesi come Stati Uniti, Olanda, Inghilterra. Come vedi non paradisi fiscali, ma semplicemente Paesi normali.
I poveretti invece siamo noi italiani che grazie alle politiche scellerate dei nostri governanti abbiamo visto regalare alle casse dell'erario di altri Paesi tantissime delle migliori aziende italiane. Come sicuramente saprai Fiat è solo l'ultima grande azienda in ordine di tempo ad essersene andata dall'Italia.
Ti risparmio l'elenco di chi se ne è andato per non fondere il server del forum
Ma voi continuate a dare la colpa agli imprenditori brutti e cattivi eh! Sia mai che qualcuno riesca prima o poi a capire perchè fuggono tutti dall'Italia (dai neolaureati alle imprese secolari)... se la risposta è: per colpa dei governi passati e ovviamente presenti, allora la risposta deve essere per forza sbagliata.
Dagli all'imprendtore brutto e cattivo! Hai ragione tu!![]()
«Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
marchionne mi pare che oltre ai propri intreressi abbia dimostraro di saper fare molto bene quelli di Fiat. L'imprenditore è l'azionista che lo ha scelto. E stai certo che se Marchionne non sapesse fare gli interessi di Fiat, lo avrebbero già cacciato da anni.
Ma del resto se il salvataggio di Fiat dal fallimento e se l'operazione Chrysler non sono abbastanza per capirlo, allora qualsiasi altra parola a che servirebbe?
Ultima modifica di Nuvolari2; 27-01-2015 a 11:12
«Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi
Ad ogni modo vorrei tornare sul punto da cui ero partito:
Cosa ci si trova da ammirare al punto da metterselo come avatar, in un uomo che ridacchia al telefono in modo servile su una disgrazia immane?
Marchionne non mi risulta nè che sia stato pescato a ridacchiare di morti di tumore sul posto di lavoro, nè io ho messo il suo faccione come avatar. Il paragone è dunque già solo per questo fuoriluogo.
e bene inteso: ognuno è libero di usare l'avatar che vuole, io ero solo incuriosito da cosa spingesse una persona non tesserata al partito (che in quel caso posso capire, per ragioni di bandiera) a inneggiare ad un politico che ha fatto e detto le cose che abbiamo ascoltato tutti in quella famosa intercettazione.
«Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi
Tornando al tema: credo che per chi sceglie un avatar vi sia una forma di riconoscimento, ammirazione, credo, nostalgia o altro per cui in qualche modo vi si impersona.
Più o meno che usare Stalin Hitler o, senza andare lontano, qualche politucolo italiano.
Io stesso utilizzo un avatar di una persona che assomigliava in maniera incredibile a mio padre.
Vede, caro Marchionari, le ideologie chiudono gli occhi alle genti rendendo gli uomini ciechi a quel che non vogliono vedere.
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
Egregio ed amico, è evidente che il nuvolo che La circonda e l'accompagna nel Suo essere è filtrato in qualche modo nella Sua sede preposta al ragionamento e valutazione ed è andato ad offuscare la chiara visione che permette alle persone di poter distinguere e valutare quello che è bene e male, giusto o sbagliato, etico o immorale.
L'operato di Marchionne e della Fiat, messo a confronto con la forza lavoro immolata in nome, giustamente a Suo dire, del "messa in palese condizione di non poter più lavorare in Italia" è un abominio industriale, un calcio alla riconoscenza per tutti gli aiuti statali tanto munificamente elargiti dai politici di turno, una rincorsa al voler continuare a guadagnare non investendo nel Paese e sul prodotto che quel Paese dovrebbe rappresentare.
Se avessimo un politico con le stesse capacità di Marchionne, stia ben certo che nel breve smonterebbe e porterebbe tutto il possibile dove "sia messo in condizione di operare".
Per tornare nel G8, non servono dei marchionni, servono i coglionni per rimanere ed investire nel nostro Paese.
Con immutato affetto e stima (pur se messa a dura prova), Suo MdP.
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
giusto per chiarire due punti, dei modelli del gruppo fiat, gli unici due che non sono fatti in italia sono la 500 e la 500l. Tutto il resto e` made in italy, compresa la jeep renegade primo frutto delle avventure oltre oceano.
Sta storia dell'eterna riconoscenza allo stato italiano per degli aiuti ricevuti decenni fa e` anacronistica. La fiat non fa ne beneficenza ne politica. Ha lavorato e continua a lavorare in italia e i soldi che ha preso sono stati ampiamente restituiti sottoforma di lavoro e tasse per migliaia di persone.