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  1. #1
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    Certo, e infatti il prodotto interno lordo PER CAPITE in Italia pre EURO e' sempre stato piu basso di dopo EURO

    http://research.stlouisfed.org/fred2/series/ITARGDPC

    I numeri dicono che in media le persone hanno piu ricchezza reale ora che non prima del 2000.

    Mostra numeri, che parlare per luoghi comuni non ha alcun valore.
    Fornisco diapositiva: pil pro capite (anche) al di fuori dell'Italia.

    Nota a margine: il potere di acquisto in Italia è tornato ai livelli di ben prima che arrivasse l'Euro...

  2. #2
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    Fornisco diapositiva: pil pro capite (anche) al di fuori dell'Italia.

    Nota a margine: il potere di acquisto in Italia è tornato ai livelli di ben prima che arrivasse l'Euro...
    Scusa la domanda ma non veramente non capisco.

    Veramente in Italia il potere di acquisto è lo stesso del 1995/2000?
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

  3. #3
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    Scusa la domanda ma non veramente non capisco.

    Veramente in Italia il potere di acquisto è lo stesso del 1995/2000?
    Così pare

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014...ricita/836887/

    Secondo l’Istat nei primi nove mesi del 2013 il potere d’acquisto delle famiglie è calato dell’1,5% nei confronti dello stesso periodo del 2012. Un dato “sottostimato” per il Codacons, ma ancora più preoccupante se analizzato in termini pro capite: “Il potere d’acquisto delle famiglie italiane èarretrato di 25 anni. Ciò è complementare al significativo aumento della povertà negli ultimi anni”, calcola la società di studi economici Nomisma

    ...

    Sul secondo fronte parlano chiaro i dati forniti da Terna secondo la quale per il secondo anno consecutivo la domanda di elettricitàin Italia registra un segno negativo. Numeri alla mano, i primi dati provvisori elaborati sul fabbisogno di energia elettrica nell’anno appena concluso fanno segnare una flessione del 3,4% rispetto al 2012, che a sua volta aveva chiuso con un calo dell’1,9% sul 2011. In termini generali si tratta del calo più consistente da inizio secolo dopo quello del 2009.

    ...

    E intanto dai dati Bankitalia emerge un taglio dell’80,1% delrisparmio delle famiglie dal 2002 al 2012. “Il risparmio delle famiglie italiane è stato falcidiato a partire dal 2002 con l’introduzione dell’euro. Balza agli occh con una diminuzione da 95 miliardi di euro a 18,863 miliardi di euro”, ha commentato il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, sostenendo che i dati dell’Istat sulla propensione al risparmio delle famiglie sono “troppo ottimistici”.

  4. #4
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    A sensazione il punto massimo del potere d'acquisto mi sembra fosse stato tra il 1998 ed il 2002, comunque, analizzando questa frase:

    E intanto dai dati Bankitalia emerge un taglio dell’80,1% delrisparmio delle famiglie dal 2002 al 2012. “Il risparmio delle famiglie italiane è stato falcidiato a partire dal 2002 con l’introduzione dell’euro. Balza agli occh con una diminuzione da 95 miliardi di euro a 18,863 miliardi di euro”, ha commentato il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, sostenendo che i dati dell’Istat sulla propensione al risparmio delle famiglie sono “troppo ottimistici”.

    Io credo che il risparmio degli italiani sia diminuito non per l'introduzione dell'Euro ma quanto per l'esagerata politica del comprare a rate iniziata più o meno nel 2000, politica che ha fatto comprare qualsiasi cosa a tutti pensando che "tanto la pago 50 Euro al mese".

    Ovviamente Bankitalia, che avrebbe dovuto sorvegliare e garantire un corretto accesso al credito da parte delle famiglie, da la colpa all'Euro, ma chi avrebbe dovuto fare controllo non è che sia brillato, parlo di associazioni dei consumatori politici banche sindacati ecc.
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

  5. #5
    Quote Originariamente inviata da Max Della Pena Visualizza il messaggio
    A sensazione il punto massimo del potere d'acquisto mi sembra fosse stato tra il 1998 ed il 2002, comunque, analizzando questa frase:

    E intanto dai dati Bankitalia emerge un taglio dell’80,1% delrisparmio delle famiglie dal 2002 al 2012. “Il risparmio delle famiglie italiane è stato falcidiato a partire dal 2002 con l’introduzione dell’euro. Balza agli occh con una diminuzione da 95 miliardi di euro a 18,863 miliardi di euro”, ha commentato il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, sostenendo che i dati dell’Istat sulla propensione al risparmio delle famiglie sono “troppo ottimistici”.

    Io credo che il risparmio degli italiani sia diminuito non per l'introduzione dell'Euro ma quanto per l'esagerata politica del comprare a rate iniziata più o meno nel 2000, politica che ha fatto comprare qualsiasi cosa a tutti pensando che "tanto la pago 50 Euro al mese".

    Ovviamente Bankitalia, che avrebbe dovuto sorvegliare e garantire un corretto accesso al credito da parte delle famiglie, da la colpa all'Euro, ma chi avrebbe dovuto fare controllo non è che sia brillato, parlo di associazioni dei consumatori politici banche sindacati ecc.
    non credo e non ci sono voci di economisti che io abbia ascoltato (nè pro, nè contro l'Euro) che dicano che la colpa del calo dei risparmi sia degli acquisti a rate. E il motivo penso sia anche abbastanza logico: la rateizzazione aiuta a incrementare i consumi e a sostenere la domanda. Ma il problema che abbiamo oggi e che ha disintegrato i risparmi e la capacità di risparmio è esattamente opposto: i consumi sono in calo, la domada è crollata.
    I salari sono in picchiata e i diritti dei lavoratori stanno evaporando (e il Jobs Act peggiora la situazione *).

    E non solo: la disoccupazione è al suo massimo dal dopoguerra. Siamo messi come se uscissimo da una guerra, solo che la guerra non è ancora finita e il Paese e la sua economia stanno ancora deteriorandosi. La cosa subdola, però, è che in qusta guerra non ci sono bombe che cadono, ma equazioni economiche e operazioni valutarie che sfuggono alla comprensione (e diciamolo, anche all'interesse) della persona comune (ovviamente anche mia, nonostante almeno in linea di massima riesca a raccapezzarmi). Quindi è anche una guerra silenziosa e subdola che non dà percezione di esistere e comunque non nei suoi contorni essenziali alla maggiormparte delle persone.
    I risparmi non ce li siamo spesi in rate del telefonino (anche se fa sempre la sua scena accennarlo), ce li siamo spesi per sostenere i figli che hanno perso il lavoro, per sostenere i propri genitori con una pensione al di sotto della soglia di povertà (qualche milione di persone, non quattro gatti), per pagare tutte quelle cose i cui prezzi reali sono raddoppiati rispetto a pochi anni fa (soprattutto beni essenziali), etc.

    Il problema non sono le rate del TV, ma i salari azzerati di chi prima lavorava e la rata del TV se la poteva tutto sommato pagare sorridendo e poi si è trovato inaspettatamente senza il lavoro nè una prospettiva di trovarne uno negli anni successivi.

    * il jobs act peggiora la situazione perchè la svalutazione se non puoi farla sulla moneta la devi fare sul costo del lavoro. Costo del lavoro che è composto da salario, fisco e diritti del lavoratore (sì, i diritti rappresentano un costo economico. Utile e giusto da pagare, ma pur sempre, inevitabilmente e freddamente un costo).
    Quindi se devi svalutare internamente (cioè non la moneta, perchè non puoi) ecco che adotti politiche di taglio dei salari e di cancellazione dei diritti dei lavoratori. La pressione fiscale quella no. Non la toccano, se no come danno da mangiare all'affamata macchina dello stato? (E dei suoi amichetti mafiosi).

    Quindi i politici che ci dicono e vi dicono che l'Euro è una figata e non si tocca, dovrebbero anche dirvi che quella figata di Euro per non farci collassare ci obbliga a segare i salari e a distruggere i diriti dei lavoratori conquistati in 40 anni di lotte costate anche la vita a parecchie persone.

    Potete non credere a me, ma leggete qualsiasi economista italiano, europeo o del mondo e leggerete presso qualsiasi corrente di pensiero economico la stessa legge: se non si può svalutare esternamente (ovvero la moneta) l'unica via è svalutare internamente (taglio dei salari e dei diritti). Tertium non datur. Ed è una ovvietà (neppure una teoria economica) conosciuta da almeno 60 anni.

    Chi vuole l'Euro è libero di esprimere la sua opinione, ma deve essere consapevole cosa comporta.
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  6. #6
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    * il jobs act peggiora la situazione perchè la svalutazione se non puoi farla sulla moneta la devi fare sul costo del lavoro. Costo del lavoro che è composto da salario, fisco e diritti del lavoratore (sì, i diritti rappresentano un costo economico. Utile e giusto da pagare, ma pur sempre, inevitabilmente e freddamente un costo).
    Quindi se devi svalutare internamente (cioè non la moneta, perchè non puoi) ecco che adotti politiche di taglio dei salari e di cancellazione dei diritti dei lavoratori. La pressione fiscale quella no. Non la toccano, se no come danno da mangiare all'affamata macchina dello stato? (E dei suoi amichetti mafiosi).
    Senza contare il piccolo ma non trascurabile effetto collaterale che eliminando i diritti dei cittadini senza toccare i privilegi del potere si instaura un meccanismo naturale di escalation dittatoriale mai disprezzato, ma sempre agognato, da chiunque abbia la possibilità di accedervi, di destra o sinistra che sia.
    Google mente sulla sua popolarità. Leggendo quel che scrivono gli altri, credo di essere l'unico ad usarlo ed a trovare quello che cerco.
    Il 60% di tutte le mie risposte è un copia-incolla dal primo risultato di Google.

  7. #7
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    non credo e non ci sono voci di economisti che io abbia ascoltato (nè pro, nè contro l'Euro) che dicano che la colpa del calo dei risparmi sia degli acquisti a rate. E il motivo penso sia anche abbastanza logico: la rateizzazione aiuta a incrementare i consumi e a sostenere la domanda. Ma il problema che abbiamo oggi e che ha disintegrato i risparmi e la capacità di risparmio è esattamente opposto: i consumi sono in calo, la domada è crollata.
    I salari sono in picchiata e i diritti dei lavoratori stanno evaporando (e il Jobs Act peggiora la situazione *).

    E non solo: la disoccupazione è al suo massimo dal dopoguerra. Siamo messi come se uscissimo da una guerra, solo che la guerra non è ancora finita e il Paese e la sua economia stanno ancora deteriorandosi. La cosa subdola, però, è che in qusta guerra non ci sono bombe che cadono, ma equazioni economiche e operazioni valutarie che sfuggono alla comprensione (e diciamolo, anche all'interesse) della persona comune (ovviamente anche mia, nonostante almeno in linea di massima riesca a raccapezzarmi). Quindi è anche una guerra silenziosa e subdola che non dà percezione di esistere e comunque non nei suoi contorni essenziali alla maggiormparte delle persone.
    I risparmi non ce li siamo spesi in rate del telefonino (anche se fa sempre la sua scena accennarlo), ce li siamo spesi per sostenere i figli che hanno perso il lavoro, per sostenere i propri genitori con una pensione al di sotto della soglia di povertà (qualche milione di persone, non quattro gatti), per pagare tutte quelle cose i cui prezzi reali sono raddoppiati rispetto a pochi anni fa (soprattutto beni essenziali), etc.

    Il problema non sono le rate del TV, ma i salari azzerati di chi prima lavorava e la rata del TV se la poteva tutto sommato pagare sorridendo e poi si è trovato inaspettatamente senza il lavoro nè una prospettiva di trovarne uno negli anni successivi.

    * il jobs act peggiora la situazione perchè la svalutazione se non puoi farla sulla moneta la devi fare sul costo del lavoro. Costo del lavoro che è composto da salario, fisco e diritti del lavoratore (sì, i diritti rappresentano un costo economico. Utile e giusto da pagare, ma pur sempre, inevitabilmente e freddamente un costo).
    Quindi se devi svalutare internamente (cioè non la moneta, perchè non puoi) ecco che adotti politiche di taglio dei salari e di cancellazione dei diritti dei lavoratori. La pressione fiscale quella no. Non la toccano, se no come danno da mangiare all'affamata macchina dello stato? (E dei suoi amichetti mafiosi).

    Quindi i politici che ci dicono e vi dicono che l'Euro è una figata e non si tocca, dovrebbero anche dirvi che quella figata di Euro per non farci collassare ci obbliga a segare i salari e a distruggere i diriti dei lavoratori conquistati in 40 anni di lotte costate anche la vita a parecchie persone.

    Potete non credere a me, ma leggete qualsiasi economista italiano, europeo o del mondo e leggerete presso qualsiasi corrente di pensiero economico la stessa legge: se non si può svalutare esternamente (ovvero la moneta) l'unica via è svalutare internamente (taglio dei salari e dei diritti). Tertium non datur. Ed è una ovvietà (neppure una teoria economica) conosciuta da almeno 60 anni.

    Chi vuole l'Euro è libero di esprimere la sua opinione, ma deve essere consapevole cosa comporta.
    Quindi secondo te se nessun fine economista si è accorto che dal 1999/2000 praticamente ogni famiglia ha iniziato a prendere a rate ogni ben di Dio, le banche emettevano finanziamenti dicendo "sono ad un tasso conveniente, al limite li lasci sul conto" inoltre, sempre le stesse banche, prestavano soldi a tutti bastava riuscissero a trascinarsi allo sportello la colpa del calo dei risparmi delle famiglie italiane dall'avvento dell'Euro (gennaio 2002) è appunto l'Euro stesso?
    Anche quando le famiglie erano forse nel miglior momento economico italiano?

    Verò è che l'Euro senza alcun controllo da parte dei sopracitati Governo associazione consumatori istat sindacati ha praticamente raddoppiato i prezzi in Italia nel giro di pochi anni, ma il risparmio è iniziato a calare ancor prima e la crisi dei salari inizia nel 2009.

    L'Euro andava monitorato prima, ma anche nella krande Cermania si è verificato lo stesso problema, 1 DM = 1 Euro è l'equazione che mi ripete sempre mio zio di Francoforte però loro non han bisogno di uscirne..... e se si pensasse di imitare il loro modello per uscire dalla crisi invece che dall'Euro?
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

  8. #8
    Quote Originariamente inviata da Max Della Pena Visualizza il messaggio
    Quindi secondo te se nessun fine economista si è accorto che dal 1999/2000 praticamente ogni famiglia ha iniziato a prendere a rate ogni ben di Dio, le banche emettevano finanziamenti dicendo "sono ad un tasso conveniente, al limite li lasci sul conto" inoltre, sempre le stesse banche, prestavano soldi a tutti bastava riuscissero a trascinarsi allo sportello la colpa del calo dei risparmi delle famiglie italiane dall'avvento dell'Euro (gennaio 2002) è appunto l'Euro stesso?
    Anche quando le famiglie erano forse nel miglior momento economico italiano?

    Verò è che l'Euro senza alcun controllo da parte dei sopracitati Governo associazione consumatori istat sindacati ha praticamente raddoppiato i prezzi in Italia nel giro di pochi anni, ma il risparmio è iniziato a calare ancor prima e la crisi dei salari inizia nel 2009.
    Le sofferenze creditizie in Italia sono cominciate quando la disoccupazione ha iniziato a galoppare. Le banche e le finanziare hanno sempre concesso crediti in modo molto oculato in Italia. Certo è che se uno poi perde il lavoro e non è possibile trovarne un altro entro qualche mese... qualsiasi rata diventa insostenibile.

    Io parlo non per impressioni personali, ma in base a ciò che leggo di chi la materia l'ha studiata e se ne occupa tutti i giorni. Non ho letto di nessun economista che attribuisca alla rateizzazione dell'acquisto della merce una causa dell'erosione dei risparmi e del tenore di vita degli Italiani.

    Felice di essere smentito se qualcuno mi indicasse qualche voce autorevole che studia il settore che sostenga tale tesi (c'è sempre da imparare!).

    Quote Originariamente inviata da Max Della Pena Visualizza il messaggio
    L'Euro andava monitorato prima, ma anche nella krande Cermania si è verificato lo stesso problema, 1 DM = 1 Euro è l'equazione che mi ripete sempre mio zio di Francoforte però loro non han bisogno di uscirne..... e se si pensasse di imitare il loro modello per uscire dalla crisi invece che dall'Euro?
    1. Anche la Germania ormai inizia a non stare bene.
    2. Non si può imitare il loro modello perchè per imitarlo ci vorrebbero 20 anni di politiche economiche diverse (quelle che han fatto loro nei 20 anni precedenti) e la ristrutturazione totale del nostro mercato del lavoro e del fisco (almeno altri 15 anni di lavori).
    In pratica nei 20 anni e più necessari, moriremmo di fame prima. E non solo: dentro l'Euro, nella condizione in cui è l'Italia (e non solo l'Italia), è impossibile attuare certe politiche di cambiamento perchè semplicemente mancano risorse e meccanismi per reperirle.
    3. Infine, anche ammesso di riuscirci, ci ritroveremmo comunque in una situazione di Euro fallimentare (la moneta unica prevede come teoria quella del "centro" e della "periferia"). Puoi anche entrare nel centro, ma la periferia - con le regole e condizioni attuali dell'Euro - sprofonderà sempre, portandosi appresso anche il centro.

    Davvero, ti consilgio di leggere con molta attenzione e tempo il blog e soprattutto i libri di Alberto Bagnai. Per spiegare quello che cerco di condensare (invano, naturalmente perchè è impossibile) in un post su un forum, lui - da economista serio e rispettato - lo ha studiato con analisi scientifiche di anni e condensate in due libri.

    Ripeto ancora una volta: non fidatevi di me che non sono un economista, come nessuno qui. Informatevi e leggetevi qualche libro (o almeno qualche blog) di qualche economista serio e riconosciuto, inserito nel circuito scientifico ed esperto di macroeconomia o economia politica.

    Sull'argomento ti segnalo un post molto interessante, sempre di Bagnai, che parla della zona Euro e del perchè - dati e valutazioni economiche alla mano - la Germania sta anch'essa avendo difficoltà economiche e ne avrà sempre di più col passare del tempo... fino all'implosione della Moneta Unica.

    http://goofynomics.blogspot.it/2014/...nto-per-i.html
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

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