
Originariamente inviata da
Nuvolari2
non credo e non ci sono voci di economisti che io abbia ascoltato (nè pro, nè contro l'Euro) che dicano che la colpa del calo dei risparmi sia degli acquisti a rate. E il motivo penso sia anche abbastanza logico: la rateizzazione aiuta a incrementare i consumi e a sostenere la domanda. Ma il problema che abbiamo oggi e che ha disintegrato i risparmi e la capacità di risparmio è esattamente opposto: i consumi sono in calo, la domada è crollata.
I salari sono in picchiata e i diritti dei lavoratori stanno evaporando (e il Jobs Act peggiora la situazione *).
E non solo: la disoccupazione è al suo massimo dal dopoguerra. Siamo messi come se uscissimo da una guerra, solo che la guerra non è ancora finita e il Paese e la sua economia stanno ancora deteriorandosi. La cosa subdola, però, è che in qusta guerra non ci sono bombe che cadono, ma equazioni economiche e operazioni valutarie che sfuggono alla comprensione (e diciamolo, anche all'interesse) della persona comune (ovviamente anche mia, nonostante almeno in linea di massima riesca a raccapezzarmi). Quindi è anche una guerra silenziosa e subdola che non dà percezione di esistere e comunque non nei suoi contorni essenziali alla maggiormparte delle persone.
I risparmi non ce li siamo spesi in rate del telefonino (anche se fa sempre la sua scena accennarlo), ce li siamo spesi per sostenere i figli che hanno perso il lavoro, per sostenere i propri genitori con una pensione al di sotto della soglia di povertà (qualche milione di persone, non quattro gatti), per pagare tutte quelle cose i cui prezzi reali sono raddoppiati rispetto a pochi anni fa (soprattutto beni essenziali), etc.
Il problema non sono le rate del TV, ma i salari azzerati di chi prima lavorava e la rata del TV se la poteva tutto sommato pagare sorridendo e poi si è trovato inaspettatamente senza il lavoro nè una prospettiva di trovarne uno negli anni successivi.
* il jobs act peggiora la situazione perchè la svalutazione se non puoi farla sulla moneta la devi fare sul costo del lavoro. Costo del lavoro che è composto da salario, fisco e diritti del lavoratore (sì, i diritti rappresentano un costo economico. Utile e giusto da pagare, ma pur sempre, inevitabilmente e freddamente un costo).
Quindi se devi svalutare internamente (cioè non la moneta, perchè non puoi) ecco che adotti politiche di taglio dei salari e di cancellazione dei diritti dei lavoratori. La pressione fiscale quella no. Non la toccano, se no come danno da mangiare all'affamata macchina dello stato? (E dei suoi amichetti mafiosi).
Quindi i politici che ci dicono e vi dicono che l'Euro è una figata e non si tocca, dovrebbero anche dirvi che quella figata di Euro per non farci collassare ci obbliga a segare i salari e a distruggere i diriti dei lavoratori conquistati in 40 anni di lotte costate anche la vita a parecchie persone.
Potete non credere a me, ma leggete qualsiasi economista italiano, europeo o del mondo e leggerete presso qualsiasi corrente di pensiero economico la stessa legge: se non si può svalutare esternamente (ovvero la moneta) l'unica via è svalutare internamente (taglio dei salari e dei diritti). Tertium non datur. Ed è una ovvietà (neppure una teoria economica) conosciuta da almeno 60 anni.
Chi vuole l'Euro è libero di esprimere la sua opinione, ma deve essere consapevole cosa comporta.