Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
ma forse la cosa che mi ha ferito di più è stato sentirgli dire che sarebbe stato disposto a rompere la nostra amicizia che dura da 35 anni solo per questa stronzata, ecco questo mi ha lasciato sotto shock.
Tant'è che mi è venuto da pensare che a questa amicizia ci tenga solo io.
poi c'è stato ultimamente un altro comportamento che mi ha fatto imbestialire, mi invita per uscire e poi invece che parlare con me si mette a navigare sul telefonino come se io non esistessi, questa per me è una grande mancanza di rispetto, ma forse sono io che sono di un altro mondo, o nato nell'epoca sbagliata.
cmq kahm è vero, ultimamente mi sento molto sminuito come persona dall'atteggiamento che sta tenendo questo mio amico, e questo mi fa stare male.
Prima non era così, è cominciato tutto da quel discorso sulla politica un anno fa, da quel momento ha cambiato atteggiamento verso di me.
ci aggiungerei che si dovrebbe tener conto del fatto che non tutto quel che succede in un posto succede su tutto il territorio italiano: in aree diverse, le situazioni sono lontane anni luce e quasi mai mi riconosco nelle situazioni "in italia succede questo" quando in realta' e' - per esempio - "a roma succede questo"
a parte cio', ho amicizie - anche strette - che la pensano in maniera diametralmente opposta alla mia; sappiamo dove fermarci, perche' cio' che ci unisce e' maggiore di cio' che ci divide, e quando ci addentriamo in una discussione in cui la pensiamo in modo diverso, lo facciamo con l'idea di capire anche il punto di vista dell'altro e trovare una base d'incontro
non e' impossibile, basta volerlo
beh, per meta' e' anche una scelta che sta a lui: se io [generico] decido che l'amico e' piu' importante della politica, quando m'accorgo che siamo su sponde opposte, mi fermo e da li' in avanti evito l'argomento
per come la vedo io, la responsabilita' della situazione non e' nemmeno totalmente imputabile all'altro (se ho capito bene cio' che intendevi)
vorrei ricordare che con questo amico siamo amici da ben 35 anni, senza alti e bassi, amici in modo costante, ci siamo sentiti e visti ogni settimana per ben 35 anni, da quando facevamo l'asilo insieme, che neanche due fratelli sono così, io quando ho capito che non si poteva andare avanti con quella conversazione ho cercato di frenarmi in tutti i modi, poi lui ha iniziato a darmi del razzista e voi capirete bene che sentirsi dare del razzista dal proprio migliore amico quando non lo si è, ma viene detto senza argomentare solo perchè ci si vuole prendere la ragione... è un colpo al cuore.