Credo che, se invece di essere italiano tu fossi nato nei territori in cui noi partecipiamo alle "missioni di pace armata" insieme agli americani, anche tu avresti qualcosina da ridire su ciò che sta accadendo.
Credo che se ci fosse un minimo di capacità di riconoscere la nostra stessa ipocrisia, le missioni di pace verrebbero chiamate "missioni di guerra", volendo essere gentili. "Missioni criminali" sarebbe forse più appropriato.
E per finire, credo che un attacco kamikaze sia enormemente meno vigliacco che mandare aerei a pilotaggio remoto a bombardare civili (facendo due passaggi, per essere sicuri di ammazzare anche i soccorsi), o utilizzare armi chimiche nonostante questi siano universalmente considerati crimini di guerra.
Questo è ciò che ha detto la tipa:
Se invece di partire dal patetico presupposto che "lo facciamo per il loro bene", quando ormai è evidente che non è così e lo dimostriamo in tutti i modi, dai motivi delle "visite" fino ai metodi, ne guadagneremmo tutti.«Un’ideologia criminale lo aveva convinto che quella strage fosse un gesto eroico e lo aveva mandato a morire - ha detto riferendosi al kamikaze che piombò sulla base italiana a bordo di un automezzo imbottito di esplosivo -. E non è escluso che quel giovane, come tanti kamikaze islamici, fosse spinto dalla fame e dalla speranza che quel suo sacrificio sarebbe servito per far vivere meglio i suoi familiari, che spesso vengono risarciti per il sacrificio del loro caro . E se i nostri militari furono vittime, non furono solo vittime dell’ideologia terroristica, ma anche della politica occidentale: la politica dei nostri Governi, che spedirono e continuano a spedire i nostri ragazzi sui fronti di guerra, raccontando loro che è eroico occupare i territori di altri popoli col pretesto che si sta portando la pace, quando invece si fomentano talvolta le ideologie terroristiche, e tutti i drammi che ne conseguono».


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