Lo satira nera è come l'ironia e il senso dell'umorismo: che esista è un dato di fatto, poi c'è chi la apprezza e chi no (vuoi perché non la si coglie, oppure perché si è sensibili a certi tabù).
Però la connessione tra il non coglierla/considerarla di bassa lega e il rischio di morte per chi la pratica (che sia un dito tagliato o una strage coi mitra) non deve neanche essere ipotizzata, a mio avviso.
Non è un caso se a mettere in pratica tale connessione sia stato un gruppo di fanatici invasati che ha massacrato la redazione di un giornale.
Tu stesso non faresti mai una cosa simile, perché sei una persona "normale" (sperando di non fare ipotesi azzardate)
Questo mi conforta, ma stai pur certo che non è così per tutti: sono sicuro che c'è anche chi si indigna per una vignetta e poi partecipa a cuor leggero al concorso truccato apposta per lui.
Personalmente, in una scala di valori di indignazione, mi fa molto più incazzare uno che parcheggia in doppia fila piuttosto che un vignettista, perché il danno reale che procura è maggiore (quantomeno è reale).
La penserei così anche se avessi parenti morti sotto le macerie? Non so rispondere a questa domanda. Forse in un primo momento sarei arrabbiato, perché una fase di shock post traumatico è normale, ma una volta superato penso che la mia scala di valori e il rispetto che nutro verso umorismo e satira (anche nera) non verrebbero alterati.



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