premetto che non ho letto la lettera del padre in questione (e, per vari motivi, neanche mi interessa a dire il vero)

riguardo al discorso <compiti delle vacanze> io la vedo un piu' o meno in questo modo:

se a voi (noi) lavoratori ci venisse detto: toh, porta a casa un po' di queste scartoffie che cosi' mentre sei in ferie le sbrighi e ti tieni in allenamento, giusto per non perdere il ritmo*, come ci comporteremmo e cosa diremmo/penseremmo?

la scuola per il bimbo/ragazzo, corrisponde a quello che per tutti noi piu' grandicelli e' il lavoro quindi, nelle ferie/vacanze, e' giusto che anche loro possano sentirsi liberi di fare cio' che vogliono (n.b. : a qualcuno potrebbe anche piacere fare i compiti)

il tutto, ovviamente, e' un mio personalissimo punto di vista.

*non credo sia necessario sottolineare come ci si sente nei primi giorni di rientro in ufficio dopo 3/4 settimane di vacanza...