Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
In sostanza, il proprietario della ditta ha dichiarato fallimento, ha intestato tutto (ma proprio tutto) a una ditta con un altro nome intestata a sua moglie e tutti i dipendenti sono stati riassunti nella nuova ditta con un contratto simile o lo stesso.
Naturalmente perdendo i 10 mesi di stipendio non versati.
Poi esattamente in che ordine abbiano fatto l'operazione non l'ho mica capito.
So solo che io non sono stato riassunto nel passaggio (ma me ne frega anche poco: ora mi rendo conto che per me è stato meglio così)
A volte penso che, nel darci l'intelletto, la natura sia stata più sadica che generosa.
Quindi lui ha svuotato intenzionalmente di tutti i beni l'azienda intestandoli ad altri per poter chiudere e riaprire sotto altro nome?
Ma perchè sta cosa? Andava male e non riusciva a venirne fuori?
Trovo strano che il giudice che ne ha decretato il fallimento non abbia scoperto sta cosa.
Cosa faceva quella ditta?
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
A volte penso che, nel darci l'intelletto, la natura sia stata più sadica che generosa.
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.