Quote Originariamente inviata da Max Della Pena Visualizza il messaggio
A sensazione il punto massimo del potere d'acquisto mi sembra fosse stato tra il 1998 ed il 2002, comunque, analizzando questa frase:

E intanto dai dati Bankitalia emerge un taglio dell’80,1% delrisparmio delle famiglie dal 2002 al 2012. “Il risparmio delle famiglie italiane è stato falcidiato a partire dal 2002 con l’introduzione dell’euro. Balza agli occh con una diminuzione da 95 miliardi di euro a 18,863 miliardi di euro”, ha commentato il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, sostenendo che i dati dell’Istat sulla propensione al risparmio delle famiglie sono “troppo ottimistici”.

Io credo che il risparmio degli italiani sia diminuito non per l'introduzione dell'Euro ma quanto per l'esagerata politica del comprare a rate iniziata più o meno nel 2000, politica che ha fatto comprare qualsiasi cosa a tutti pensando che "tanto la pago 50 Euro al mese".

Ovviamente Bankitalia, che avrebbe dovuto sorvegliare e garantire un corretto accesso al credito da parte delle famiglie, da la colpa all'Euro, ma chi avrebbe dovuto fare controllo non è che sia brillato, parlo di associazioni dei consumatori politici banche sindacati ecc.
non credo e non ci sono voci di economisti che io abbia ascoltato (nè pro, nè contro l'Euro) che dicano che la colpa del calo dei risparmi sia degli acquisti a rate. E il motivo penso sia anche abbastanza logico: la rateizzazione aiuta a incrementare i consumi e a sostenere la domanda. Ma il problema che abbiamo oggi e che ha disintegrato i risparmi e la capacità di risparmio è esattamente opposto: i consumi sono in calo, la domada è crollata.
I salari sono in picchiata e i diritti dei lavoratori stanno evaporando (e il Jobs Act peggiora la situazione *).

E non solo: la disoccupazione è al suo massimo dal dopoguerra. Siamo messi come se uscissimo da una guerra, solo che la guerra non è ancora finita e il Paese e la sua economia stanno ancora deteriorandosi. La cosa subdola, però, è che in qusta guerra non ci sono bombe che cadono, ma equazioni economiche e operazioni valutarie che sfuggono alla comprensione (e diciamolo, anche all'interesse) della persona comune (ovviamente anche mia, nonostante almeno in linea di massima riesca a raccapezzarmi). Quindi è anche una guerra silenziosa e subdola che non dà percezione di esistere e comunque non nei suoi contorni essenziali alla maggiormparte delle persone.
I risparmi non ce li siamo spesi in rate del telefonino (anche se fa sempre la sua scena accennarlo), ce li siamo spesi per sostenere i figli che hanno perso il lavoro, per sostenere i propri genitori con una pensione al di sotto della soglia di povertà (qualche milione di persone, non quattro gatti), per pagare tutte quelle cose i cui prezzi reali sono raddoppiati rispetto a pochi anni fa (soprattutto beni essenziali), etc.

Il problema non sono le rate del TV, ma i salari azzerati di chi prima lavorava e la rata del TV se la poteva tutto sommato pagare sorridendo e poi si è trovato inaspettatamente senza il lavoro nè una prospettiva di trovarne uno negli anni successivi.

* il jobs act peggiora la situazione perchè la svalutazione se non puoi farla sulla moneta la devi fare sul costo del lavoro. Costo del lavoro che è composto da salario, fisco e diritti del lavoratore (sì, i diritti rappresentano un costo economico. Utile e giusto da pagare, ma pur sempre, inevitabilmente e freddamente un costo).
Quindi se devi svalutare internamente (cioè non la moneta, perchè non puoi) ecco che adotti politiche di taglio dei salari e di cancellazione dei diritti dei lavoratori. La pressione fiscale quella no. Non la toccano, se no come danno da mangiare all'affamata macchina dello stato? (E dei suoi amichetti mafiosi).

Quindi i politici che ci dicono e vi dicono che l'Euro è una figata e non si tocca, dovrebbero anche dirvi che quella figata di Euro per non farci collassare ci obbliga a segare i salari e a distruggere i diriti dei lavoratori conquistati in 40 anni di lotte costate anche la vita a parecchie persone.

Potete non credere a me, ma leggete qualsiasi economista italiano, europeo o del mondo e leggerete presso qualsiasi corrente di pensiero economico la stessa legge: se non si può svalutare esternamente (ovvero la moneta) l'unica via è svalutare internamente (taglio dei salari e dei diritti). Tertium non datur. Ed è una ovvietà (neppure una teoria economica) conosciuta da almeno 60 anni.

Chi vuole l'Euro è libero di esprimere la sua opinione, ma deve essere consapevole cosa comporta.