Quote Originariamente inviata da valia Visualizza il messaggio
credo che siamo a questo punto proprio perché nessuno ha realmente sanzionato questi comportamenti.
Un po' come quando i tuoi figli sbagliano o fanno qualche marachella, se rimproveri e minacci una punizione, se poi ti impietosisci e lasci perdere, hai fatto 2 danni:
1. hai dimostrato a tuo figlio che la autorità vale zero (non fai quello che dici)
2. hai dimostrato a tuo figlio che può fare quello che vuole perché tanto poi lasci perdere.

Insomma, dimostri che anche se ci sono le regole, fai quello che ti pare tanto poi non succede niente.

Capisco il dubbio pensando al futuro del ragazzo, ma siamo di fronte ad un pubblico ufficiale che fa abuso di potere (e già potrei punire questo), un insegnante costretto a interrompere le sue normali funzioni (e vorrei capire chi è rimasto in aula) per farsi insultare, nel ruolo di pubblico ufficiale che ha a scuola, da un altro pubblico ufficiale.
E mi spiace, non credo nemmeno alle scuse, molto simili a lacrime di coccodrillo consigliate da un avvocato nella speranza che la denuncia venga ritirata.
Sono comportamenti che non vanno avallati o altro, se adesso deve ritirare la denuncia, avrebbe fatto meglio a non farla in partenza
"Lei non sa chi sono io" non configura alcun abuso di potere, solo spocchia.....
La scuola ha sbagliato in varie cose, così come ha sbagliato il genitore.
Ma la mera repressione non serve ad una cippa, se non accompagnata da una vera educazione. Anzi, a volte l'educazione da sola riesce laddove la repressione fa solo danni. La minaccia di una denuncia è bastata a far abbassare il capino al poliziotto, a dimostrazione di questo fatto.
Ma alla minaccia deve seguire qualcosa, come una riunione per spiegare la situazione, per evitare che la cosa muoia lì così, come prevaricazione della scuola che dice "qui si fa come dico io e basta". Non so se mi sono spiegato bene....