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Non credo che salassando una ditta DOPO la morte di un lavoratore permetta di diminuire il numero di morti.
Non penso che una ditta "poco seria" obbligata ad esser certificata, permetta ai suoi operai di applicare tutte le norme di sicurezza ogni giorno.
Anzi, penso che una volta spesi i soldi ( migliaia .... MIGLIAIA di euro !!!!) per un documento che occuperà solo spazio sugli scaffali, gli operai dovranno lavorare ancor più velocemente per guadagnare i soldi spesi ed il tempo perso.

Poi vogliam parlare del documento?
Migliaia di euro per una copia uguale a quella di altre 100 aziende.
Quanto può esser utile? Quanto può realmente valere?

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Tutti lavorerebbero senza la minima sicurezza, sperando che non accada niente, cercando di correre ai ripari a fatti accaduti e cercando di pararsi il culo con false dichiarazioni o cavilluncoli vari dopo che il lavoratore intanto è morto.

E, anche una volta pagata la sanzione cosa cambierebbe? Nel caso che la ditta continui a esiste e non fallisca, continuerebbe a lavorare senza la minima sicurezza sperando che non accada niente.
Un pò come le assicurazioni auto. Rendi obbligatorie le assicurazioni, rendi meno "protette" le SRL ( rendile più "nominali", in modo da far pagare l'amministratore e non una "responsabilità limitata" ), se l'amministratore della società rischierebbe di finire in galera per aver messo a rischio la salute dei lavoratori, vedi come mette in sicurezza i suoi operai, senza certificati o altro che aumentino le spese di gestione di 1000 volte.


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Comunque, stavo notando una cosa inquetantissima in questo post: si approfitta di questo momento di crisi per togliere diritti e sicurezze, con l'appoggio degli stessi lavoratori che "pur di continuare a lavorare..."

Sia chiaro: non vittimizzo i lavoratori che "pur di continuare a lavorare...": io ce l'ho con quelli che stanno sfruttando il momento!
Sicuramente c'e' chi in periodi di crisi sfrutta la situazione a proprio vantaggio.
Lo fanno i politici (lo abbiam visto chi si è fatto nominare senatore...), lo faranno anche gli imprenditori.
Però dire che tutte le certificazioni per rispondere alla 626, le certificazioni per il trattamento dei dati ( chi sa quanti documenti c'e' bisogno di compilare/preparare/firmare/controfirmare per l'installazione di una telecamera all'interno/esterno di un'azienda? ) etc.etc SERVONO, ce ne passa.
Spesso ( ho cambiato diverse aziende e in ognuna s'e' dovuto fare ) i corsi sulla sicurezza iniziavano con :
"Lo so che sono cose banali quelle che diremo, ma dobbiamo trascorrere un'ora insieme e quindi ..... "
e quel corso, all'azienda costava un botto.
Serve? No.
All'azienda occorre che TUTELI con MISURE PREVENTIVE gli incidenti, non che faccia corsi su come usare un attrezzo o cosa indossare vicino ad un macchinario. Quello lo si sa già.


Quote Originariamente inviata da DvL^Nemo Visualizza il messaggio
Scusate la durezza, ovviamente mi riferisco a chi "pensa" che morire di lavoro ( nel caso dell'Ilva ovviamente si parla di tumori ) sia "meno grave" che non morire di fame ( tra l'altro nemmeno i barboni in Italia muoiono di fame ).. Secondo me questa gente non ha vissuto il supplizio di vedere una persona cara andarsene via a causa di questa bruttissima malattia e spero per loro che non gli capiti mai..
Entro a gamba tesa... c'e' un'intera regione ( e si stanno scoprendo altre zone in tutta Italia ) che è stata contaminata con la compiacenza di diverse figure politiche ( amministratori locali, politici, forze dell'ordine... ) e nessuno finirà in galera ( se non i pesci piccoli )... che facciamo...quelle saranno morti di serie B?

Il problema non è "LA SICUREZZA", ma "LE CERTIFICAZIONI" che ti impongono dei costi esorbitanti. La sicurezza è SACROSANTA, i manuali di certificazioni per prendere la polvere, no.