Effettivamente si tratta di spazzatura, non c’è ombra di dubbio. Capisco che abbiano scatenato tanta rabbia e risentimento, anzi, mi meraviglio che non ci siano state reazioni più violente. Quelle vignette non hanno alcun merito, di nessun genere. Sarebbe questa la satira? Che genere di satira? Dove? In quale dettaglio? No, è uno schiaffo in faccia, una provocazione crudele e insensibile. Non raggiunge alcuno scopo qualsivoglia, politico, polemico o morale. È un gigantesco nulla, un vuoto sgradevole e inutile. I francesi hanno una splendida espressione sdegnosa, à quoi ça sert? A cosa serve? Qual è il suo scopo, a cosa mira?
La satira è implacabile e corrosiva. La satira è scomoda e aggressiva. È questa la sua vera natura. Non esiste una satira cortese e educata. Sarebbe come una barzelletta corredata da note a piè di pagina. La satira è un cazzotto in faccia, seriamente. E nessuno lo sa meglio degli italiani, con la loro tradizione di canzonature e sberleffi, talora in chiave surreale e giocosa, talora brutalmente realista. Far passare per satira quest’ondata di fango, irriguardosa quanto puerile, risulta davvero imbarazzante.
Non conosco l’autore delle vignette, tale Felix. Non conosco le sue intenzioni. Voleva forse prendere di mira la mafia? In tal caso non è riuscito nel suo intento, e io non sono certo stupido.