^this. Durante le recenti peregrinazioni per la ricerca di un linguaggio adeguato a riscrivere un'applicazione medio-grande il grosso dei linguaggi non sono stati scartati perché di per sé non siano dei bei linguaggi, ma per carenza di toolkit decenti e incertezza sul futuro dell'ecosistema a medio-lungo termine. Poi se un'azienda è sufficientemente grossa da potersi permettere di prendersi sulle spalle il mantenimento di tool grossi come un compilatore e toolkit (GUI, rete, serializzazione, ...) seri tutto si può fare, ma in genere le risorse sono quelle che sono (oltre al fatto che l'investimento ha senso solo se ci si aspetta di avere un ritorno significativo rispetto all'uso di strumenti mainstream).
Questo è sempre vero, però è anche vero che avere a disposizione strumenti più potenti (o comunque, impostati in maniera diversa) ti cambia la maniera di approcciare i problemi. Personalmente da quando in un paio di applicazioni siamo passati allo standard più recente del C++ vedo che tanta roba la scrivo in maniera diversa, più con un'impostazione da programmazione funzionale che OOP (portando idiomi che ho visto/usato in Python, Erlang e Lua).A mio modestissimo parere è l'intelligenza (ed esperienza) dello sviluppatore a far la differenza sempre e comunque, il linguaggio è poco più che un mezzo per ottenere un fine


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