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Discussione: troll, ma sul serio

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  1. #1
    Quote Originariamente inviata da Kahm Visualizza il messaggio
    primo punto che mi sono sempre lamentato: facebook non ha una sua efficente organo di controllo
    io mi lamentano sempre delle notizie false acchiappaclick, ed ecco che quando tocca i loro interessi, vedi elezioni trump dove viene accusato Facebook , subito si inizia a prendere precauazioni e tagliare i guadagni di chi da false notizie.
    è semplice, basta toccare il portafogli di chi è preposto a vigilare ma non lo fa.
    ora ci sono i problemi riguardo le persone che non capiscono che inveire pubblicamente contro un ministro è reato, facebook cosa fa? NULLA aspettiamo la prima querela e vediamo risultati

    ma chissa perchè in Italia si agisce sempre dopo il morto

    fb non sottosta' alle regole italiane; fb pero' deve fare i conti con il fatto che la politica del tenersi fuori, non funziona: vale per fb e vale per google (la questione delle notizie rilevanti); quanto ai tempi, e' vero che finora fb e google (prendiamo i maggiori spazi coinvolti) si sono appellati alla politica della neutralita', pero' ha senso, ha senso che abbiano scelto finora di non esporsi, lasciando libero spazio alle idee di tutti; ora pero' stiamo avendo abbastanza informazioni da renderci conto che questo sentiero non e' piu' percorribile, per via delle ripercussioni sociali che comporta (la manipolazione, tramite per esempio le notizie acchiappaclick, del sentire comune, che porta la societa' a scelte poco ragionate*) e ha senso che ci si rifletta su e si prendano delle contromisure (il bollino di affidabilita' alle notizie di cui si e' sentito parlare, per esempio)

    d'altro canto stiamo usando uno strumento molto potente da troppo poco tempo, per conoscerne a priori l'impatto; i social sono presenti nella nostra vita da 10 anni, iniziamo a vederne oltre i pregi, anche i difetti, e' tempo di fermarsi a ragionare su di essi: secondo me ci sta

    * preciso che per scelte ragionate non intendo questa e' buona e l'altra non lo e'; per me qualsiasi scelta e' buona, quando pero' e' supportata dalla giusta informazione: se uno sceglie informato, quel che sceglie mi sta bene; quel che non mi sta bene sono le scelte "di pancia", di qualunque genere siano

  2. #2
    Utente di HTML.it L'avatar di Max Della Pena
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    Ma un troll fa questo oppure dovremmo modificarne la definizione?

    La rete potrà pure chiamarli troll, ma io non concordo assolutamente, questi sono assolutamente altro.

    Quando Amanda Kleinman ha deciso di reagire erano già settimane che gli insulti e le minacce violente le comparivano sullo schermo. Kleinman allora ha scorso le centinaia di messaggi aggressivi che aveva ricevuto, cercando quello che l’aveva disturbata di più.

    Dall’inizio del cosiddetto "Pizzagate” – la teoria del complotto falsa diventata virale che collegava Hillary Clinton a un’inesistente rete di pedofili che usava come base una pizzeria di Washington – i suoi account online erano sommersi.

    Anche Kleinman era stata definita una pedofila, solo perché il suo gruppo musicale si era esibito al ristorante al centro delle accuse false.

    I complottisti avevano pubblicato il suo indirizzo, avevano mandato dei messaggi al suo datore di lavoro e l’avevano minacciata usando parole così vili da non poter essere riportate nemmeno con un eufemismo.

    Aveva chiamato la polizia, parlato con i media e si era sfogata sui social network: ora era arrivato il momento di fare la spia con le madri dei suoi molestatori.


    Con un clic è arrivata sul profilo Facebook del più vile dei suoi molestatori.

    Un altro clic e stava guardando chi erano i suoi amici.

    Pochi minuti dopo ha trovato la donna che stava cercando. «Cara Lamia», le ha scritto Kleinman, «volevo sapere se per caso ha un figlio che si chiama John».

    Per le persone che vengono prese di mira dai troll di internet, spesso la cosa più frustrante è l’assenza di una soluzione chiara.

    Se contrattacchi parlando pubblicamente della tua situazione, è probabile che ti stia rendendo un bersaglio ancora più grande.

    Se te ne stai tranquillo nella speranza che gli stalker online passino oltre, potresti avere o dare la sensazione di aver permesso che ti mettessero a tacere.

    Kleinman si era stancata di essere nella situazione in cui avrebbe avuto la peggio in ogni caso.

    «Non ho mai conosciuto John e mi dispiace moltissimo», ha scritto alla madre del troll, «le sto raccontando tutto questo solo nel caso in cui sia suo figlio. Se è così forse dovrebbe parlargli».
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

  3. #3
    Utente di HTML.it L'avatar di vonkranz
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    leggendo l'articolo pero' mi sono posto una domanda:
    ma c'e' differenza tra stalker e troll o possono essere sinonimi?
    o il significato odierno di troll e' cambiato?
    io ho sempre pensato che il troll fosse piu' un perculeggiatore senza secondi fini o con volonta' di annientare qualcuno, uno che spara un paio di cavolate palesemente fuori luogo in una discussione giusto per fare un po' di "confusione", magari viaggiando anche sul filo dell'ironia.
    non ho mai pensato ad un troll come a qualcuno che arriva a minacciare, insultare o a infangare qualcun'altro.
    ma forse l'ho sempre interpretato male io il termine.
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  4. #4
    Utente bannato
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    Quote Originariamente inviata da vonkranz Visualizza il messaggio
    ma forse l'ho sempre interpretato male io il termine.
    Il tuo dubbio è più che legittimo, l'articolo crea parecchia confusione e ho letto un po' di commenti che in effetti confermano questo problema.

    L'articolo è molto interessante in termini di aumento del flusso di visitatori su Il Post, ma a mio parere l'autrice avrebbe dovuto prima chiarirsi le idee, o almeno impostare il discorso un po' meglio, ne risulta infatti, come hai fatto notare, che stalker e troll potrebbero rientrare nella stessa categoria, ma non può essere così, ma nemmeno lontanamente

  5. #5
    Quote Originariamente inviata da vonkranz Visualizza il messaggio
    leggendo l'articolo pero' mi sono posto una domanda:
    ma c'e' differenza tra stalker e troll o possono essere sinonimi?
    boh, magari ho semplificato io nel titolo, oppure certe distinzioni precise a cui eravamo abituati, si molto attenuate, confondendosi tra loro

  6. #6
    Utente di HTML.it L'avatar di vonkranz
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    Quote Originariamente inviata da rebelia Visualizza il messaggio
    boh, magari ho semplificato io nel titolo, oppure certe distinzioni precise a cui eravamo abituati, si molto attenuate, confondendosi tra loro
    beh, comunque il titolo dell'articolo nel link e' <<Come rispondere ai troll>> e poi nell'articolo si parla di personaggi che insultano, minacciano di morte ecc.

    non mi pare una tua semplificazione.
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  7. #7
    e questi invece come vogliamo chiamarli? odiatori seriali?

    Il premier Gentiloni ricoverato al Gemelli e sul web un esercito di commentatori si augura la sua morte. Tra insulti e maledizioni, è un triste copione che si ripete. Poche settimane fa era capitato alla presidente Boldrini, operata a Pisa. Prima di lei a Bersani, in rianimazione dopo un ictus
    da qui: http://www.linkiesta.it/it/article/2...in-rete/32922/

    e a proposito di responsabilita':

    Qualche giorno fa i magistrati hanno condannato il gestore di un sito, considerato responsabile dei commenti di alcuni lettori. Una vicenda particolare, certo, che però obbliga a un ulteriore ragionamento sul rapporto tra giornali e lettori. E sulla necessità di rivalutare il limite tra libertà d’opinione, offese e diffamazione. Ecco perché la moderazione dei commenti diventa sempre più un’esigenza per le testate online. A tutela del lavoro giornalistico ma anche, più semplicemente, per salvaguardare gli utenti che vogliono alimentare un dibattito civile.
    circa la parte in grassetto, devo dire che secondo me "l'igiene" della rete funziona come quella del territorio: si ottengono buoni risultati solo se ognuno fa la sua parte; non credo nel "pago le tasse, altri devono pulire" e non credo nel "le autorita' devono vigilare e io me ne lavo le mani": in entrambi i casi, quel che fa veramente la differenza e' l'impegno di ognuno

  8. #8
    Utente di HTML.it L'avatar di vonkranz
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    Quote Originariamente inviata da rebelia Visualizza il messaggio
    e questi invece come vogliamo chiamarli? odiatori seriali?
    io francamente non mi stupisco. il genere umano, salvo qualche eccezione, fa schifo. non fosse cosi' marcio, non ci sarebbero le guerre, le dittature, non staremmo depredando i mari o distruggendo le foreste per meschina avidita'.

    e tutto l'odio, il risentimento, l'astio, la ferocia che emerge da post come quelli non sono nient'altro che i mattoni che stanno alla base di quello che ho scritto sopra.

    ci siamo evoluti spazzando via con ferocia i competitori che avevamo nel nostro territorio usando pietre e bastoni. il fatto che ora siamo tecnologicamente piu' avanzati cambia gli strumenti che usiamo, ma non la nostra natura.

    mia personalissima opinione ovviamente.
    ...and I miss you...like the deserts miss the rain...

  9. #9
    Utente bannato
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    Quote Originariamente inviata da vonkranz Visualizza il messaggio
    il genere umano, salvo qualche eccezione, fa schifo. non fosse cosi' marcio, non ci sarebbero le guerre, le dittature, non staremmo depredando i mari o distruggendo le foreste per meschina avidita'.
    Questo punto che condivido in pieno, tutta la storia nota dell'umanità ce lo conferma, dovrebbe far riflettere un po' prima di dar credito a chiunque voglia farci credere di essere in grado di risolvere problemi, migliorare il mondo e tutto il pacchetto Zen Vita Felice.

    Ma noi esseri umani oltre a far schifo di nostro, e non è un'offesa perché siamo geneticamente fatti così, pretendiamo che siano altri a risolverci le questioni di sopravvivenza, mentali, ideologiche, comportamentali.
    Ci inventiamo entità astratte a cui attribuiamo immensi poteri, poi ci incazziamo doppiamente perché queste entità, che abbiamo creato noi, si rifiutano di ricompensarci.
    Oppure scegliamo qualcuno dei nostri simili a cui concedere poteri e capacità in base a chi meglio si vende in tal senso, e anche qui ci incazziamo perché allo stesso modo alla fine ci delude, sempre.

    Quote Originariamente inviata da vonkranz Visualizza il messaggio
    e tutto l'odio, il risentimento, l'astio, la ferocia che emerge da post come quelli non sono nient'altro che i mattoni che stanno alla base di quello che ho scritto sopra.
    Rispetto a qualche secolo fa oggi siamo arrabbiatissimi in musura infinitamente maggiore. Oltre a una bella serie di frustrazioni con cui dobbiamo convivere, dal senso della vita al senso della disonestà dei nostri simili, siamo letteralmente bombardati da una quantità colossale di informazioni in tempo quasi reale.

  10. #10
    hai una visione ben piu' cupa della mia, non oso pensare a che livello di cupezza raggiungerai quando sarai anziano come me

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