La penso anch'io così, ma penso anche che ora sia il momento di darci un bel taglio.
In particolare punto il dito non tanto verso quegli utenti definiti webeti, imbecilli, frustrati e via dicendo, ma contro tutte le testate online che sfruttano questa imbecillità per aumentare il flusso di utenza.
Prendo ad esempio ANSA come agenzia stampa, nel 90% delle volte il tono e le accuse che si possono leggere nei commenti di un articolo ad esempio di cronaca risultano di fatto più cruenti e raccapriccianti del fatto stesso.
Secondo me è necessario rivedere o creare delle regole, delle leggi specifiche, che mettano nella condizione l'imbecille / frustrato di turno di riflettere attentamente prima di apostrofare come zoccola, puttana, incosciente, da sbattere in galera e buttare la chiave, da far violentare da.. etc etc.., una madre che si schianta in auto contro un albero, i figli nel sedile posteriore, per poi scoprire che aveva avuto un malore per un problema cardiaco mai scoperto. Quindi non stava messaggiando allegramente su whatsapp, non si stava truccando, non si faceva un selfie.
E così siamo all'estremo opposto tra diritto di satira e libertà di distruggere la reputazione di una persona.
E mi pare di capire che ci si indigna di più per un messaggio satirico non compreso che di fronte a uno scempio di migliaia di commenti che tutti i giorni appaiono su quasi tutte le testate online, in particolare sui social.


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