Linkato, perculamento di Max della Pena a parte (che lascia il tempo che trova), io credo proprio invece di aver capito quello che scrivi.
Tu scrivi esattamente che:
1. esiste un debito sostenibile e necessario per fare investimenti e creare sviluppo, vedi paesi nordici che hanno comunque un debito del genere...

2. esiste invece un debito passivo enorme e insostenibile che si avvita su se stesso e crea altro debito mangiandosi tutto, anche le poche risorse che nel frattempo si riescono a creare. Un debito passivo che non crea investimenti e sviluppo, viene generalmente utilizzato solo per mire elettorali.

In Italia è stato fatto soprattutto quest'ultimo debito e si continua allegramente. Per adesso questo debito passivo ed enorme verrà pagato con le pensioni future dei trentenni e quarantenni, se si continuerà così occorrerà una patrimoniale che inciderà sul debito privato e distruggerà del tutto la nostra economia...

Se non si comprendono queste due basilari differenze è inutile continuare a discutere... e torniamo ai soliti discorsi da bar fra ubriachi...
Il debito dei nordici è bello e il nostro è brutto, perché usato massicciamente senza limiti.
E allora ti dico che non conosci i dati.
L'Italia aveva un rapporto deficit/PIL del 60% fino a metà degli anni '80. Poi a causa del divorzio tra BDI e Tesoro, voluto in preparazione all'ingresso nel sistema SME (antesignano del sistema euro), gli interessi sul debito sono schizzati. In effetti se guardi bene i dati, il nostro deficit al netto degli interessi sul debito rispetto al bilancio dello stato è sempre stato abbastanza basso (da più di 10 anni siamo in avanzo di bilancio!). Sono gli interessi che stanno mangiando il nostro rapporto deficit pil. Altro che spese pazze.
Il tuo riferimento ad Argentina e Venezuela poi mi fa capire che hai un'ignoranza basilare su questi argomenti (detto senza polemica, proprio non conosci la questione, altrimenti non li avresti nemmeno nominati).

Sul fatto che il mondo è cambiato, volevo solo informarti che fuori dall'area euro le nazioni sopravvivono e anzi prosperano e che la crisi del 2008 continua a fare danno solo dentro l'area euro. Il resto del mondo l'ha superata brillantemente.